Mondo - 22.09.2012

Dopo le vignette
Venerdì di vendetta concluso nel sangue
In Pakistan almeno 20 le vittime

Non scende la tensione in Francia e all’estero (ieri le proteste hanno toccato anche Parigi e Roma, oltre che i Paesi mediorientali) durante il venerdì di preghiera islamico a causa della vicenda legata al film anti Maometto “Innocence of Muslims” e delle vignette satiriche pubblicate da “Charlie Hebdo”. Violenti scontri sono stati registrati nuovamente in molti Paesi del Medio Oriente. In Pakistan ieri sono morte almeno altre venti persone e duecento sono rimaste ferite durante gli scontri divampati in tutto il Paese. Tra queste anche un poliziotto, ucciso dopo che i manifestanti hanno sparato a Karachi durante una protesta contro il film blasfemo. La notizia della morte dell’agente è stata data da una fonte della polizia. Secondo i media locali, gli spari provenivano da un gruppo di manifestanti situati nei pressi di una delle principali strade di scorrimento della città, la più popolosa del Paese, dove poco dopo mezzogiorno erano iniziate le proteste. Scontri si sono registrati anche in Tunisia, ma molto più contenuti grazie al dispositivo di sicurezza approntato dal Ministero dell’Interno. Ma qualche scaramuccia c’è stata e un corteo di fascinorosi ha puntato l’ambasciata francese a Tunisi, messa sotto strettissima sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, dispiegate con centinaia di uomini a presidio di avenue Bourghiba – su cui la sede diplomatica si affaccia – e delle strade vicine. In Libano, invece, migliaia di seguaci di Hezbollah hanno sfilato in corteo a Baalbek, principale centro della valle orientale della Bekaa. Il movimento armato sciita ha indetto infatti manifestazioni in tutte le sue roccaforti. E proteste violente si sono avute ancora in Yemen, Bangladesh (ieri sono scesi in piazza in 10mila), Egitto, Iran e Iraq. Proprio in Iraq ieri negli scontri sono morte cinque persone, tra le quali l’imam di una moschea di Baghdad anche se non è ancora chiaro se si sia trattato di un’azione programmata da un gruppo terroristico o meno.


Condanna unanime
Condanna dell’incitamento all’odio religioso, rispetto della libertà di espressione ma anche di tutti i profeti. È quanto afferma una nota congiunta di Lega araba, Unione africana (UA), Unione Europea e Conferenza islamica (OIC) che condanna i recenti atti di violenza e ribadisce l’impegno per misure internazionali anti-blasfemia. «Siamo uniti nella convinzione della fondamentale importanza della libertà di religione e della tolleranza», scrivono nella nota il segretario generale della Lega Nabil el Araby, l’alto rappresentante Ue per la Politica estera Catherine Ashton, il segretario dell’OIC Ekmeleddin Ihsanoglu e il responsabile UA per la Pace e la sicurezza, Ramtane Lamamra.