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Ticino nella Greater Zurich Area, ma è solo un primo passo

15.12.2017 - aggiornato: 15.12.2017 - 11:30

di Stefano Modenini

Non entro nel merito del progetto di parco tecnologico a Bellinzona e del nuovo orientamento industriale delle Officine FFS se non per dire che quanto proposto risponde alle lamentele di quanti si sono sciacquati sin d’ora la bocca chiedendo l’arrivo in massa in Ticino di aziende tecnologicamente avanzate.

Conseguentemente bisogna elevare la produttività e le competenze professionali per andare incontro ai mutamenti tecnologici. Naturalmente non tutti i lavoratori sapranno seguire questa evoluzione e per questo ci vorrà un piano di sostegno.

Chi scrive già circa due anni orsono aveva preconizzato che il Cantone Ticino si agganciasse alla Greater Zurich Area lasciando almeno provvisoriamente da parte progetti ticinesi di marketing territoriale. Non bisogna tuttavia lasciarsi andare a facili entusiasmi. Entrare nella Greater Zurich area significa soprattutto entrare in una rete di conoscenze economiche e imprenditoriali dove il Ticino è chiamato a mostrare e proporre le proprie eccellenze e mi riferisco qui soprattutto alle imprese sul territorio. Ma direi anche che il Ticino dovrebbe giocarsi questa nuova partita assumendo anche un ruolo di maggiore collaborazione con le realtà economiche del nord delle Alpi nell’area di Zurigo e lungo l’altipiano elvetico. Sempre chi scrive sostiene da tempo che il Ticino deve guardare prima di tutto a nord delle Alpi. La nuova trasversale ferroviaria alpina rappresenta dal mio punto di vista una straordinaria opportunità per molti residenti di andare a lavorare a nord della Svizzera. Quanto al viaggio opposto ebbene questo dipenderà dalla capacità del Ticino di mostrarsi finalmente propositivo al resto della Svizzera. 

A parte citare, come fanno sovente le istituzioni e la politica, le sigle dei diversi istituti scientifici presenti nella Svizzera italiana, occorre seriamente rimboccarsi le maniche sia per migliorare decisamente le condizioni quadro offerte dal nostro Cantone per chi vuole fare impresa, sia per spazzare via gli inutili trabocchetti burocratici e una mentalità anti imprenditoriale che si sta diffondendo purtroppo in Ticino, alimentata improduttivamente da parte della politica. Qualcuno pensa seriamente che il Ticino possa fare parte della Greater Zurich Area mantenendo ad esempio leggi e normative contrarie alla Legge federale sul mercato interno? O applicando norme illegali che impedirebbero a un imprenditore di assumere il personale qualificato di cui ha bisogno perché non residente in Ticino?

Entrare nella Greater Zurich Area per il Ticino significa dunque mettersi in gioco. Giocare una partita nella quale di fronte agli imprenditori esteri ma anche di fronte alle aziende svizzere d’oltralpe desiderose di capire dove meglio sviluppare alcune attività del futuro, è necessario essere capaci di cogliere queste opportunità. Non è certo ritardando la concessione dei permessi di lavoro dei manager stranieri che faremo significativi passi avanti.

Ancora oggi a nord delle Alpi v’è scarsa conoscenza del tessuto economico ticinese e delle sue capacità e potenzialità. Dobbiamo investire di più come Cantone Ticino nella reciproca conoscenza con il resto della Svizzera, prima di tutto la Svizzera di lingua tedesca ma anche la Romandia, che da alcuni anni a questa parte segna una crescita economica superiore alla media nazionale.

* direttore AITI

 

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