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Autodenuncia fiscale senza interessi di mora?

20.01.2016 - aggiornato: 20.01.2016 - 17:08

di Samuele Vorpe

 di Samuele Vorpe*

 

Anche il Parlamento federale, durante l’ultima sessione invernale, ha affossato una proposta proveniente dal Canton Ticino volta a prevedere un periodo di 5 anni, in luogo dei 10 anni previsti attualmente, per il recupero delle imposte in caso di autodenuncia spontanea da parte del contribuente. L’emendamento proposto dall’on. Regazzi, che prevedeva una sorta di amnistia fiscale parziale temporanea (limitata ad un periodo di 2 anni) dal momento dell’entrata in vigore della Legge sullo scambio automatico di informazioni, dopo aver superato in un primo tempo lo scoglio del Consiglio nazionale, è stato affossato dal Consiglio degli Stati. Una volta ritornato al Consiglio nazionale, anche quest’ultimo ha poi respinto la proposta di Regazzi.

 

Il contribuente che vuole autodenunciare dei suoi averi nascosti al fisco deve dunque avvalersi della mini-amnistia fiscale, entrata in vigore il 01.01.2010, che prevede la rinuncia alla multa quando il contribuente denuncia per la prima volta nella sua vita un capitale e relativi redditi non conosciuti al fisco e si impegna nel pagamento delle imposte sottratte.

 

Prima di Regazzi, il Popolo ticinese aveva approvato in votazione un’amnistia fiscale cantonale che stabiliva una riduzione delle aliquote applicabili alle imposte cantonali (e comunali) sottratte del 70%. Tuttavia, contro tale decisione fu interposto ricorso al Tribunale federale che lo accolse e dichiarò incostituzionale qualsiasi forma di amnistia fiscale cantonale.

Come detto, resta dunque a disposizione del contribuente soltanto la mini-amnistia fiscale. Questo istituto, se paragonato con la recente voluntary disclosure italiana, è strutturato in maniera molto più semplice e consente al contribuente di conoscere in anticipo le conseguenze di un’autodenuncia che, dal profilo della certezza del diritto, costituisce una sicurezza per il contribuente.

 

Infatti, vengono a cadere completamente le sanzioni amministrative e penali, e il contribuente è tenuto a versare all’autorità fiscale le imposte sottratte sugli ultimi 10 anni, compresi gli interessi di mora. Ora, come già evidenziato dal professor Peter Locher, in un articolo apparso su Novità fiscali 8/2013 (a pag. 8), “Il Cantone Ticino potrebbe incassare anche un interesse solo simbolico. Come si evince dagli esempi di calcolo nel Messaggio n. 6328 del 23 febbraio 2010, solo l’importo degli interessi può rappresentare una dimensione notevole. È vero che secondo l’articolo 53 capoverso 1, prima frase LAID (ndr. Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni), rispettivamente l’articolo 236 capoverso 1 LT, il ricupero delle imposte non incassate è effettuato «compresi gli interessi».

 

Spetta al Cantone decidere sull’ammontare di questi interessi per le imposte cantonali nel quadro della sua competenza cantonale, tanto più che si tratta di una questione di riscossione. In tal modo – anche se in maniera modesta – si potrebbe creare un ulteriore stimolo (a parte l’esenzione da pena), rispettivamente aumentare ulteriormente l’«incentivo all’autodenuncia»”. Il Cantone Ticino potrebbe pertanto rinunciare alla riscossione degli interessi di ritardo, introducendo un interesse di ritardo pari a poco più dello zero per cento, al fine di favorire ulteriormente l’emersione dei capitali nascosti, senza dover infrangere il diritto federale superiore.

* responsabile del Centro di competenze tributarie della SUPSI

 

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