Sport - 04.08.2012

Olimpiadi
Immenso Federer: è da medaglia
Domani pomeriggio la finale per l’oro

«È un grande momento per me e per la Svizzera. Sono sollevato e felice». Roger Federer è «fiero» di poter regalare alla delegazione svizzera la sua prima medaglia dei Giochi olimpici 2012. «Mi sono visto perdente in diversi momenti del match. Ma in altrettanti momenti mi sono visto con una medaglia al collo...», ha poi spiegato il basilese, che ha ammesso di aver giocato sotto l’effetto di una grande tensione e di un grande nervosismo nella semifinale epica contro Juan Martin Del Potro, numero 8 del tabellone, spezzato unicamente sul 19-17 nel terzo set, dopo 4 ore e 26’ di gioco durissimo, di scambi eccezionali e di servizi mai facilmente gestibili. Sul piano emotivo sono estenuato – e infatti ha chiuso con le lacrime agli occhi, esattamente come il suo avversario, anche se per altri motivi, ndr – È stato difficile soprattutto ritrovare un buon morale dopo aver mancato una prima occasione per concludere sul 10-9 e con il servizio a favore. Ho sempre servito per rimanere nel match (12 volte, ndr). E poi ho mancato una volée facile sulla mia prima palla di match. Il fatto di aver già giocato grandi incontri per conquistare grandi titoli, be’, mi ha aiutato di sicuro».


Roger Federer è tornato anche sulla difficile gestione dei giorni immediatamente successivi il trionfo a Wimbledon. «Dovevo dimenticare l’euforia generata dal fatto di aver raggiunto Pete Sampras con quel settimo titolo e di aver ritrovato il trono di numero uno del mondo. Durante le mie vacanze, ho fatto in modo di non pensare ai Giochi. Mi sono concentrato di nuovo una volta arrivato a Londra. La pressione era alta, anche perché non credo di avere più molte occasioni per vincere un oro nel singolare olimpico. Ho dovuto cercare una grande concentrazione soprattutto nei primi turni».
«Le emozioni sono le stesse di quando vinco un titolo del Grande Slam. Ma non è il caso di crogiolarmi. Devo ritrovare la mia serenità da qui a domenica (domani, ndr). So di essere capace di dimenticare questo incontro. Per il mometno, mi sento piuttosto bene sul piano fisico. Vedremo domani (oggi quindi, ndr)...».
Federer ammette di aver parlato molto con un suo amico, un amico speciale. «In questi ultimi giorni ho avuto diversi contatti con Marc Rosset. Avevo 11 anni quando lui vinse il titolo a Barcellona. La finale la seguii da un club tennistico a Basilea. Il ricordo di quella giornata è scolpito nella mia memoria. Sarebbe incredibile di riuscire ad eguagliarlo». È vero, Roger Federer è ad un solo passo dall’offrire alla Svizzera una seconda medaglia d’oro nel singolare maschile, venti anni dopo quella di “Pippo” Rosset e dodici anni dopo la delusione di Sydney. «Mi ero preparato anche a gestire un’eventuale finale per il terzo posto. Questo mi fu invece impossibile a Sydney. In questo caso, sarò ancora più sereno al momento di iniziare la finale, perché ormai sono sicuro di aver vinto una medaglia. Ma non sono venuto qui per disputare una finale. Io voglio vincerla, per la Svizzera».


Di nuovo contro Murray
E nella finale di domani pomeriggio (15.00), Federer ritroverà il suo avversario della finale del recente torneo di Wimbledon, quello del Grande Slam, ovverosia Andy Murray. Lo scozzese ha disputato una partita pressoché perfetta contro Novak Djokovic, battuto con un doppio 7-5. Anche se Murray sarà sostenuto da tutto il pubblico britannico, Federer arriverà all’ultimo atto con i favori del pronostico dalla sua parte. Favori che andranno rispettati...