Economia - 21.07.2012
Non è servita la videoconferenza a riportare serenità nelle borse europee, anche se le premesse erano state buone. In mattinata la Finlandia aveva detto sì agli aiuti della UE alla Spagna per rifinanziare le sue banche. Han votato a favore 109 deputati, mentre si sono espressi contrari 73 membri. Giovedì c’era stato l’ok anche dal Bundestag, la Camera bassa tedesca. Su 583 deputati, 473 hanno votato a favore degli aiuti, 97 contro e 13 si sono astenuti. Così, l’eurogruppo in videoconferenza ha dato il via al piano di aiuti fino a un massimo da 100 miliardi di euro, di cui 30 subito, necessari per il salvataggio delle banche spagnole. In cambio, austerità e rincari. Le banche che saranno aiutate dovranno informare regolarmente e BCE, Commissione ed Eba (l’autorità bancaria UE) avranno potere di ispezione. La Spagna si dovrà impegnare a correggere i disavanzi eccessivi. Le condizioni specifiche verranno sancite dal Memorandum d’intesa, che sarà firmato nei prossimi giorni. A questo punto le borse sono andate a capofitto. Hanno continuato a peggiorare le tensioni sui titoli di Stato spagnoli, colpiti da forti vendite che ne hanno fatto salire i rendimenti fino al 7,22% sulla scadenza decennale, in questo modo lo spread, il differenziale dei tassi tra Bonos spagnoli e Bund ha superato per la prima volta la soglia psicologica dei 600 punti base. L’alta tensione si è abbattuta anche sull’Italia, con un effetto contagio. I rendimenti dei Btp decennali sono saliti fino al 6,16% e il loro spread sui bund si è allargato fino a ritoccare i 500 punti base. I prestiti per la ricapitalizzazione delle banche spagnole avranno una scadenza media di 12,5 anni, con una durata massima di 15 anni.
Un avviso ai naviganti
A complicare ulteriormente le cose, la notizia che la Banca centrale europea ha fatto sapere che non accetterà più le obbligazioni garantite dalla Grecia come garanzia per ottenere finanziamenti. Così sarà almeno fino alla missione della troika: «Il Consiglio direttivo ne valuterà la potenziale idoneità dopo la conclusione dell’esame attualmente condotto dalla Commissione europea, in raccordo con la Bce e l’Fmi, sui progressi compiuti dalla Grecia nell’ambito del secondo programma di aggiustamento». In sostanza: aiuti solo se il rigore sia rispettato. Un avviso ben preciso ai naviganti.
Euro sotto 1,22 dollari
Il timore che la Spagna possa essere costretta a chiedere un piano di aiuti ha spinto l’euro a un nuovo minimo da due anni a quota 1,2143 dollari. Il cambio euro/franco è arrivato a 1.2008 mentre il rapporto dollaro franco è arrivato a sfiorare 0,99. Anche perché in Spagna, la regione di Valenza, assai indebitata, ha fatto crescere i timori che Madrid manchi dei finanziamenti necessari e sia costretta a chiedere un aiuto finanziario diretto, ipotesi che tra l’altro era stata evocata dal ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro.