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Niente ruling, niente scambio di informazioni

26.09.2017 - aggiornato: 26.09.2017 - 14:44

di Samuele Vorpe

Dal 2018 i rulings pattuiti tra autorità fiscale cantonale e società a statuto speciale (holding, società di domicilio e ausiliarie) saranno oggetto di uno scambio spontaneo obbligatorio tra le autorità fiscali svizzere ed estere. Questo è uno dei risultati del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) che, al Piano di azione 5, prevede appunto questa misura, recepita dalla Svizzera con l’adesione alla Convenzione sull’assistenza amministrativa dell’OCSE e del Consiglio d’Europa. L’art. 7 di questa Convenzione si occupa appunto dello scambio spontaneo. Per attuare questa nuova forma di assistenza amministrativa in materia fiscale sono state necessarie delle modifiche alla Legge federale sull’assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale (LAAF, vedasi art. 22a) e alla relativa ordinanza di applicazione (OAAF). La definizione di ruling, secondo l’art. 8 OAAF, è la seguente: «Un’informazione, una conferma o una garanzia di un’amministrazione delle contribuzioni è definita come un accordo fiscale preliminare se: a) è fornita dall’amministrazione delle contribuzioni a un contribuente; b) concerne le conseguenze fiscali di una fattispecie descritta dal contribuente; e c) il contribuente può farvi affidamento». Il successivo art. 9 stabilisce poi che lo scambio spontaneo è obbligatorio per quei rulings che concernono «fattispecie di cui all’articolo 28 capoversi 2-4 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni [ndr. LAID]», ovvero quelli che riguardano le società a statuto speciale cantonale. Il ruling viene trasmesso dall’Amministrazione federale delle contribuzioni – che ha ricevuto le informazioni dalle autorità fiscali dei singoli Cantoni – alle autorità fiscali dello Stato di sede della società che detiene il controllo diretto e della società madre del gruppo. Per questa ragione se, ad esempio, una società di domicilio controllata da una società italiana, è tassata per i redditi di fonte estera in Ticino, sulla base di un ruling con un’aliquota complessiva del 9% (quota federale, cantonale e comunale), l’informazione dovrà essere inviata all’autorità italiana. In ogni modo, secondo l’OAAF, soltanto i rulings emessi tra il 2010 e la fine del 2017 saranno oggetto di uno scambio spontaneo. Considerando che l’abrogazione degli statuti speciali cantonali non avverrà prima del 2020 (si veda a questo proposito il nuovo Progetto fiscale 17), sino alla loro decadenza, i rulings esistenti saranno trasmessi al fisco estero. Per evitare lo scambio spontaneo di informazioni, recentemente, l’esecutivo sciaffusano ha deciso di annullare tutti i rulings pattuiti con le società a statuto speciale site sul territorio e di tassare i loro redditi esteri con un’aliquota complessiva del 10%. Per raggiungere tale scopo, il Cantone ha inserito un nuovo art. 45a nell’ordinanza di applicazione della Legge tributaria cantonale, che prevede questa aliquota. Questa decisione non è tuttavia passata inosservata, tanto che la deputata socialista alla Camera del Popolo, Susanne Leutenegger Oberholzer, ha chiesto delucidazioni al Consiglio federale nell’ora dedicata alle domande. Quest’ultimo ha giustificato la scelta sciaffusana sulla base del principio di praticabilità che permette ai Cantoni di determinare forfettariamente l’aliquota applicabile ai redditi esteri. È però evidente che questa regolamentazione contrasta con lo spirito dello scambio spontaneo secondo quanto indicato dal BEPS, in quanto permette di aggirare la norma internazionale, poiché le autorità fiscali estere non riceveranno alcun tipo di informazione, visto che i rulings concessi dal Canton Sciaffusa saranno annullati prima del 2018. In Ticino, per contro, non è stata prevista una simile regolamentazione speciale. Si sta procedendo da parte della Divisione delle contribuzioni a contattare i contribuenti o i loro rappresentanti per iniziare la procedura di scambio di rulings, in conformità alle procedure previste federalmente. È, infine, utile osservare che qualora una società decidesse di sciogliere il ruling entro il 2018, l’autorità fiscale potrà avvalersi di un ampio margine di apprezzamento, che le permetterà di determinare la tassazione dei redditi esteri «in funzione dell’importanza dell’attività commerciale svolta in Svizzera» (art. 28 cpv. 4 LAID). In queste situazioni il contribuente non potrà mai invocare la protezione di un ruling scaduto.

(Samuele Vorpe, responsabile del Centro di competenze tributarie della SUPSI)

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