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Mick Jagger, i Rolling Stones e la cosa più bella del mondo

06.12.2017 - aggiornato: 06.12.2017 - 18:50

Il concerto al Letzigrund di quei giovanotti "un po'" attempati che si fanno chiamare Rolling Stones e le curiosità che legano tre loro canzoni al mondo del calcio.

© Foto dal web

di Gianluca Pusterla

 

Non mi sono fatto scappare l'occasione di assistere al concerto dei Rolling Stones. A Zurigo, al Letzigrund. Eh sì, sono passati un po' di mercoledì, ma che ricordo. Me ne scuso se non ne ho riferito prima, ma l'articolo ha avuto dei tempi di gestazione abbastanza (!) lunghi, tanto che a un certo punto pensavo addirittura arrivasse prima la fine della loro carriera dell'uscita dell'articolo. O, intendiamoci, lunga vita a loro! Ma tant'è. È stato uno spettacolo. Mick Jagger & co. hanno deliziato i presenti con due ore di grande rock'n roll. Musica elevata all'ennesima potenza, roba da brividi, grazie anche all'aurea magica che solo i "brutti, sporchi e cattivi" sanno regalarti. Note e acuti che non possono non penetrarti nella pelle. Quei giovanotti "un po'" attempati ma più arzilli di me mi hanno fatto vivere una serata che difficilmente dimenticherò. Alla faccia di quel numerino che hanno scritto sulla loro carta d'identità. Due ore all'insegna della leggerezza, declinando al meglio una frase dello stesso Jagger: “Non prendere il tuo mestiere troppo sul serio. Non prendere la vita troppo sul serio” che è buona cosa tenere a mente ogni tanto (anche da noi, in Ticino, in ogni ambito della nostra vita). Chiedo umilmente perdono al mio gruppo inglese preferito, ovvero, ovviamente, i Beatles, per il tradimento. Ma alla fine sono un po' come mamma e papà, come fai a decidere a chi vuoi più bene? Stones e Fab4. I Beatles dopo poche strofe mi ricordano Liverpool. Città bellissima, che ho visto e rivisto per seguire quella che è la mia passione in salsa pallonara. Ed eccoci, si arriva sempre a parlare di calcio. Come anche al concerto. Sono bastate due parole nell'idioma della Regina Elisabetta (tra l'altro Jagger a un certo punto si è messo anche a parlare in italiano, onore a lui!) che la mia mente - forse un po' fuorviata - ha pensato al pallone. Facendo una breve ricerca (e sperando di aver trovato le informazioni giuste) ho scoperto che Mick Jagger tifa Arsenal. "Vado alle partite di rado", ammise un giorno, "ma mio figlio maggiore va ogni settimana. Siamo sempre stati una famiglia di grandi tifosi". Keith Richards ha rivelato nella sua autobiografia “Life” di essere stato un grande difensore e di aver fatto dei provini per le giovanili del Brentford, ma di aver lasciato per occuparsi di musica. Diciamo che è caduto in piedi. Avesse toccato il pallone come accarezza la chitarra... Ron Wood, invece, è un grande fan del West Bromwich Albion. Bill Wyman è invece un ferreo sostenitore del Crystal Palace. “Sono un uomo del Crystal Palace essendo cresciuto a Lewisham". All'appello manca solo Charlie Watts che, a quanto pare, sembra non sia particolarmente interessato a quanto succede all'interno di un rettangolo verde con due porte.

Ho deciso di estrapolare tre canzoni, la mia Top 3, ovviamente potrete criticarmi dicendo che non capisco nulla di musica, ci sta, ma tan'è:

- It's Only Rock 'n Roll (But I Like It) [1974]

- Start Me Up [1981]

- (I can't get no) Satisfaction [1965]

L'ordine è assolutamente casuale (ci ho messo un po' a fare mente locale, scusatemi) e vorrei parlarvi dell'anno di uscita della canzone. 

1981. È l'anno di nascita di un certo Zlatan Ibrahimovic. Di lui si è detto e scritto molto. L'anno scorso ha dato una grande mano allo ricostruzione dello United, conquistando tre trofei. Ibra è attualmente, insieme a Ronaldo, altro ex United, l'unico calciatore ad aver segnato in ogni minuto di gioco (dal primo al novantesimo). Poi si è infortunato, un incidente grave, come non gli era mai successo in carriera. Sta tornando, sempre con la maglia del Manchester. Lo farà alla sua maniera? Nel testo di Start Me Up si dice "Se mi metti in moto,  se mi metti in moto non mi fermerò mai". È un po' quello che si augura Josè Mourinho per il futuro dei Red Devils.

1974. Torniamo indietro di qualche anno. E tingiamoci un attimo di rosa. In quell'anno, e precisamente il 17 aprile, nacque Victoria Caroline Adams. Adams, come il grande Tony, arcigno (eufemismo) difensore e capitano dell'Arsenal. Non si può non amarlo: rappresenta al meglio il calcio inglese tutto fisico e tackle con i tacchetti spianati. La signorina Victoria ha sposato un signore abbastanza conosciuto, quel David Beckham che con il suo piedino destro ha fatto sognare intere generazioni.

1965. Un anno prima della storica vittoria della Nazionale inglese ai mondiali di calcio. Ce ne sarebbero di avvenimenti da raccontare. In quell'anno, per esempio, si suicidò la persona che per prima vide all'orizzone l'iceberg che schiantò il Titanic. Parlando di calcio e dopo aver citato Adams, è anche l'anno di nascita di Vinnie Jones. Altro personaggio mica da ridere, icona del calcio made in England. Il gallese ha vinto una storica FA Cup con il Wimbledon che gli appassionati con qualche ruga sul viso mai dimenticheranno.

Un'altra curiosità, quella che più mi fa piacere. Ho preso tre canzoni, realizzate e pubblicate in tre anni e contesti storici ben distinti, ma con un denominatore comune: il Liverpool ha sempre vinto. Due campionati (1981 e 1965), una Coppa Inglese (1974) e una Supercoppa Inglese (1974). Che bei tempi, ahimè lontani...

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