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Tempo di bilanci per la Premier League

29.05.2017 - aggiornato: 29.05.2017 - 19:51

"Il calcio non è una scienza esatta". E così, al termine del campionato, Gianluca Pusterla presenta la sua "Top 11", che si discosta da quella ufficiale.

di Gianluca Pusterla

 

ll campionato più bello del mondo è finito. Il Chelsea di Antonio Conti se l'è aggiudicato con grande merito, sbaragliando l'agguerrita concorrenza, giornata dopo giornata. La parola fine al libro della stagione 2016-2017 è stata scritta sabato, con la finale di FA Cup tra Arsenal e Chelsea. L'Arsenal ha salvato una stagione disastrosa (dopo vent'anni non si è qualificata per la Champions League) e Wenger ha conquistato l'FA Cup numero sette, in totale per i gunners sono tredici (record). Il Chelsea sognava il double, non ce l'ha fatta, ma la stagione della ricostruzione resta straordinaria. È quindi tempo di bilanci. La Premier ha già presentato la sua "Top 11", oggi presento la mia, che si discosta di quattro undicesimi da quella ufficiale dalla Premier. Il calcio, come diceva qualcuno, non è una scienza esatta....

In porta David De Gea. Nella mia lista scavalca di poco un altro (grandissimo) numero uno, Courtois. De Gea a tratti ha tenuto in piedi da solo un Manchester United a dir poco zoppicante. È una certezza che ti garantisce un bel numero di punti.

Terzino sinistro Danny Rose. Il difensore del Tottenham è stato un valore aggiunto, sia davanti che dietro. Il suo coro “Danny Danny Roooseee” sulle note di Daddy Cool di Boney B è uno spettacolo da sentire e risentire.

I due centrali sono Toby Alderweireld e Gary Cahill. Insieme formerebbero una coppia davvero interessante. Due giganti eleganti, con piedi educati ma che sanno usare il machete, quando serve. Cahill, inoltre, quest'anno ha tolto le castagne dal fuoco a più riprese, con reti decisive.

Terzino destro Michail Antonio. Ha fatto una prima parte di stagione super, trascinando il suo West Ham, vedendo la porta in maniera strabiliante (9 reti, da difensore) e conquistando la maglia dell'Inghilterra. Un infortunio gli ha complicato i piani nella seconda parte di campionato, ma è uno dei giocatori più sorprendenti dell'anno.

Mezz'ala destra Dele Alli. Un vero fenomeno sbocciato dalle parti di White Hart Lane. Corre, lotta e segna tanto. Si inserisce in zona gol che è un piacere e ha tocchi di nobiltà calcistica. Per la nazionale inglese è un regalo per il futuro.

Centrocampista centrale l'imprescindibile N'Golo Kanté. Per il secondo anno consecutivo vince la Premier. Dopo il miracolo Leicester si ripete con i Blues, dimostrando che non è un caso. Tanta sostanza, ma non solo. Recupera tutto il recuperabile. Se gli dai una Fiat Punto te la restituisce che è una Ferrari.

Mezz'ala sinistra Kevin De Bruyne. Il belga sarà uno dei giocatori su cui il City costruirà per presentarsi ai blocchi di partenza più competitivo. Guardiola ha sbagliato un anno, per la prima volta nella sua carriera, non può ripetersi...

Esterno sinistro Eden Hazard. Il sole anche in una giornata di pioggia. Gioca per sé, per i compagni e per la squadra. Un suo tocco non è mai banale e spesso si tramuta in un'occasione da gol. L’anno scorso si è preso una pausa, in questa stagione si è ripreso tutto, con gli interessi, in stile Don Pietro di Gomorra.

Punta centrale Harry Kane. I suoi numeri sono spaventosi. 29 reti in 30 partite. 71 gol in 91 partite con il Tottenham. Da solo ha segnato di più del Boro, tanto per dire. Ah, cinque triplette in stagione. Un centroavanti old school ma moderno, di quelli in via d'estinzione.

Esterno destro Philippe Coutinho. Oggi è una stella della Premier. Il Liverpool con lui in campo ha lottato per le prime posizioni. Un infortunio lo ha messo fuori dai giochi e i Reds hanno subito il contraccolpo. È tornato e la squadra di Klopp ha ricominciato a girare. Qualcosa vorrà pur dire.

Fatta la formazione (ho dimenticato qualcuno per voi? Non vale dire Ibrahimovic…) vorrei segnalare anche cinque giocatori che mi hanno impressionato in prospettiva.

In difesa Ben Gibson (classe 1993). La sua squadra, il Middlesbrough, è retrocessa dopo una sola annata in Premier (spendendo anche parecchio). Lui, però, di colpe non ne ha, anzi. È stato il migliore della stagione. Gran bel difensore centrale. In Championship aveva fatto benissimo, ha dimostrato (alla grande) di valere il massimo campionato. Gioca per meriti sportivi, anche se lo zio, Steve, è il proprietario del Club. Quasi sicuramente andrà via e resterà in Premier, famiglia permettendo...

A centrocampo mi è piaciuto molto Tom Davies, dell'Everton. Giovanissimo, classe 1998 e 19 anni ancora da compiere. A dispetto dell'età ha messo a referto quarantun partite in stagione, realizzando anche un gol. Un grande jolly del centrocampo. Curiosità: suo nonno, Alan Whittle, ha un posto di prestigio nel cuore dei tifosi della parte blu di Liverpool, avendo vinto il campionato nel 1970. I geni sono quelli giusti, ha dimostrato di avere stoffa, carattere e qualità non indifferenti. Può solo migliorare!

In attacco Joshua King (1992). In questa stagione ha messo in fondo al sacco sedici palloni, reti che sono valse una salvezza tranquilla al Bournemouth splendidamente allenato dal giovane Eddie Howe (39 anni). Sa fare male anche alle grandi, tanto che forse qualcuna potrebbe decidere di comprarlo.

Ancora in attacco, Gabriel Jesus (1997). Il suo acquisto è stato sbandierato in pompa magna. In estate di lui si è parlato tantissimo, al pari di Gabi Gol. Dopo (non) aver visto il giocatore dell'Inter, dalle parti di Manchester si sono spaventati. Lui, invece, è arrivato a gennaio e ha defenestrato Aguero. Chi pensava che Guardiola fosse impazzito si è ricreduto. La sfortuna l'ha fermato quando era lanciatissimo, ma quando è tornato sembrava non si fosse mai fermato. Nove partite e sette gol. Numeri da campione.

Non possiamo non menzionare Marcus Rashford, giovane veterano (1997). Un fulmine che ci ha messo poco a prendersi la scena. Facilitato dall'infortunio di Ibrahimovic e dal ruolo marginale di Rooney, si è preso l'attacco del Manchester United. Negli scorsi giorni ha vinto l'Europa League da protagonista e il futuro, per forza di cose, gli appartiene.

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