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Natale in alta quota

19.12.2013 - aggiornato: 25.01.2014 - 16:13

Un 2013 nato brutto e chiuso bello per Ambrì e Lugano, comunque vada lunedì.

Lanciatissimi verso il 2014. (foto Enea Ferrari)

di Piergiorgio Giambonini

Per l’hockey cantonticinese sarà, in ogni caso e al di là di ogni dubbio, un Natale felice come non succedeva da tanti e troppi anni. Sette, per l’esattezza, e per chi se ne fosse dimenticato (ma quando mai?). Felice comunque vada la serata ancora da consumare – dopo la nazionale e l’Arosa Challenge – lunedì prossimo, quando Ambrì-Piotta e Lugano celebreranno l’antivigilia con i loro tifosi ospitando Bienne rispettivamente Zugo, ovverosia la terzultima e la penultima: come dire che ghiottissima sarà l’opportunità per chiudere in bellezza un 2013 iniziato in bruttezza. Pur se i conti annuali son dunque ancora da chiudere definitivamente, questa prima parte di quella che sarà la pausa natalizia già permette di dare un’occhiata a quel che è successo dopo la precedente neutralizzazione di un campionato che a partire da metà novembre qualche cambio di tendenza lo ha decisamente riservato. A cominciare dall’incontenibile esplosione di uno Zurigo che, in barba addirittura al mese d’assenza dell’infortunato portiere titolare Flüeler, è andato ad infilare qualcosa come 11 vittorie consecutive, e tutte “piene”. Superando tra l’altro il filotto di 10 targato Lugano 1987 e 1990, e pure Ambrì-Piotta 1998: resta per contro e per ora in mani bianconere il record assoluto di 15 vittorie consecutive stabilito dallo stesso Lugano nella stagione 1988/89.

E intanto questo gasatissimo Zurigo, capace di superare a piedi pari pure le serate di assenza di un Cunti o di un Nilsson, si ritrova oggi, superati i due terzi di regular-season, con addirittura 13 punti di vantaggio sull’HCAP splendido secondo. Tanti quanti ne accusa tra l’altro dalla linea il vieppiù disastrato Zugo. Da quelle parti sembra del resto già assodato che una sola squadra può ancora sperare di superare la linea, ed è il Losanna, lanciato verso una lunga volata-derby con il Ginevra Servette.

Tornando al tandem ticinese, questo mese di campionato tra le due pause-nazionale ha quindi confermato in alta quota l’Ambrì, che era primo a metà novembre e che è secondo a metà dicembre, e lassù sta riportando anche il Lugano ricostrutuito e reimpostato cammin facendo da Patrick Fischer. Anche perché partita dagli altissimi livelli di ottobre, la squadra di Serge Pelletier un minimo calo di continuità lo ha però accusato. In cifre: la media punti-partita è in effetti scesa dai 2,0 delle prime 22 giornate all’1,38 delle ultime 13, con mezzo gol in meno segnato (da 2,9 a 2,2, complici i cali di rendimento personale dei vari Giroux, Park e Steiner) e mezzo in più incassato (da 2,1 a 2,7, e questo nonostante le statistiche tuttora straordinarie dei due portieri). Fatto sta che in un’ipotetica classifica riferita all’ultimo mese, l’Ambrì è solo 7°. Ma, a titolo di curiosità, peggio sono messi il Davos 9° e il Kloten 10°, entrambi con 1,1 punti a partita.

Inversa invece la tendenza sul fronte bianconero: meglio del Lugano (rigenerato dagli innesti di Pettersson e Micflikier, e più in generale dalle “ridistribuzioni” inscenate da Fischer e Andersson) nell’ultimo mese ha fatto solo lo Zurigo leader e fuggitivo dall’alto di una media complessiva di 2,8 punti-partita. Media che nello stesso periodo per l’HCL è salita dall’1,2 a 2,25, per un’evoluzione a tutta pista ben illustrata dalle cifre: la squadra che a metà ottobre era penultima al ritmo di 0,8 punti-partita, e che a metà novembre era nona pur essendo salita a 1,2, a metà dicembre è in effetti sesta (a 2 soli punti dalla quarta) al ritmo complessivo di 1,6. E le cifre dicono anche che il Lugano di oggi segna una rete in più a incontro (da 2,1 a 3,2) e ne subisce quasi una in meno (da 2,8 a 2,1). Ma dire questo è un po’ come scoprire l’acqua calda, perché quello non era il Lugano di Fischer, e perché questo comincia invece ad esserlo davvero.

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