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SESSANTAMILA. Ma la paura fa 90...

27.05.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:55

26.ma puntata, a base di numeri, dati, noccioline, lotto, immancabili frontalieri come il grana (o, se preferite, il Gruyère) e la risposta alla domanda fondamentale del Ticino. Che non è 42.

"Yipe! Superman non ha bisogno della vista a raggi X per contarli!"

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE UN OPERATORE SVIZZER'O'MATIC -

di Andrea Finessi

Beh, che dire, siamo 60mila e mi tocca parlare di questo anche oggi. Perché oggi e domani tutti spareranno questo numero a caratteri cubitali in giro, noi compresi. Qualcuno perfino il 60 se lo giocherà al lotto (in Italia. Da voi - chissà perché - si ferma al 42, come se il 42 fosse davvero la risposta a tutte le domande fondamentali sulla vita, l’universo e tutto quanto… disse Adams). SESSANTAMILA frontalieri, a fronte di una popolazione ticinese di 341mila abitanti, dati del 2012, di cui 91mila stranieri residenti,  sempre dati del 2012 dell’Ufficio statistiche, quell’ufficio con quegli efficientissimi geni in grado di raccogliere ed elaborare migliaia di dati ed informazioni con il supercalcolatore Svizzer'o'matic.

Forse l’ho già detto, ma quando ho iniziato a lavorare in Ticino, nel lontanissimo 2008, quando ancora la crisi non era arrivata, eravamo circa 35mila. Sei anni dopo, 60mila BAM! Quanti! E chissà quanti ricoveri per mal di pancia al Civico in queste ore… E io vi capisco, cari amici ticinesi, vi capisco e avete tutta la mia solidarietà per i vostri timori e tremori. Ma vi darò dei dati, che ci aiuteranno tutti a riflettere con serenità e senza avere la pretesa di arrivare a conclusioni definitive, funzioneranno più dell’Imodium. A partire da questi: sapete quale era il tasso di disoccupazione annuale medio nel 2008? Il 4,1 %. E sapete quant’è all’aprile 2014? Il 4,1%. Parola di Svizzer'o'matic: fonte qui

Intanto aumenta anche la popolazione, perché se nel 2001 (andiamo ancora più indietro), la popolazione in Ticino era di 312mila abitanti, nel 2012 siamo arrivati a quota 341mila. Trentamila in più, di cui 17mila sono svizzeri in più, il resto stranieri. Ci sono 5mila italiani in più, un sacco dal Portogallo, tremila nuovi residenti, un migliaio di tedeschi in più, tremila in più tra africani, asiatici e dalle Americhe (tutti insieme nel calderone, ammucchiati, politicamente scorrettamente). Tuttavia c’è anche da togliere, perché un po’ di serbi se ne sono andati chissà dove, insieme ai Macedoni, circa 1500 in meno, così come anche un po’ di turchi, altri 500, un altro migliaio di bosniaci se ne sono andati e poi altri. Vabbè in pratica restano  12-13mila stranieri. Ancora Svizzer'o'matic, qui

Detto ciò, questi 60mila, SESSANTAMILA (!) restano tanti. E anche se l’aumento a quanto sembra va di pari passo con la creazione di posti di lavoro, il numero spaventa. Ma sapete cosa spaventa di più e fa venire un sacco di mal di stomaco? I cambiamenti. Mia moglie se si parla di cambiare casa, possibilmente trasferirci in Ticino, le viene fortissimo. Non per il Ticino, anzi. Le prende la paura del nuovo, della lontananza dalla famiglia e di trovarsi in un posto che non conosce. Prima ancora di ragionare se la cosa possa essere o no un bene o un male. Ecco, io che sono da poco in Ticino e ci vengo solo per lavoro, girando qua e là per intervistare soprattutto momò, di cambiamenti ne ho visti tanti nel territorio, a volte in bene, ma altre volte in male. Il traffico sicuramente è aumentato, quello sì, ma ci sono anche tante nuove aziende. E se ciò sia un bene o un male, non lo so. Però sta di fatto che in fondo in fondo, il vero problema forse sta lì, in questo aumento costante degli insediamenti, delle aziende che hanno bisogno di personale e che sono attirate qua e là dove c’è un moltiplicatore d’imposta particolarmente basso. Bassa pressione fiscale? Ed eccoti che arrivano nuove ditte, nuovi frontalieri e nuovo traffico. Le aziende portano entrate fiscali che permettono di abbassare ancora di più il moltiplicatore, rendere il Comune ancora più attrattivo, così arrivano nuove aziende, nuovi frontalieri, nuovo traffico, altre entrate… è un circolo vizioso. Finché non ci sarà più territorio. Forse conviene di più tenere alto il moltiplicatore, scoraggiare nuovi insediamenti, e tenere i servizi al minimo… ma è quello che si vuole?

La domanda vera però è: cos’è che preoccupa davvero? Il numero 60 o tutto quello che comporta questo numero?

E soprattutto... vi è passato il mal di pancia? Spero che intanto non vi sia venuto mal di testa…

Se volete scrivermi per commentare, girare il calderone, o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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