Svizzera - 20.09.2012

Agricoltura
Prima la produzione, no prima l'ecologia
Il Nazionale vota la riforma

l dossier di politica agricola 2014-2017, la sesta riforma in 20 anni per il settore, stabilisce i criteri di attribuzione di 13,67 miliardi di franchi ai contadini svizzeri. Se l’ammontare del credito non è stato contestato, i criteri per ottenere i sussidi lo sono stati eccome. La spaccatura è stata netta tra coloro che puntano ad un’agricoltura ancor più ecologica e i difensori degli interessi tradizionali del mondo contadino. Forte la posizione dell’UDC, secondo la quale la riforma sarebbe troppo orientata all’ecologia a scapito della produzione. Il partito di destra ha vanamente tentato di farlo rinviare al Consiglio federale. Il Nazionale ha infatti accolto l’entrata in materia con 135 voti contro 45 e 3 astenuti. Dopo nove ore di dibattito, la Camera del popolo non è però riuscita a concludere l’esame di questa pratica, il dibattito riprenderà probabilmente mercoledì.


I pagamenti diretti – L’impostazione dell’agricoltura verso una maggiore sostenibilità e competitività ha convinto la maggioranza. Per il momento, il Nazionale ha affrontato soltanto il concetto generale del nuovo sistema dei pagamenti diretti, inteso a orientare con più precisione il finanziamento delle varie prestazioni del mondo agricolo. Con questo sistema dovranno essere attribuiti 11,25 miliardi di franchi nel quadriennio in questione.


La qualità del paesaggio – Con 98 voti contro 85, gli ambienti agricoli hanno incassato una sconfitta con il tentativo di stralciare i contributi alla qualità del paesaggio. «Non è compito della Confederazione sostenere la sistemazione di vasi di geranio davanti a una fattoria», ha dichiarato inutilmente il direttore dell’Unione svizzera dei contadini Jacques Bourgeois (PLR/FR), denunciando la concessione a tale scopo di 210 milioni di franchi in quattro anni.
In linea di principio, per percepire pagamenti diretti sarà necessaria una formazione professionale agricola, sebbene il Governo possa prevedere deroghe. Con 123 voti contro 58, la Camera ha anche deciso, contro il parere del Governo di mantenere il versamento dei pagamenti diretti per i terreni coltivati nelle zone edificabili. I 45 milioni previsti a tale scopo dovranno essere risparmiati altrove, ha ammonito il consigliere federale Johann Schneider-Ammann.


L’UDC si rifà sul latte – L’UDC ha poi conseguito qualche successo, in particolare nel settore del latte. Contro la sua volontà, il Consiglio federale rischia di dover intervenire per regolamentare le eccedenze. Con 100 voti contro 76, il Nazionale ha chiesto al Governo di disciplinare in un’ordinanza i dettagli dei contratti di acquisto del latte e le sanzioni in caso d’infrazione. Il Consiglio federale voleva lasciare questo compito all’Interprofessione del latte. Per contro, il Governo è sfuggito a un’altra esigenza del settore. Non dovrà rendere obbligatorie le misure d’assistenza definite dall’Interprofessione per i produttori di latte che non ne fanno parte. Il Nazionale ha poi deciso di mantenere il supplemento di 15 centesimi versato ai produttori per ogni chilo di latte trasformato in formaggio e quello di 3 centesimi per il foraggiamento senza insilati.


Sovranità alimentare – Nel corso dell’esame di dettaglio il Nazionale ha tenuto a iscrivere nella legge il principio, piuttosto vago secondo alcuni, della sovranità alimentare. La maggioranza borghese ha visto soprattutto la promozione di un approvvigionamento autonomo (che oggi raggiunge una quota del 60%). Dal campo di applicazione della normativa sono state poi escluse le attività in concorrenza con artigianato e industria, mentre ne farà l’agriturismo. I Verdi non sono riusciti a spuntarla con la proposta di fissare un’agricoltura sostenibile quale obiettivo di tutte le misure previste.