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Al voto sul pacchetto fiscale a favore di misure sociali

02.03.2018 - aggiornato: 02.03.2018 - 11:17

di Stefano Modenini

Formalmente, a seguito di un referendum, il popolo ticinese il prossimo 29 aprile dovrà votare la conferma o meno del pacchetto fiscale votato dal Gran Consiglio lo scorso mese di dicembre unitamente al pacchetto di misure sociali finanziato in buona parte dalle aziende. Si vota dunque solo sulla fiscalità ma in realtà se il pacchetto fiscale dovesse cadere in votazione cadrebbero pure tutte le misure sociali approvate dal Parlamento.

Il pacchetto fiscale rappresenta un primo timido passo nella direzione di ridare competitività fiscale al Cantone Ticino. Complice l’abbandono nel 2019/2020 dei regimi fiscali agevolati a livello cantonale, la Confederazione e i Cantoni sono obbligati a mettere in campo misure fiscali idonee per mantenere sul territorio i buoni contribuenti. Sappiamo già che diversi Cantoni ridurranno la loro fiscalità complessiva a carico delle imprese attorno al 13-14%. Se il Ticino, che fiscalmente è più penalizzante per le imprese e i redditi più elevati, non intraprenderà nulla, il rischio che aziende e contribuenti lascino il nostro Cantone oltre che concreto sarà reale. Anzi, già questo succede se consideriamo che negli ultimi anni persino diverse famiglie ticinesi hanno spostato il domicilio in altri Cantoni o all’estero, ad esempio nei Grigioni o nel Canton Uri.

Il pacchetto fiscale non si limita tuttavia a porre l’attenzione sui necessari sgravi fiscali ma pone attenzione ad esempio anche allo sgravio degli investimenti nelle aziende start up. Questo orientamento a sostegno dell’innovazione è lungimirante e va nell’ottica di agevolare la creazione di ulteriore valore aggiunto nell’economia ticinese.
Ma la votazione del 29 aprile è soprattutto la concessione del via libera alle misure sociali varate dal Gran Consiglio, in particolare l’introduzione dell’assegno parentale e le misure che riguardano la conciliabilità lavoro-famiglia e la cura delle persone malate. Oggi la responsabilità sociale delle imprese è un tema sempre più importante e praticato dalle aziende stesse, che se vogliono attirare i talenti devono essere in grado di offrire prestazioni sociali in linea con le aspettative dei collaboratori. Una fiscalità competitiva e il mantenimento sul territorio cantonale di buoni e ottimi contribuenti sono pertanto la prerogativa indispensabile per rafforzare l’orientamento alla responsabilità sociale di un numero sempre più elevato di imprese.

Il pacchetto fiscale non è affatto un regalo ai super ricchi come populisticamente affermano i sostenitori del referendum. Ricordiamo che il Ticino fiscalmente parlando si muove su un pericoloso piano inclinato, visto che circa 6mila contribuenti pagano quasi la metà delle imposte delle persone fisiche, su una popolazione di oltre 350mila abitanti. Abbiamo visto proprio negli scorsi giorni che la partenza di un’azienda dal Comune di Manno farà mancare a quest’ultimo un gettito fiscale di circa 8 milioni di franchi. 

* direttore AITI

 

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