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La Cina di Xi al bivio, e con essa i mercati emergenti

04.11.2017 - aggiornato: 04.11.2017 - 15:00

di Luciano Jannelli

Al diciannovesimo Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese il “Pensiero di Xi Jinping”, segretario del partito nonché Presidente del Paese, è stato elevato a pensiero-guida della Nazione, e come tale formalmente consacrato nella costituzione del partito. Un tale onore era finora solo stato riservato a Mao Tse Tung, fondatore della Cina moderna nel lontano 1949. Il passaggio del Paese da una dittatura collettiva a una dittatura sempre più personale si inquadra nello spirito dei nostri tempi: lo dimostra l’avvento di altri uomini forti, come Putin, Erdogan e Modi. Persino negli Stati Uniti abbiamo un personaggio come Trump, che vorrebbe ricalcare i modelli Xi Jinping e Putin, ma non ci riesce, perché (e finché) gli Stati Uniti sono ancora una democrazia. L’uomo forte, diciamo la verità, esercita sempre su tante persone un fascino. Sento già i tanti ammiratori: sicuramente Xi Jinping, forte di un aumentato potere, riuscirà ad imporre le riforme necessarie perché il Paese possa continuare sulla strada della sua spettacolare ascesa. La Cina si trova già all’avanguardia nei settori dell’energia rinnovabile e del cosiddetto Fintech (il settore finanziario non-bancario) ed è destinata a sorpassare gli Stati Uniti, in termini di potenza politica ed economica. Penso che non sia così facile prevedere il futuro. Per quanto possa oggi sembrare inverosimile, nel passato molti ritennero, in momenti diversi, che anche l’Unione Sovietica (la Russia) e il Giappone avrebbero senz’altro sorpassato gli Stati Uniti. Cerchiamo quindi, più modestamente, di interpretare prima bene il presente. Il Partito Comunista Cinese sa che la crescita economica del Paese dovrà rallentare nei prossimi anni, semplicemente perché il Paese è diventato più ricco e complesso. Non sarà più quindi la “sola” crescita a giustificare il potere del presidente sul Paese. Ci vorrà qualcosa di più, un uomo forte con idee chiare sul da farsi, il “Pensiero Xi Jinping” appunto. Egli dovrà smantellare le inefficienti imprese di Stato e ridurre il debito che negli ultimi anni è cresciuto in modo vertiginoso e insostenibile. Non so quindi se un giorno la Cina diventerà la superpotenza del Ventunesimo secolo. Ma so che nei prossimi anni l’uomo forte dovrà mettere mano a una crescita gonfiata da troppi debiti ed inefficienze, con tutto ciò che ne può derivare per la crescita globale, e in particolare per quei mercati emergenti fortemente esposti sulla Cina. 

(Luciano Jannelli, capo strategista Abu Dhabi Commercial Bank)

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