Sport - 28.07.2012
È toccato al britannico Bradley Wiggins, recente vincitore del Tour de France, aprire la cerimonia d’apertura dei Giochi 2012 tramite il rintocco di una campana, ma le Olimpiadi si sono ufficialmente aperte con la regina Elisabetta II. Nello stadio olimpico di Londra (svegliata ieri mattina dai rintocchi all’unisono di tutte le campane del Regno Unito, a partire dal Big Ben) lo spettacolo diretto da Danny Boyle, regista di “The Millionaire”, ha secondo le attese rappresentato la storia e la cultura della Gran Bretagna nei secoli, con i cinque anelli olimpici forgiati dalla rivoluzione industriale. Spettacolari pure i sottofondi musicali di tutte le epoche rigorosamente “made in Great Britain”. Numerosi gli ospiti a sorpresa che hanno partecipato attivamente alla riuscita della coreografia, da appunto Wiggins a David Beckham, passando per Kenneth Branagh, la regina, James Bond, Mr. Bean, Timothy John Berners-Lee (inventore del web). La scena che ha lasciati tutti quanti stupefatti è stata l’entrata nello stadio della regina Elisabetta II, che prelevata a Buckingham Palace e scortata da Daniel Craig, ovvero l’ultimo agente 007 della serie, è stata... paracadutata da un elicottero all’interno dello stadio, dove ha preso posto sul palco d’onore.
Tra i portabandiera delle 204 nazioni sfilate rigorosamente in rodine alfabetico dietro la Grecia, la star è stata senza dubbio Usain Bolt, in un ruolo dove atletica (28), nuoto (13) e judo, nell’ordine, sono stati gli sport più rappresentati. Scegliendo il tennis e Stanislas Wawrinka (che succede alla “doppietta” di Federer), la Svizzera è andata contro-corrente, visto che la maggior parte delle delegazioni hanno affidato a un rappresentante degli sport olimpici tradizionali il proprio stendardo. Diversi i capofila sconosciuti fuori dai confini nazionali, come lo possono essere i lottatori Sushil Kumar (India) e Nurmakhan Tinaliyev (Kazakistan). Quelli che hanno avuto più possibilità di essere riconosciuti dal miliardo di telespettatori, oltre a Usain Bolt, sono stati la tennista Maria Sharapova (Russia) e il giocatore di basket Paul Gasol (Spagna). Di sicuro nessuno ha mancato di notare il portabandiera cinese, visto che è stato l’altro “basketman” Yin Jianlian, alto ben 213 cm. Ma anche le donne si sono messe in bella evidenza: sempre più nazioni confidano la bandiera a delle ragazze, come la Francia, che ha sfilato dietro la 40enne schermitrice Laura Fessel, alle sue quinte Olimpiadi, imitata pure dall’Italia, entrata a “ruota” di Valentina Vezzali, cinque volte medaglia d’oro olimpica nel fioretto, e dagli USA (Mariel Zagunis, doppio titolo olimpico nella sciabola). La scelta più sorprendente è venuta dal Qatar, che ha designato la 19enne campionessa di tiro Bahiya al-Hamad, per sottolineare la prima partecipazione femminile di questo paese. Il Sduafrica dal canto suo ha scelto Caster Semenya, che aveva dovuto affrontare le polemiche sul suo sesso dopo la vittoria ai Mondiali 2009 negli 800m.
L’emozione ha naturalmente percorso lo stadio, una volta entrate tutte le nazioni, al momento dell’arrivo della fiamma olimpica, discesa lungo il Tamigi sulla barca reale utilizzata nell’altro avvenimento che ha catalizzato gli occhi del mondo su Londra quest’anno: il giubileo di diamante di Elisabetta II. Poi il braciere si è acceso: la caccia alle medaglie può iniziare!
Cancellara punta all'oro
Medaglia d’argento nella corsa in linea nella prima giornata di competizioni a Pechino, Fabian Cancellara spera di fare ancora meglio oggi a Londra. «Avrei tutti i tipi di medaglia se finissi terzo. Ma non sono qui per questo», ha assicurato il campione olimpico 2008 della cronometro. Il bernese era per forza di cose al centro delle attenzioni ieri durante la conferenza stampa organizzata nel bell’albergo che ospita i ciclisti elvetici, nella periferia di Londra, posizionato proprio sul percorso che i corridori affronteranno per 9 volte a partire oggi dalle 11.00
Cancellara non nasconde le sue ambizioni: «Tutti sognano una medaglia d’oro. La 2ª e la 3ª posizione sono però pure importanti ai Giochi olimpici, al contrario di quanto viviamo nelle altre corse dove nessuno si ricorda del secondo e del terzo. Alcuni sono qui anche solo per cogliere l’argento o il bronzo. Ma io, sono qui per dare il meglio di me stesso e per impormi».
