Sport - 17.09.2012
Le premesse c’erano: campagna acquisti promettente, precampionato brillante e pubblico della grandi occasioni, il tutto inserito in un nuovo inizio. E l’Ambrì non ha toppato l’appuntamento con il debutto in stagione, regalando ai suoi tifosi (erano più di 6.000 sabato alla Valascia!) una serata entusiasmante. L’invitato, arrivato e partito dal Ticino col broncio, è stato lo Zugo, un cliente rognoso e rabbioso dopo lo sgarbo subito dal Lugano due giorni prima alla Bossard Arena. E che ne è uscito? Una festa biancoblù, con i suoi pregi e difetti.
«È stata una serata fantastica per molte ragioni – ha spiegato Kevin Constantine – Prima di tutto per i ragazzi, ma anche per i nostri tifosi: l’anno scorso non hanno visto tante vittorie e cominciare così è davvero bello». È vero, di successi se ne sono visti pochi la passata stagione, e la lacuna più grossa si era palesata nel reparto offensivo, dove le occasioni da rete arrivavano col contagocce, quindi chiudere con cinque gol all’attivo fa ben sperare in valle. E in bella evidenza ci sono stati anche i nuovi acquisti, con Miéville e Reichert già a segno – l’ex Bienne illuminante anche con un paio di assist al bacio – mentre i nuovi stranieri d’attacco hanno già mostrato sprazzi di concretezza e leadership.
«Park e Williams sono i giocatori che hanno svolto meno preparazione di tutti – ha sottolineato il coach americano – Comunque hanno fatto un buon lavoro, come si è visto, per esempio, nel grande assist di Williams per il gol del 3-1 e nella buona circolazione del disco in power-play, e in futuro andrà ancora meglio quando passeranno più tempo con i compagni e assimileranno gli schemi di gioco».
Proprio le combinazioni offensive hanno destato un’ottima impressione, dove i leventinesi sono parsi con le idee (più) chiare e... veloci. Verticalizzazioni rapide (vedi la rete di Schlagenhauf e il “one-to-one” fallito da Miéville, sempre nel primo tempo) e passaggi precisi hanno permesso all’Ambrì di crearsi diverse buone opportunità. Opportunità trasformate in oro da scorer attesi – Miéville, Pestoni (che accelerazione fra Wozniewski e Chiesa per il 4-1!) e Reichert – e gregari – Schalgenhauf e Sidler – vestitisi da cecchini per una sera. «Dall’attacco abbiamo senza dubbio avuto i segnali migliori – ha spiegato Constantine – Se si segnano cinque gol significa che là davanti qualcosa si è saputo produrre. Se guardo all’anno scorso, dove faticavamo molto a creare opportunità da rete, non posso che essere felice di questa prima uscita».
L’altra nota lieta è arrivata da Nolan Schaefer, baluardo praticamente invalicabile per lo Zugo. Il neo-rossocrociato è stato decisivo, soprattutto nelle battute iniziali di secondo e terzo tempo, quando gli ospiti hanno cercato di prendere d’assalto la retroguardia di casa, dovendo tuttavia fare i conti con l’estremo difensore biancoblù, tornato sui livelli proposti al suo arrivo in Leventina. «Sono molto contento – ci ha confidato il numero 1 dell’Ambrì – Dopo il difficile finale di stagione, cominciare così, in casa, davanti a questo pubblico, è il migliore inizio che potevamo augurarci. Sono soddisfatto della mia prestazione, come quella di tutta la squadra, e spero di continuare così. Siamo un gruppo più forte rispetto all’anno scorso e partire con una vittoria cambia molto: già il pre-season era andato bene, ma conta sempre relativamente. Il nuovo passaporto? Sono felicissimo, per me è un onore e mi sento davvero fortunato a essere svizzero».
Ma se Schaefer ha dovuto fare gli straordinari è anche perché – tenendo comunque conto del ragguardevole potenziale offensivo dello Zugo – in difesa i biancoblù non sono stati impeccabili, anzi. I solidi Kutlak e Noreau (tornato peraltro a vestire i panni calzanti di “assist-man”) sono riusciti a dirigere abbastanza bene la retroguardia, che ha tuttavia concesso ancora troppo agli avversari, come confermato anche da Constantine: «Non abbiamo fatto una grande partite difensivamente. Lo Zugo ha avuto tante ottime occasioni, più di quelle che avremmo dovuto concedere loro. Siamo stati abbastanza costanti lungo l’arco della partita e nello slot ci siamo comportati bene, ma dobbiamo ancora migliorare».
E ha ragione l’allenatore dei biancoblù, l’assetto difensivo ha bisogno di essere oliato, pur tenendo conto del fatto che gli interpreti sono quelli che sono, cioè pressoché gli stessi della passata, disastrosa, stagione. È pur vero che qualche pecca nelle retrovie è da mettere in conto, dunque la propulsione offensiva sarà di vitale importanza e, dopo questo primo assaggio, l’impressione è che se non dovessero sopraggiungere particolari grattacapi dall’infermeria, quest’anno qualche Montanara in più dovrebbe sentirsi risuonare sotto le vetuste volte della Valascia.