Cronaca - 10.09.2012

Giovani al tamaro
Tutta la gioia della fede in un’amicizia

Una bella giornata di sole ha permesso lo svolgimento con successo, sabato, dell’incontro dei giovani di parrocchie, associazioni e movimenti della Diocesi di Lugano al monte Tamaro. Come già accade da anni questa grande festa a cielo aperto segna sia l’occasione per raccogliere testimonianze di  esperienze forti vissute dai giovani durante l’estate, sia la partenza del cammino del nuovo anno per la Chiesa in Ticino. Il primo tempo dell’incontro sul monte è stato segnato dalla ricchezza delle testimonianze di otto esperienze fatte dai giovani, soprattutto in estate. I protagonisti hanno parlato di tempo messo a disposizione per gesti di solidarietà, condivisione, vacanza, pellegrinaggio, formazione e missione all’insegna di amicizie che li hanno fatti crescere umanamente e cristianamente. Il secondo momento è stato quello dedicato alla celebrazione. La Santa Messa è stata presieduta dal vescovo alla statua della Madonna, all’alpe Foppa. Mons. Grampa ha esordito all’omelia riprendendo il tema dell’incontro: “Allegri di essere cristiani”. Un tema che il vescovo ha inserito nel quadro del cammino voluto dal Papa per il 2012-2013: l’“Anno della fede”. «Un anno – ha spiegato il vescovo – per riscoprire la gioia del credere. In mezzo a tanti compagni indifferenti, distratti, lontani, quando non addirittura contrari alla fede, ritrovare la gioia piena del nostro affidarci al Signore, poter capire che la nostra vita non si costruisce sulle sabbie mobili del niente, del male, degli opportunismi, delle esperienze più balorde, ma sulla roccia che è Gesù, il maestro sicuro, l’amico fedele, il compagno di viaggio che non abbandona mai». Poi mons. Grampa ha ripreso la sua nuova lettera pastorale «Credo Signore, ma tu accresci la mia fede» sottolineando che «la fede è un affidarsi gioioso, sempre più motivato e completo al Signore, anche se non sempre facile. Non mancano i dubbi, le prove, le lotte, gli sbandamenti. Signore credo, ma non tutto, non sempre, non sono in chiaro su tante cose, accresci la mia fede». Si apre con questo Anno della fede una sorta di sfida per rilanciare il fatto cristiano nella vita personale e sociale, «perché - come ha proseguito il vescovo - ci rievangelizziamo noi per essere in condizione di evangelizzare gli altri, non tanto a parole, ma col vissuto concreto nell’incontro, nella testimonianza, nell’ascolto, nella presenza, nell’amicizia». Dopo la Santa Messa, un bel clima di amicizia ha accompagnato la discesa a valle: i più con le telecabine, alcuni gruppi anche a piedi.