Unico rossocrociato in lizza quattro anni fa a Pechino, questa volta Cancellara avrà al suo servizio un quartetto formato da Michael Albasini, Gregory Rast, Martin Elmiger e Michael Schär. Un bel vantaggio visto che il compito si annuncia difficile su un percorso di 250 km la cui principale difficoltà – la Box Hill, salita di 3 km a 5% di media da scalare per nove volte, l’ultima a 40 km dall’arrivo – non è per nulla impossibile per gli sprinter.
La Gran Bretagna, con un “dream team” costruito attorno al grandissimo favorito Mark Cavendish e al suo apripista di lusso Bradley Wiggins, e la Germania di André Greipel faranno di tutto perché il titolo si disputi allo sprint su “The Mall”, il viale che porta a Buckingham Palace. «Bisognerà rendere dura la corsa sin dal via per affaticare al massimo queste due squadre. Ci sono al massimo 5 corridori per nazione, e le squadre possono perderne rapidamente 2 o 3. Bisognerà restare concentrati dal primo all’ultimo chilometro. Ci saranno di sicuro delle possibilità per attaccare. E noi non siamo l’unica squadra a non avere un grande sprinter. Delle alleanze di circostanza si formeranno sicuramente». Senza citarle, “Spartacus” pensava certamente a nazioni come l’Italia, la Francia o ancora la Spagna. «Ma bisognerà avere le gambe».
Il quattro volte campione del mondo della cronometro non avrà comunque nessuna pressione sulle spalle sulle strade londinesi: «Il fatto di avere già vinto due medaglie olimpiche mi rende il compito più facile. Diversi dei miei avversari non ne hanno nemmeno una», ha detto divertito l’elvetico. «Questi ultimi 10 giorni sono stati molto intensi. Ho potuto assistere alla nascita di mia figlia (13 luglio, ndr), ed è stata una grande giornata. Negli ultimi giorni ha avuto la febbre e questo mi ha reso un po’ nervoso, ma adesso sta meglio. Sono ancora più rilassato di quando ho lasciato il Tour de France. Ho delle buone sensazioni. La nascita di Elina mi ha dato una forza e una motivazione supplementare».
Federer e Wawrinka in campo
Roger Federer entrerà in lizza sin dal primo giorno delle Olimpiadi. Il basilese oggi nel torneo di singolare affronterà verso le 16.00 il colombiano Alejandro Falla. Per Federer si tratterà del ritorno sul “Centre Court” dove 20 giorni fa trionfò per la settima volta nel torneo del Grande Slam di Wimbledon. Prima di lui scenderanno in campo Tomas Berdych contro Steve Durcis e Serena Williams contro Jelena Jankovic.
Dal canto suo Stanislas Wawrinka, dopo le emozioni di ieri sera durante la cerimonia d’apertura dei Giochi quando ha avuto l’onore di svolgere il ruolo di portabandiera della delegazione elvetica, entrerà in lizza solo domani, quando avrà l’arduo compito di affrontare l’idolo di casa Andy Murray. Il loro incontro è previsto per le 12.30, ma l’orario potrebbe cambiare, perché la programmazione degli incontri viene svelata solo la sera prima.
Sempre domani i due elvetici potrebbero anche debuttare nel torneo di doppio, dove il sorteggio ha messo loro di fronte i giapponesi Kei Nishikori e Go Soeda. I due giapponesi hanno sinora disputato solo 9 incontri di doppio insieme a livello professionistico, vincendone quattro. Ricordiamo che quattro anni fa i due elvetici, partiti in sordina, erano poi giunti fino in finale e al titolo, dopo aver battuto a sorpresa i favoriti gemelli statunitensi Bryan in semifinale. Quest’anno lo scontro con i due americani potrebbe invece aver luogo già allo stadio dei quarti.