Home > Rubriche > Economando

Scambio automatico: ultimo atto parlamentare

22.12.2017 - aggiornato: 22.12.2017 - 09:00

di Giovanni Molo

Senza particolare clamore, nel dicembre 2018, si è giocato un nuovo importante atto parlamentare nell’estensione dello scambio automatico. Se, con i flussi transnazionali di dati nel 2018, lo scambio automatico era inizialmente stato concepito come una questione europea, a partire dal 2019 verrà notevolmente esteso l’arco geografico degli Stati con cui la Svizzera scambierà automaticamente informazioni: Argentina, Brasile, Cina, India, Russia, Arabia Saudita e Sudafrica verranno, per citarne alcuni, così inclusi nella rete degli Stati partner. Secondo il nuovo corso preso dalla politica svizzera in materia di assistenza, lo scambio sarà reciproco, non solo quindi dalla Svizzera, ma anche verso la Svizzera. In proposito, verrà inclusa anche, con l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti, una piazza finanziaria quale Dubai che veniva da alcuni considerata come l’ultima spiaggia all’ombra delle palme. La discussione, nell’Assemblea federale, si è tuttavia concentrata non tanto sul flusso in entrata dei dati, ma piuttosto su quello in uscita. Da destra a sinistra, tutti sono infatti d’accordo sul fatto che possano essere scambiati automaticamente dati soltanto verso giurisdizioni che garantiscono requisiti minimi in materia di protezione dei dati e di implementazione dello Stato di diritto. I dati finanziari scambiati, infatti, non devono diventare uno strumento di oppressione politica sui propri cittadini da parte di regimi autoritari, oppure un’indicazione di disponibilità finanziaria per incentivare sequestri di persona. In proposito, alcuni organismi degli svizzeri all’estero sono infatti saliti sulle barricate, ciò che ha quindi ravvivato il dibattito alle camere. Ne è uscito un compromesso elvetico. Gli accordi per l’introduzione dello scambio automatico verranno ratificati con tutte le giurisdizioni con cui erano stati previsti, anche con quelle a rischio. Con un decreto federale viene tuttavia delegato al Consiglio federale il compito di verificare l’adempimento, nelle giurisdizioni partner, delle misure per la sicurezza e la protezione dei dati, rispettivamente di verificare che le persone interessate dallo scambio di dati non siano esposte a procedimenti che potrebbero comportare gravi violazioni dei diritti dell’uomo. Il decreto federale non si esprime, tuttavia, sulle conseguenze di eventuali inadempimenti in proposito. Ne dovrà scaturire una dichiarazione nei confronti delle giurisdizioni interessate, da parte del Consiglio federale, in cui viene decretata la sospensione, rispettivamente l’annullamento, degli accordi? Questo quesito sarà forse destinato a restare soltanto nei manuali di diritto internazionale. Prima che vi si dovrà rispondere, infatti, chi, in quei paesi lontani, avrà voluto preservare, magari anche per ragioni del tutto legittime, la sua sfera privata, avrà probabilmente cambiato piazza finanziaria, anche perché non saranno poche, a cominciare dagli Stati Uniti, le alternative che gli si offriranno davanti.

Accesso e-GdP

banner_cannes3.jpg

banner_passione_calcio.jpg

Banner - Spot GdP 2018

banner_reportage_siria.jpg

banner_arte-e-cultura.jpg

banner_alberghi_albergatori.jpg

Ieri nel mondo

catt-ch2.jpg

Il sito ufficiale della Diocesi diLugano

banner_caritas_ticino.jpg