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Il derby degli emigranti

17.04.2014 - aggiornato: 17.04.2014 - 13:15

Una storia di ottimi vivai.

L'ex Kloten Patrick Bärtschi festeggia l'1-0 dei suoi Lions... (foto KEYSTONE/Patrick B. Kraemer)

di Piergiorgio Giambonini

L’inedito derby-scudetto zurighese, tutto da consumare e da celebrare nello spazio di 5 chilometri o giù di lì, sta dunque confermando alla lettera quanto aveva raccontato l’intera regular-season, ovvero che lo ZSC è sostanzialmente più forte, ma che il Kloten ha tutto quanto serve per giocarsela quasi alla pari.

Quasi, appunto. Perché, nell’attesa di verificare se ci sarà o meno ancora spazio per un (già a questo punto clamoroso) capovolgimento di fronte, degli ormai 8 confronti diretti stagionali, 6 li hanno vinti i Lions e solo 2 (ed entrambi nell’overtime) i Flyers. Sette volte su otto la partita è comunque finita con una sola rete di scarto, e nell’unica altra circostanza con 2.  Tutto questo ad indicare insomma che lo Zurigo è più forte del Kloten: non di troppo, è vero, ma quel che finora gli è ampiamente bastato per stabilire una chiara gerarchia, e per confermarla con l’immediato break in gara-2 di finale.

Il derby-scudetto è, intanto, anche un’affollatissima sfida incrociata tra un bel po’ di emigranti da un fronte all’altro della scena hockeistica zurighese. Affollatissima e per certi versi sorprendente, se come base di partenza si considera che quelli di Zurigo/Grasshopper e di Kloten sono due dei migliori settori giovanili del Paese, entrambi con un’ormai rodatissima struttura che da un paio di decenni li porta ad attingere con larghissimo anticipo dall’enorme bacino regionale dei club “minori”.

In questo senso è allora ancor più sorprendente il fatto che il Kloten schieri attualmente solo 5 giocatori usciti direttamente dall’appunto ampio ed attivissimo vivaio di casa, ovvero Bodenmann, Romano Lemm, Bühler (che dal 2009 al 2013 ha però giocato nello Zurigo…) e i due giovani Leone e Hoffmann. Cinque ragazzi di casa a fronte di 6 altri giocatori che la loro carriera professionistica l’hanno invece lanciata nell’organizzazione ZSC/GC, e cioè Bieber, Schelling, Aurelio Lemm (che in maglia Lions hanno giocato pure in LNA), Blum, Jenni e Stoop.

Sul fronte Zurigo sono 5 i titolari usciti dal settore giovanile dei loro cosiddetti “cugini di campagna”, e tutti di primissimo piano: Flüeler, Blindenbacher (trasferitosi dalla Schluefweg all’Hallenstadion nel 2005) e i figli d’arte Wick (che ha lasciato i Flyers nel 2012), Bärtschi (partito già nel 2006 e transitato da tre stagioni a Berna) e Nilsson, che le primissime esperienze hockeistiche le aveva appunto vissute a Kloten al seguito di papà Kenta nei primi anni 90. Nello Zurigo dominatore della regular-season hanno però giocato con regolarità anche addirittura 11 giocatori usciti dagli Juniori della premiata ditta GC/ZSC, e sono i vari Cunti, Trachsler, Stoffel, Schnyder e ben 7 ragazzi nati negli anni Novanta, dai già titolari Geering, Schäppi, Künzle, Baltisberger e Senteler agli emergenti Sandro Zangger e Hächler.

Cambio di zona e di… categoria per una postilla di chiusura: il Bienne sta provando (a fatica) a salvarsi, e il coach e DS Kevin Schläpfer a salvare (a fatica pure lui) il suo doppio mandato, ed a salvare capra e cavoli con due reti e un assist l’altra sera in gara-3 ci ha dovuto pensare lo straniero numero 7 in stagione. Ovvero lo svedese Dragan Umicevic, serbo bosniaco di nascita. Beaudoin e Bourque avevano giocato le prime due sfide-salvezza con il Visp, finite entrambe 5-2, ma una vinta e la seconda persa. Poi Schläpfer, ormai con l’acqua alla gola, in pista ha potuto rimandare il suo top-scorer stagionale Spylo, di rientro da quattro giornate di squalifica, e ha appunto rispolverato Umicevic.

Che, ridendo e scherzando (ma neanche troppo, di questi tempi in quel di Bienne…), quando c’è lo si vede eccome, ad immagine di un bilancio di 6 reti e 7 assist nelle 13 partite in cui ha dovuto/potuto dare una mano alla traballante compagine seelandese.
 

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