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Quella gazzosa che manda giù tutto

08.04.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:59

19.ma puntata sulle bevande che aiutano a mandar giù i bocconi amari della vita, che sia una bruciante sconfitta o il conto del ristorante.

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE UNA DECINA DI CITRUS TICINENSIS (PER FARE LA GAZZOSA)   –

 

di Andrea Finessi

Ah, la gazzosa, quale bevanda è più ticinese della gazzosa. Il merlot, forse, la Rivella, forse, ma la gazzosa è una passione viscerale per tanti ticinesi. C’è quella al limone, base, poi c’è quella al mandarino, quella al lampone… ma le declinazioni casalinghe vanno anche oltre.

Per noi italiani la gazzosa è la Sprite o la 7UP. Bisogna andare a scavare in qualche bettola di provincia per trovare ancora produzioni meno “commerciali” come la Spumador o la Lurisia (senza inoltrarci in una digressione sul revival della gazzosa in Italia, con nuove marche locali che ritornano alle ricette originali...), perciò poco comprendiamo una passione per un prodotto che per noi è una bibita al pari di cola, aranciata e chinotto. Ma qui, in Ticino è un prodotto locale che appartiene alla cultura popolare, che scalda gli animi quanto il derby Lugano-Ambrì, che fa discutere se sia più buona questa o quella marca, o quella fatta ancora in casa…

Il nostro Davide, al GdP, ne è un vero esperto, tanto che all’accenno dell’argomento ha cominciato ad elencare marche e produzioni, declinazioni e variazioni, proprietà benefiche e rimedi casalinghi per problemi intestinali. Ci sono marche e marche, mica si scherza, ci sono annate e gusti. Insomma la gazzosa, in Ticino, è la bevanda tipica per eccellenza, seguita solo dal siero di latte bovino che, invece, si può dire che sia la bibita per eccellenza di tutta la Svizzera. E poi c’è il merlot, che piace quanto la gazzosa, tanto che la cosa che qui va per la maggiore è il “mezz e mezz”, ossia bere la gazzosa mischiandola con il vino. Rigorosamente in boccalino o tazzino.

Perché si faccia ciò, per me resta un mistero. Forse perché qualcuno avrà detto “il vino è buono, la gazzosa è buona, se li mischio faccio qualcosa di ancora più buono”. Sì, bravo, complimenti… un criminale, io dico, perché adesso non ne puoi più fare a meno, se vai a mangiare nei grotti ad esempio (ma la cosa è diffusa anche in uso domestico) DEVI bere vino e gazzosa. Un torcibudella, per me, obbligato. Ma io sfido qualsiasi ticinese a dirmi che sia veramente buono il mezz e mezz, e che non gli sia mai capitato di tornare a casa con il mal di pancia…

…quando ho sottoposto questo quesito di importanza capitale in redazione ho rischiato di far scoppiare una guerra civile. Apriti cielo! Scansati come un agile furetto i primi attesi insulti a me rivolti “eehh sei il solito ‘taian…!”  si sono creati gli schieramenti: gazzosa e vino a sé; puristi del “mezz e mezz”; anticonformisti che dicono “MAI il mezz e mezz” (aggiungendo qualche commento su azioni post digestione…).

Certo, al dopo partita è di rigore (scusate il gioco di parole), dicono. Così come se vai al grotto, se non ordini vino e gazzosa ti guardano male e poi ti portano la polenta vecchia, perché l’alone azzurro brilla più che mai, tra l’altro (e io che ho imparato a nascondere la mia aura, ormai trangugio commentando anche “mmh, se l’è bon”). Comunque il punto è che certi gesti, come andare al mangiare al grotto, devono essere accompagnati da una certa ritualità, altrimenti l’esperienza è meno ricca. Come andare a mangiare al ristorante giapponese e usare la forchetta, anziché quelle odiose bacchette che  fanno venire i crampi alle mani. DEVI usare le bacchette al giapponese o cinese, così come a volte DEVI berti l’intruglio del mezz e mezz. Altrimenti il riso alla cantonese non ha più senso, così come non ha più senso mangiare il formaggino.

Però anche in questo caso qualcuno, fuori, nei corridoi, sottovoce, di nascosto, la verità me l’ha detta. E io, da bravo giornalista senza peli sulla lingua, rischiando la vita quasi quanto su una strada di Kabul o in un bagno pubblico di Bombai, ve la dico, ticinesi o italiani che siate. Il problema non è solo che è una tradizione. È che a volte… quei 20 franchi di litro di vino ordinato, magari mica tanto buono, vanno giù solo con l’aiuto della gazzosa  della nonna!

Quindi viva la gazzosa, nettare di lunga vita, visto che aiuta a mandar giù i bocconi con la dolcezza della nonna ! 

Se volete scrivermi per commentare, parlarmi della vostra bevanda preferita, o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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