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Oneri assicurativi al passo con i tempi?

19.12.2017 - aggiornato: 19.12.2017 - 09:45

di Samuele Vorpe

Recentemente è stato depositato dal consigliere nazionale Marco Chiesa un atto parlamentare tramite il quale si chiede un raddoppio del limite massimo della deduzione per oneri assicurativi e interessi da capitale a risparmio per l’imposta federale diretta. L’art. 33 cpv. 1 lett. g della Legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD) prevede una deduzione massima di fr. 3.500 per i coniugi e di fr. 1.700 per le persone sole, per i premi pagati all’assicuratore malattia concernenti la copertura base e complementare, nonché per i premi pagati per un’assicurazione del pilastro 3B. Nella deduzione vi rientrano anche gli interessi attivi dei capitali a risparmio del contribuente. Sempre ai fini della LIFD, l’art. 33 cpv. 1bis stabilisce poi un aumento del limite di questa deduzione della metà per i contribuenti che non versano contributi al 2° e 3° pilastro A; e di fr. 700 per ogni figlio o persona bisognosa a carico del contribuente. Ora, questi premi, che gravano quasi tutti i contribuenti, eccetto quelli che ricevono dal Cantone un aiuto finanziario sotto forma di sussidio, superano di gran lunga il tetto massimo previsto dalla legge. Le deduzioni dei premi per assicurazioni e degli interessi dei capitali a risparmio fanno parte delle deduzioni di natura cd. “sociopolitica”. Dato che non rappresentano spese di conseguimento del reddito, l'ammontare massimo di tali deduzioni è limitato ed è per questo che il legislatore ha rinunciato a concederle in modo integrale. In passato, il Consiglio federale si è sempre opposto ad un aumento dei limiti massimi per ragioni puramente di gettito fiscale. Secondo delle stime calcolate dallo stesso esecutivo federale, una deduzione integrale dei premi dell’assicurazione malattie obbligatoria meno la riduzione dei premi, assicurazioni malattie complementari private e assicurazioni infortuni sovraobbligatorie, potrebbe comportare un minor gettito fiscale di mezzo miliardo ai fini dell’imposta federale diretta. Se pensiamo ad una famiglia, con due figli, con una franchigia di fr. 2.500 per ciascun componente, questa paga un premio di base annuo che si attesta tra fr. 6.000 e 8.000 circa (media fr. 7.000), a dipendenza dell’assicuratore scelto. Se la famiglia scegliesse invece una franchigia di fr. 300, allora il premio annuo aumenterebbe ed oscillerebbe potenzialmente tra fr. 9.000 e 12.000 circa (media fr. 10.500). Per due figli minorenni, si consideri mediamente un premio annuo di fr. 1.000 per figlio (fonte: comparis.ch). In entrambi i casi, si può notare come il premio annuo dell’assicurazione di base assorba, da solo, tutta la porzione disponibile della deduzione per oneri assicurativi. Considerando la franchigia massima, si registra un premio indeducibile fiscalmente nella differenza tra fr. 4.900 (ovvero la deduzione massima consentita dalla LIFD, composta da fr. 3.500 per i coniugi e da fr. 1.400 per i due figli) e fr. 9.000 (fr. 7.000 di premio annuo per i coniugi, più fr. 2.000 per i due figli). Ne consegue un’impossibilità di dedurre fr. 4.100 di premio annuo a dipendenza dell’assicuratore scelto. Nella seconda variante, quella con la franchigia minima, il premio indeducibile fiscalmente per la famiglia sale invece a fr. 7.600 (fr. 10.500 di premio annuo per i coniugi, più fr. 2.000 per i due figli, meno fr. 4.900). Qualora la mozione Chiesa, che propone un raddoppio della deduzione, fosse accolta dal Parlamento, si avrebbe un (nuovo) tetto massimo di fr. 3.500 per le persone sole e di fr. 7.000 per quelle coniugate, nonché un aumento a fr. 1.000 per ogni figlio o persona bisognosa a carico. In questa nuova situazione, la famiglia con due figli potrebbe, nel caso della franchigia massima, dedurre integralmente il premio annuo (deduzione massima ammessa: fr. 7.000, più fr. 2.000 per i due figli; premio annuo versato fr. 9.000), mentre con la franchigia minima resterebbe un premio indeducibile fiscalmente di fr. 3.500. Se considerassimo un reddito imponibile ai fini dell’imposta federale diretta di fr. 80.000, la possibilità di dedurre supplementari fr. 3.500, comporterebbe un risparmio potenziale di imposta federale diretta di circa fr. 120 per nucleo familiare. È chiaro che questa proposta, da un profilo del gettito fiscale, costerebbe meno rispetto alle stime del Consiglio federale, poiché comunque i premi non sarebbero integralmente deducibili; resterebbe comunque un’incognita sulla questione del contro-finanziamento, anche se è pur vero che il risultato d’esercizio degli ultimi anni della Confederazione è sempre stato ampiamente nelle cifre nere. Ne consegue che, provocatoriamente, si potrebbe affermare che la Confederazione, non avendo adeguato da 15 anni a questa parte il tetto massimo della deduzione per oneri assicurativi e interessi da capitale a risparmio, ha potuto incassare di più di quanto realmente avrebbe dovuto incassare, se la deduzione fosse stata annualmente adeguata all’evoluzione dei premi base dell’assicuratore malattia.

 

(Samuele Vorpe, responsabile del Centro di competenze tributarie della SUPSI)

 

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