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Assieme per gli ospedali di Valle

20.04.2017 - aggiornato: 20.04.2017 - 14:50

di Sebastiano Martinoli

© Crinari

Il panorama delle necessità sanitarie svizzere sta cambiando e anche le risposte pratiche che si debbono dare prendono una coloratura diversa. Aumentano gli anziani e le malattie croniche. La medicina di famiglia ampiamente benedetta nella Costituzione dal popolo svizzero nel 2014 (art 117a) prescrive cure mediche di base e di qualità accessibili per tutti, anche per gli abitanti delle nostre valli.  Qui si inserisce l’iniziativa popolare legislativa per cure mediche e ospedaliere di prossimità che a Biasca abbiamo presentato alla stampa il 29 marzo 2017 e che vi invitiamo a firmare. Se nessuno contesta che le cure sofisticate e specialistiche vadano centralizzate negli ospedali cantonali principali dell’EOC, è altrettanto vero che gli ospedali di valle adempiono tre funzioni importanti e insostituibili per la medicina di prossimità:

1. con i loro reparti di medicina generale e di geriatria sono in grado di provvedere alla cura stazionaria della maggior parte delle malattie acute che non richiedono cure specialistiche, eseguendo se del caso il debito triage verso il centro per le malattie che richiedono cure specialistiche.

2. sono la garanzia per la gestione efficace di un servizio di pronto soccorso giorno e notte, sette giorni su sette.

3. da ultimo fungono da centro di formazione nella medicina del frequente per i giovani aspiranti medici di famiglia e coagulano virtuosamente attorno a sé i medici delle valli (sempre più rari!) appoggiandoli per un coordinato servizio di picchetto.

Si è assistito negli ultimi anni a un processo di centralizzazione innescato dal duo DSS-EOC che ha progressivamente cercato di svuotare il contenuto degli ospedali di Acquarossa e Faido, riducendo i letti acuti di medicina di base in entrambe le sedi, annunciando la soppressione della l’apprezzata geriatria ad Acquarossa e negando i letti AMI - una valida risposta innovativa a un reale bisogno sanitario- a Faido, mettendo così in pericolo l’efficienza dei due ospedali. Noi vogliamo con l’iniziativa mantenere la piena efficacia dei nostri ospedali di valle poiché ci permettono di curare la maggior parte delle malattie dei nostri vallerani a “chilometro zero” e a costi contenuti. Questa considerazione vale anche per la valle della Tresa e il suo Ospedale Malcantonese di Castelrotto. Se si toccheranno gli ospedali di zona Faido e Acquarossa la strada si fa lunga: per andare al San Giovanni a Bellinzona sono in media dai 35 ai 50 km da percorrere per i pazienti e i loro cari (i cittadini del Sottoceneri hanno un ospedale a 6 km!). Inoltre la giornata di cura negli ospedali di valle costa 800 fr mentre a Bellinzona 1200 Fr! Ci sono stati nascosti furbescamente i costi di gestione dei due ospedali nell’ultimo quinquennio ma sappiamo che ad esempio Acquarossa costa sui dodici milioni all’anno (con 8 milioni di salari distribuiti in Valle) mentre l’EOC ha aumentato in cinque anni i costi totali di esercizio da 520 milioni a 638 milioni, ossia 10 volte il costo dell’esercizio dell’Ospedale di Acquarossa. Vogliamo ospedali di valle efficienti e siamo stufi che ad ogni mossa del duo EOC/ DSS capiti alla medicina ospedaliera delle valli quello che succede a una forma di formaggio incustodita: ad ogni mossa politica centralistica di EOC/DSS un topo ne mangia via un pezzetto e alla fine non ci sarà più formaggio. L’ospedale di valle deve restare la ragionevole e anche innovativa risposta alla volontà popolare degli Svizzeri che hanno voluto una medicina di famiglia vicina al paziente e consapevole delle sfide sanitarie dovute all’evoluzione demografica. 

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