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Sion 2026, preoccupa anche la sicurezza

26.10.2017 - aggiornato: 26.10.2017 - 14:51

Secondo gli esperti gli eventuali Giochi olimpici in Vallese sarebbero gestibili, ma le polizie cantonali, l'esercito e altre organizzazioni sarebbero ai limiti delle loro capacità.

© Foto da Facebook

Oltre alla paura per i costi eccessivi, anche le tematiche legate alla sicurezza gravano sul sogno di un'Olimpiade invernale in Svizzera. È la stessa Confederazione ad affermarlo, parlando di "un assottigliamento delle forze di sicurezza", che potrebbe portare a rischi. Gli esperti sostengono che gli eventuali Giochi di Sion 2026 potrebbero essere gestibili, ma le polizie cantonali, l'esercito e altre organizzazioni sarebbero ai limiti delle loro capacità. È quanto si legge in un rapporto di fattibilità del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) pubblicato da "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". Il documento di fine luglio è stato pubblicato ieri su richiesta dei quotidiani.

Lo scetticismo è dovuto anche al fatto che in breve tempo le forze di sicurezza dovrebbero fare gli straordinari due volte: prima dei Giochi olimpici si terrà infatti, come ogni anno, il Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR). In totale, uomini e mezzi sarebbero concentrati per quasi tre mesi in aree specifiche della Svizzera. Questa concentrazione porterebbe ad un assottigliamento della sicurezza, mettendo potenzialmente in pericolo altre aree della Confederazione.

Tecnologia e aiuti privati

Al momento si calcola che per i Giochi invernali sarebbero necessarie 1,9 milioni di ore di intervento di polizia, distribuite su circa 60 giorni. In più ci vorrebbero 5000 membri dell'esercito, 1200 della protezione civile e 200 agenti delle Guardie di confine. Per fare in modo che il tutto funzioni, sarà necessario anche l'aiuto di volontari o di società di sicurezza private, per un totale di 2100 unità.

Un'altra possibilità sarebbe quella di farsi aiutare da forze di polizia estere che, però, a causa dell'attuale situazione internazionale sono già ai limiti delle possibilità per la gestione delle problematiche interne. Speranza potrebbe arrivare dal progresso tecnologico. Si spera ad esempio che per il 2026 i sistemi di sorveglianza abbiano fatto passi avanti, anche se al momento è difficile sapere quanto questi influiranno realmente.

Costi sulle spalle dei Cantoni

I costi aggiuntivi provocati dalla sicurezza saranno, secondo le stime della Confederazione, fra i 364 e i 462 milioni di franchi. Di questi, fra i 129 e i 159 milioni verrebbero presi dal budget del comitato organizzatore. Per la cifra rimanente, dai 65 agli 80 milioni verrebbero pagati dalla Berna federale, dai 167 ai 219 milioni dai Cantoni e dai 3,3 ai 4 milioni dalle FFS. 

I calcoli presenti sul rapporto di fattibilità si basano su uno scenario di partenza "normale", ovvero una situazione nazionale e internazionale simile a quella attuale. In caso di inasprimento delle condizioni, i costi salirebbero. Più in generale, l'esborso legato all'organizzazione dei Giochi ha già creato polemiche nei giorni scorsi. Il Consiglio federale ha deciso di sostenere la candidatura di Sion con quasi un miliardo quale garanzia limitata del deficit. Più parti hanno indicato tale garanzia come insufficiente.

Bernard Rüeger, vicepresidente del comitato organizzativo, ha nel frattempo affermato che il budget è stato stilato in modo troppo ottimistico. Alla radiotelevisione romanda RTS ha corretto i costi portandoli da 1,98 a 2,4 miliardi di franchi. Alla fine, saranno comunque i cittadini vallesani a decidere sul destino della candidatura olimpica.

(Ats)

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