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Sprechen Sie deutsch?

20.11.2017 - aggiornato: 20.11.2017 - 15:26

di Siegfried Alberton

Già oggi una voce ancora un po’ impersonale e zoppicante traduce automaticamente, verbalmente o per iscritto, la nostra lingua in molte altre. Vi è da credere che, in futuro, grazie alla tecnologia, una voce sempre meno metallica e balbuziente tradurrà ancora di più e meglio. Qualcuno potrebbe dirsi felice di non doversi più preoccupare d’imparare le lingue “straniere”. Al di là delle battute credo che sarebbe miope e poco opportuno ragionare in questi termini. La lingua non è solo una questione tecnica. Vi sono importanti aspetti culturali e contestuali che entrano in gioco in quella che si chiama comunicazione e non solo scambio di vocaboli, verbi, congiunzioni e quant’altro dal significato più o meno chiaro. Per interagire in una comunità data o in un contesto specifico in modo efficace è importante apprenderne la lingua e il linguaggio, in tutte le loro sfumature. In Svizzera abbiamo quattro regioni linguistiche. Quella di lingua tedesca è la più grande. È anche la regione dove le opportunità socio economiche sono molto sviluppate e i centri decisionali molto presenti. È la regione che, grazie ad AlpTransit è e sarà molto più accessibile. In un mercato sempre più aperto e dalle innumerevoli opportunità offerte dagli sviluppi tecnologici nel campo della digitalizzazione, con altrettanti importanti risvolti sulle professioni, come pure sulle forme di lavoro (anche quelle a distanza), spostarsi regolarmente da Nord a Sud come pure da Est a Ovest e viceversa sarà probabilmente un’interessante abitudine. Per molti già lo è. Per poter sfruttare queste opportunità non basta conoscere gli orari dei treni e usarli per spostarsi da un luogo all’altro, così come non basta arrabattarsi con un francese e, soprattutto, con un tedesco claudicante o, peggio, con quella che molti pensano possa essere la nuova lingua franca. No, per comunicare ed interagire in modo efficace nelle regioni svizzere è ancora necessario conoscerne la lingua e la cultura. La mia percezione di cittadino, lavoratore mobile con pratica professionale in svariati consessi e contesti in Ticino, in Svizzera e all’estero, nonché padre di tre figli ormai adulti è che in Ticino le competenze linguistiche vadano decisamente rafforzate, in particolare quelle legate alla lingua tedesca, non per il gusto di aumentare il carico di lavoro dei docenti e dei giovani e giovanissimi studenti, ma per offrire loro un fondamentale pilastro della loro competitività sul mercato del lavoro, sempre più aperto, teso e concorrenziale. Questa posizione è condivisa da molti e argomentata in diversi studi e ambienti professionali. In un recente tavolo di lavoro che ho avuto il piacere di moderare, composto da una quindicina di responsabili delle risorse umane di altrettante importanti aziende pubbliche e private del nostro Cantone, fra le competenze chiave citate come quelle più difficili da trovare al momento delle assunzioni vi sono quelle linguistiche, con in testa quelle legate alla lingua tedesca, sempre più ricercata. Ma ciò che più conta è che questa posizione è argomentata anche da molti giovani che chiedono interventi formativi che non per forza devono fondarsi sul “di più” quanto piuttosto sul “prima” e, soprattutto, “su modalità didattiche differenziate” dove, per esempio, l’apprendimento attraverso le conversazioni contestualizzate in situazioni reali (locali e non) possono aiutare. Grazie alla tecnologia, interagire in tempo reale con luoghi e contesti lontani è oggi molto semplice. E allora diamo ascolto alla voce di questi giovani e di quelli, in particolare, che hanno avuto il coraggio di codificare le loro riflessioni in una mozione specifica che non merita di essere accantonata.

* Responsabile del Centro di competenze inno3 della SUPSI

 

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