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Una buona salute salata

08.07.2014 - aggiornato: 25.11.2015 - 19:50

31.ma puntata, sui costi della salute in Svizzera, tra assicurazioni sanitarie e cassa malati, di cui un frontaliere potrebbe sentire la mancanza. Soprattutto quando finisce in ospedale.

- ATTENZIONE, NON È UN ARTICOLO, È UNA RUBRICA SEMISERIA, UN PO’ IRRIVERENTE E IN CUI SI FA IRONIA, ESTREMIZZANDO E MISTIFICANDO LA REALTA'. ASTENERSI LETTORI SERIOSI. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE, COSE E FATTI REALMENTE ACCADUTI IN TICINO NON È CASUALE. NESSUN ANIMALE O FRONTALIERE È STATO MALTRATTATO DURANTE LA REALIZZAZIONE DI QUESTA RUBRICA. A PARTE UN CERBIATTO  -

 

di Andrea Finessi

Volete un consiglio, da mettere in atto fin da subito? Non ammalatevi. E non fatevi male. Non è salutare.
Si può anche morire, sapete? Quindi non conviene star male. Non conviene nemmeno per il portafogli, per gli svizzeri, ma in particolare se siete frontaliere e vi succede qualcosa in Svizzera. Allora sì che sono dolori.

Mi è capitato una volta di star male, mentre ero in ufficio i primi tempi alla cronaca. No, non mal di pancia, ma un sacco di vertigini, nausea, palpitazioni e sudori freddi. Insomma una roba seria, allora mi trascino verso il telefono e chiamo l’ambulanza che in due minuti esatti era lì (roba d’altro mondo rispetto all’Italia, dove se c’è un po’ di coda sulla Milano-Meda, rischi di trapassare prima dell’arrivo dei soccorsi). Un paio di soccorritori e pure il medico, ché non si sa mai che sia il cuore. Mi prendono, mi caricano sulla sedia, barella, mentre continuo a star malissimo e poi dritti al Pronto soccorso, dove in un minuto sono sul lettino, con un medico che mi controlla e mi attacca una flebo. Se vi interessa, casomai vi capitasse, era un attacco di labirintite, ma non è questo il punto.

Il punto è che in un attimo mi hanno “salvato” e poi curato, con tanto di graziosa infermiera che mi coccolava. Finché ad un certo punto, quando comincio a star meglio e a riprendermi, dopo un paio di ore, arriva uno strano figuro magro in camice, viso affilato, capelli tirati indietro, occhietti piccoli nascosti dietro gli occhiali tondi e palpebre leggermente abbassate, con in mano una cartelletta e una penna. E mi fa: “A chi mandiamo la fattura?”.

Eh? La fattura della strega? Vuol dire il conto? Ma non è un ospedale, penso io? Non curate la gente? Non c’è il giuramento di Ippocrate? Poi mi ricordo della questione dell’assicurazione, che in Svizzera la sanità è tutta privata. Ma io mica pensavo anche il pronto soccorso… Quindi bofonchio qualcosa e faccio finta di stare ancora male, facendomi venire un attacco di nausea, con lamenti e finti conati, sbavando un po’. Lui sparisce, così come era apparso, in una nuvola di fumo sulfureo. Passa un quarto d’ora e stavolta appare la dolce infermiera, che con occhi da cerbiatta e nascondendo dietro la schiena una cartelletta, mi chiede se sto meglio. Avverto puzza di bruciato, ma incantato dagli occhi da cerbiatta, inconsciamente annuisco, rendendomi conto della trappola ormai troppo tardi. Allora lei mi dice: “Bene. Senta, avremmo bisogno di sapere quale assicurazione contattare”. Ma porc...!

Boh, mai pensato di aver bisogno di un’assicurazione sanitaria, io ho la mutua, che zittazitta fa tutto da sé, mica me ne preoccupo dell’assicurazione. Mo’ che le dico? “Senta, guardi, non lo so. Io so solo che dove lavoro c’è una assicurazione, ma non so bene quale, ne parli con il GdP”. Già mi immaginavo il povero Corrado dell’amministrazione, da noi, che si copriva la faccia con le mani, dopo aver strabuzzato gli occhi davanti alla “fattura”. E così cerco di capire quanto fosse il conto, rischiando un infarto, stavolta per davvero: circa 150 franchi tra lettino, medicinali e pure cure dell’infermiera. Meno male che non ho chiesto caffè e dolce, altrimenti chissà quanto sarebbe stato. Quindi improvvisamente mi sento decisamente meglio e mi dileguo, lasciandomi alle spalle tutto e cercando di convincermi che fosse solo un brutto sogno, provocato dalla Parmigiana mangiata tre giorni prima.

Purtroppo però non era mica finita. Perché l’ambulanza, mica era gratis. L’avrei scoperto qualche giorno dopo, cadendo dal pero e facendomi un sacco di male, all’arrivo della fattura. Per quella sì, che rischiai il collasso: 1000 (MILLE!) franchi circa di ambulanza e medico. Certo, se non ci fossero stati loro, giunti in un tempo brevissimo, a portarmi direttamente tra le braccia del medico e, soprattutto, dell’infermiera, non so cosa sarebbe successo. Per fortuna che il nostro amministratore si era già ripreso dal precedente mal di pancia e che una parte del conto la coprì il Sindacato Cristiano Sociale, che pensa anche a noi frontalieri.

Dopo questa amara esperienza però, mi sorge un dubbio, che è emerso quando qualche collega svizzero mi ha raccontato della sua assicurazione sanitaria, che “non copre tutto”. Ecco, a meno che non abbiate un ricco stipendio, vi capita mai di pensarci due volte prima di andare dal medico, onde evitare di dovervi trovare a pagare un conto molto salato? Insomma, prima la salute o prima il portafogli? Io il dilemma, forse anche inconsciamente, me lo porrei.

Ma soprattutto, cosa succederebbe con un sistema del genere da noi in Italia?

Se volete scrivermi per commentare, assicurarmi che sto bene o anche solo sfogarvi contro un frontaliere, potete contattarmi ad a.finessi[at]gdp[dot]ch. Ah, e scrivetemi anche se volete abbonarvi alla mia rubrica. È gratis.

 

 

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