Svizzera - 14.08.2012

Fiscalità
Merkel insiste, Rubik è la soluzione
L'intesa garantisce «maggior giustizia»

La cancelliera tedesca Angela Merkel continua a caldeggiare l’accordo fiscale con la Svizzera, nonostante le crescenti critiche sollevate dall’opposizione di sinistra. Il trattato porta «una maggiore giustizia», ha ribadito ieri a Berlino il portavoce del Governo tedesco Steffen Seibert. Seibert ha poi sottolineato, dicendo di parlare a nome della cancelliera, che l’accordo è la via adeguata per risolvere in modo soddisfacente per i due Paesi «la difficile questione», per quanto riguarda sia il passato che il futuro.

Incontro con l’ambasciatore svizzero a Berlino

Il ministro regionale ha inoltre fatto sapere che in settimana si incontrerà con l’ambasciatore svizzero in Germania Tim Guldimann. L’informazione è stata confermata a Berna dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L’incontro servirà a uno scambio di informazioni sul processo di ratifica del trattato bilaterale, ma non preluderà «in alcun modo ad eventuali adeguamenti o ulteriori trattative», puntualizza il DFAE.
Anche il ministero delle finanze tedesco, guidato da Wolfgang Schäuble ha escluso nuovamente, ieri, correzioni al testo sottoscritto dai due Paesi il 21 settembre 2011 e poi riveduto il 4 aprile scorso. L’accordo, che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2013, prevede un’imposta liberatoria alla fonte del 21-41% per regolarizzare i capitali finora depositati in nero e un’imposta analoga del 26,375% sui redditi futuri degli stessi capitali.

Soldi a Singapore? Berlino non ne sa niente


Il ministero delle finanze di Berlino intanto ha indicato, tramite una portavoce, di non essere al corrente di eventuali aiuti prestati da banche svizzere ad evasori fiscali tedeschi per un trasferimento dei fondi non dichiarati in Paesi terzi. L’accusa era stata lanciata il 10 agosto dal ministro delle finanze del Nordreno-Vestfalia, Norbert Walter-Borjans. Il Governo tedesco ha ancora ribadito la sua opposizione all’acquisto – caldeggiato dallo stesso Walter-Borjans – di altri dischetti con dati bancari elvetici: «non sono il mezzo giusto», ha detto il portavoce Seibert. Il Bundesrat tedesco si pronuncerà in autunno sul trattato fiscale. In Svizzera esso è già stato approvato in giugno dalle Camere federali. Dovesse riuscire il referendum che è stato lanciato, il popolo svizzero avrà l’ultima parola il 25 novembre.

Denuncia del “Bild” contro Sommaruga archiviata

La magistratura tedesca ha archiviato la denuncia penale presentata lo scorso aprile dal quotidiano scandalistico “Bild” contro la ministra elvetica della giustizia Simonetta Sommaruga, dopo che il Ministero pubblico della Confederazione aveva spiccato unmandato d’arresto per spionaggio economico contro tre funzionari del fisco tedesco. La consigliera federale era accusata dal “Bild” di «tentato sequestro, denuncia mendace, coazione e complicità in evasione fiscale». Un portavoce della procura di Düsseldorf ha però indicato che non sono state riscontrate violazioni di principi dello Stato di diritto da parte delle autorità giudiziarie elvetiche.