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Miracoli della tribuna...

05.12.2013 - aggiornato: 18.12.2013 - 19:24

Quanto velocemente possono cambiare le cose nello sport... È bastata la pausa di novembre per mutare quello ch’era stato lo scenario autunnale ed invertire perlomeno parzialmente i ruoli di biancoblù e bianconeri.

(foto Enea Ferrari)

di Piergiorgio Giambonini
 
Ma guarda te quanto velocemente possono cambiare le cose nello sport, e nel caso specifico nell’hockey di casa nostra! È in effetti bastata, se non altro a livello di calendario, la pausa di novembre per mutare quello ch’era stato lo scenario autunnale ed invertire perlomeno parzialmente i ruoli di biancoblù e bianconeri. In perdita di velocità i primi, in contemporaneo crescendo gli altri. Come raccontano, ancor prima che le prestazioni, i risultati nudi e crudi: solo 4 vittorie per l’Ambrì-Piotta nelle dieci giornate post-Deutschland Cup; 6 successi in 9 partite invece per il Lugano. Che soprattutto, dopo aver perso (di strettissima misura), le prime due dopo la pausa, ha poi inanellato un 6 su 7 decisamente indicativo sia nella forma che nella sostanza. 
 
Fatto sta che Patrick Fischer, ripartendo suo malgrado dai disastri del primo mese di campionato, il suo Lugano lo ha fatto in qualche modo ripartire più o meno da capo a livello di gioco, e in contemporanea ha pure iniziato a  “ricostruirlo” settimana dopo settimana a sua immagine e somiglianza. Finalmente col pieno e concreto sostegno del club, l’allenatore dell’HCL ha anzi già iniziato a lavorare pure lui concretamente in prospettiva futura. E intanto, percorrendo vie decisamente coraggiose, sta comunque già ottenendo gli effetti desiderati. Vero è che la famigerata linea non è ancora sufficientemente lontana (+6 con due partite però in più giocate rispetto al Losanna 9°), vero è però soprattutto che l’attuale Lugano – come confermato dalla bella vittoria conquistata martedì in casa del leader Friborgo – può e deve guardare in alto: perché più vicini gli sono ora, a parità  di incontri, il Kloten quinto (-3) e il Davos quarto (-5). 
La tendenza, come si diceva, è invece mutata nella direzione opposta sul fronte HCAP, pur se il ritmo di marcia rimane buono (e questo grazie essenzialmente al recente importantissimo weekend da sei punti contro Kloten e Ginevra): proprio a fronte del calo di rendimento accusato, la sconfitta patita l’altra sera a Losanna è in effetti sinonimo di qualche preoccupazione – per la prima volta in stagione – pure a livello di classifica. Perché i punti di margine sulla linea degli incubi sono sì a tutt’oggi 14, ma perché lo stesso Losanna 9° ha giocato ben tre partite in meno rispetto ai leventinesi. E nulla, assolutamente nulla, va dato per scontato, in barba all’attuale splendido 3° posto.
 
Detto delle parallele inversioni di tendenza, l’altro argomento d’attualità sull’asse Valascia-Resega è evidentemente quello dei due top-scorer mandati in tribuna. Due storie diverse ma nemmeno troppo. Glen Metropolit è stato tolto di scena (proprio la sera del derby poi vinto dal Lugano in Leventina, ricordate?) una giornata dopo aver perso il suo casco giallo, ma soprattutto dopo settimane di prestazioni vieppiù sconfortanti a livello sia di attitudine che, di conseguenza, di prestazioni. Alexandre Giroux, invece, in Valle è diventato (sabato scorso) straniero in sovrannumero pur essendo tuttora il miglior marcatore della squadra: i dubbi sul suo conto concernono semmai un’attitudine non sempre all’altezza delle aspettative, e delle esigenze. Fatto sta che Giroux martedì è stato lasciato a casa per la seconda volta consecutiva, e che per il prosieguo del “caso” si possono solo aspettare gli eventi, e soprattutto gli effetti. E che invece Metropolit, dopo cinque serate di pausa forzata, è rientrato piazzando un gol e due assist diretti sabato a Rapperswil, e poi un’altra rete e un altro primo assist martedì a Friborgo. Miracoli della tribuna…
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