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Nuovi rischi e opportunità per lo sviluppo mondiale

14.11.2017 - aggiornato: 14.11.2017 - 14:40

di Gianfranco Fabi

Non ci sono solo notizie negative sul fronte della realtà internazionale. Se è vero che non basterebbe questo intero giornale per enumerare le incertezze politiche delle varie aree del mondo, è altrettanto vero che sul fronte della crescita economica ci sono almeno due elementi positivi. Il primo è che il mondo a livello globale è tornato a crescere a ritmi interessanti: il Fondo Monetario Internazionale valuta che il 2017 posso chiudersi con un una crescita del PIL attorno al 3,6%. La Cina conferma l’andamento degli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno completamento riassorbito gli effetti della grande crisi del 2008, anche l’Europa è sostanzialmente uscita dalla stagnazione. Ma quello che appare maggiormente rilevante è il fatto che l’Africa, pur con situazioni diverse da Paese a Paese, sembra poter assumere un ruolo di primo piano sfruttando gli investimenti esteri, in particolare cinese, destinati alla modernizzazione.

Il secondo elemento positivo è dato dal fatto che questi numeri positivi della crescita vanno di pari passo con la presenza sempre più massiccia delle nuove tecnologie, con quella quarta rivoluzione industriale che sta profondamente cambiando i metodi di produzione, i sistemi degli scambi, lo sviluppo dei metodi di pagamento. Con un allarme, finora smentito dai fatti, di una possibile drastica riduzione dei posti di lavoro proprio per effetti dell’introduzione di procedure automatiche gestite da robot a loro volta controllati da quella allarmante novità che si chiama intelligenza artificiale.

In effetti l’esperienza americana, dove la disoccupazione è arrivata ai livelli più bassi degli ultimi decenni, dimostra almeno finora che questa rivoluzione sta cambiando anche radicalmente interi settori, come quello del commercio dove i tradizionali negozi devono combattere contro i grandi colossi delle vendite via web. Ma questo cambiamento porta con se anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il problema maggiore che l’evoluzione delle nuove tecnologie rischia di creare in un futuro più o meno lontano resta tuttavia la nuova crescente divaricazione tra economia reale e finanza, sulla scia di quella separazione che dieci anni fa aveva portato alla crisi più grave per l’economia mondiale dopo quella del 1929. Le ragioni sono di diverso tipo. Ci sono ragioni politiche, come una nuova ondata di deregulation e liberalizzazioni sui mercati finanziari in particolare con le scelte di Trump negli Stati Uniti. E l’esperienza insegna che le buone regole sono fondamentali per un equilibrato sviluppo dei sistemi finanziari. Ci sono poi ragioni tecniche che consistono soprattutto nel fatto che i nuovi elementi informatici sono sempre meno controllabili secondo le regole e le istituzioni tradizionali. L’esempio più evidente è quello del bitcoin, della valuta virtuale creata al di fuori del tradizionale circuito delle banche centrali. L’arrivo delle cripto valute, non solo offre materia per nuove ondate speculative (il bitcoin ha raggiunto quotazioni che non hanno alcun riferimento con valori reali), ma rischia anche di spiazzare completamente la tradizionale politica monetaria rendendo incontrollabile la quantità di moneta in circolazione.

Tra rischi e opportunità emerge comunque la necessità di saper governare questo mondo che cambia. Non certo per bloccare le novità, ma per metterle a disposizione del bene comune.

 

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