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Azioni "tecnologiche" in fase di consolidamento

18.06.2017 - aggiornato: 18.06.2017 - 09:00

di Luciano Jannelli

Venerdì scorso l’indice americano Nasdaq, che rappresenta le maggiori azioni del settore della tecnologia (principalmente la tecnologia dell’informazione), ha fatto una correzione di quasi il 2%. Da allora si è ripreso un po’, ma non enormemente. Si tratta di una correzione tutto sommato significativa e diventa inevitabile la domanda se la cosa si fermi qui, o se sia il preludio di qualche correzione in più, e forse anche più pesante. La domanda è oltremodo rilevante perché negli ultimi mesi è stato il settore tecnologico a trainare in su l’insieme del mercato azionario americano. Senza i vari Facebook, Apple, Amazon, Microsoft e Google, l’indice S&P 500 semplicemente non sarebbe agli attuali livelli da record. Avrebbe stagnato agli stessi livelli di qualche mese fa, facilmente avrebbe anche perso quota. E poiché una buona performance del mercato azionario “in senso stretto” (cioè dovuta all’ascesa di un solo settore, o comunque di un gruppo limitato di azioni) sia notoriamente meno sostenibile di una buona performance “in senso largo” (dovuta ad un ascesa della maggioranza dei titoli di un indice), è normale che la correzione di venerdì scorso abbia dato luogo a preoccupazioni che vadano al di là del solo settore della tecnologia. Al riguardo farei due considerazioni. La prima è che non credo che il mercato possa continuare a crescere ai ritmi degli ultimi mesi senza che lo facciano anche le azioni della tecnologia. La crescita ormai viene da quel settore lì. Gli altri settori possono pure crescere, ma si tratta di una crescita indotta dalle trasformazioni della tecnologia (e non può essere diversamente, checché ne dica il presidente Trump, in una società in fase di invecchiamento con debiti delle famiglie a livelli storicamente elevati). La seconda considerazione è che, dopo i forti rialzi degli ultimi mesi, una fase di consolidamento del mercato azionario della tecnologia, e quindi del mercato azionario complessivo, sia ormai inevitabile. Ora, anche se questo consolidamento facilmente porterà ad un aumento della volatilità, non sono però affatto sicuro che questa volatilità determinerà una forte correzione. È vero che la crescita economica rimarrà storicamente debole, ma in questo momento vi è una ripresa globale sincronizzata. Di ciò i grandi campioni delle nuove tecnologie sapranno approfittare con maggiori utili. A fine anno le azioni saranno o agli attuali livelli, oppure a livelli più alti.

 

(Luciano Jannelli, capo Strategista Abu Dhabi Commercial Bank)

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