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In strada: laggiù, dove vige la legge del Far West

17.09.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:46

36.ma puntata. Non c'è nulla da temere, a guidare in Italia. A patto che siate "pronti".

L'ho appena comprata. Full optional. 

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE UNO, MOOOLTO LENTO -

di Andrea Finessi

Non capisco proprio perché tanti ticinesi, appena passano il confine con l’automobile, si facciano il segno della croce. Quando dico ai miei colleghi di venirmi a trovare in Italia o di venire a mangiare qualcosa oltre confine, mi guardano come se stessi chiedendo loro di partire con me per l’Iraq a combattere contro il califfato islamico… E l’espressione non cambia nemmeno se dico “offro io”.

C’è una sorta di terrore, in molti ticinesi, verso le strade italiane. Altro che “lontani” tagliatori di teste, altro che perdita del segreto bancario, altro che invasione di frontalieri: qui è concreta paura di lasciarci le penne non appena si entra in territorio tricolore!

C’è chi fa testamento, prima di partire e chi si mette a posto la coscienza. C’è chi saluta i propri cari e promette che “un giorno tornerà”. C’è chi va in vacanza in Liguria, prendendo l’aereo.

E in fondo, da italiano, non è vero che non vi capisco... vi capisco eccome. Perché non è che siamo un Paese senza leggi, ma spesso sulla strada “da nüm”, vige una sola legge: quella del Far West.

Ricordo che una volta, per aver tentato di fare la manovra giusta ad un grande incrocio in una località dell’hinterland milanese (specifico la zona per sottolineare che non è che fossi “giù”) , suscitai le ire di un anziano uomo che fermò il suo furgone e corse giù per venire a minacciarmi con un falcetto in mano.

Roba da tutti i giorni, o quasi. Ogni italiano nel suo bagagliaio ha un bastone, una mazza da baseball, un crik, un piede di porco, una pertica, una katana, un coltello … e purtroppo c’è chi ha perfino una pistola.

“Ogni mattina in Italia, un badola si sveglia, sa che dovrà correre più in fretta dell’altro badola o verrà ucciso. Quando il sole sorge, non importa se sei un badola, un leone o una gazzella: l'importante è che cominci a correre”.

Perché spesso vedi scene da film d’azione: inseguimenti con gente ululante affacciata ai finestrini che litiga perché un altro gli ha tagliato la strada anziché dare la precedenza. O da film comici: altra gente che in autostrada a tre corsie viaggia solo in quella centrale alla velocità minima consentita, con quello che intanto sorpassa a destra mandando insulti al tizio nella corsia centrale. Ma vogliamo parlare delle “rotonde”, che in Italia hanno ormai sconsideratamente sostituito tutti i semafori, senza che ci siano precise indicazioni su come affrontarle? Quella è terra di nessuno. Il luogo in cui l’automobilista azzurro mette alla prova la propria auto e lancia sfide a tutta velocità per tagliare la strada all’auto accanto, fiondandosi sul cordolo della rotonda come se fosse sul circuito di Monza.

E poi le donne italiane al volante… al mattino puoi assistere cose che un uomo non potrebbe immaginare, come la guida con un gomito per potersi truccare!

Ma gli “sceriffi”, le forze dell’ordine, dove sono? Ci sono, ma difficilmente al momento giusto. Anzi, solitamente sempre al momento sbagliato. Quindi in strada resta il Far West.

Però non temete, cari amici svizzeri, c’è sempre un’alternativa a tutto questo. Per venire in Italia, potete anche prendere il treno. Sempre che non sia giorno di sciopero.

Se volete scrivermi per commentare, contestare una multa o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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