Sport - 22.09.2012

Hockey
Bene il Lugano, ma prima sconfitta per l'Ambrì
Fortune alterne per le ticinesi
di Luca Steens e Piergiorgio Giambonini

Lugano: partenza lanciata e poi partita amministrata


Con una partenza al fulmicotone degna del miglior Usain Bolt, il Lugano sin dal primo tempo ha messo una seria ipoteca sulla partita di ieri sera, che ha poi saputo amministrare al meglio contro uno Zurigo alla sua quinta partita in 10 giorni che è sembrato un po’ scarico e sicuramente non in grande serata. Grande merito va però dato agli uomini di Huras (scesi in pista senza Sannitz, addirittura in sovrannumero!), che non hanno mai permesso a quelli di Crawford di tentare la benché minima reazione. I bianconeri dal canto loro dopo un primo tempo dove hanno fatto venire il torcicollo a Flüeler e compagni – il portiere dei Lions è stato sostituito dopo la rete del 3-0, dopo un paio di indecisioni – hanno poi badato più a controllare che a infierire sugli zurighesi. Così dopo un primo tempo spettacolare, la partita è scivolata via senza più grandi sussulti, fatta eccezione per un paio di decisioni arbitrali improntate alla compensazione che non hanno fatto l’unanimità.
Quello che ha mostrato il Lugano nel primo periodo però è stato di altissima qualità, dopo aver realizzato l’1-0 con Kostner (doppietta per lui) sfruttando una clamorosa papera del portiere avversario. Dopo il palo di Jordy Murray è arrivata infatti la staffilata dalla blu del 2-0 di Heikkinen in superiorità numerica, e prima del 3-0 del combattivo Rüfenacht nello slot sempre in 5 contro 4, McLean e Kamber hanno sfiorato dal canto loro la rete. Insomma, una sola squadra in pista, il Lugano, che ha pure saputo superare tre situazioni di inferiorità numerica senza subire nemmeno un tiro, trasformando invece le due occasioni in power-play avute.


Anche l’estemporanea rete del 3-1 di Shannon sulla prosecuzione dell’occasione sprecata da Jordy Murray a tu per tu con Wolff, non ha cambiato le coordinate del confronto, nonostante la pressione dei padroni di casa si fosse allentata – come era normale – un pochino. L’ultimo sussulto di gioco la sfida di ieri sera l’ha offerto poco prima di metà partita, quando prima Ambühl e poi in maniera clamorosa Metropolit (a porta vuota dopo un 2 contro 1 imbastito in maniera magistrale con Bednar) hanno colpito il palo, prima dell’autorete di Maurer che ha deviato nella propria porta una conclusione di Steiner. Da lì in poi i tentaivi dello Zurigo hanno peccato di convinzione, e il Lugano ha avuto buon gioco, nonostante la rete incassata in box-play sul finire di terzo centrale.
Il periodo conclusivo è scivolato via mentre in tribuna si discuteva del possibile arrivo di altre stelle NHL in Svizzera e alla Resega in particolare. Radio mercato infatti annunciava come imminente l’arrivo di Stamkos o Crosby. Il DS luganese Habisreutinger, prendendo posizione ufficiale, ha però calmato le fantasie dei tifosi: dopo aver ammesso che diversi nomi importanti sono stati offerti dai loro agenti al club bianconero come al resto delle società europee, ha pure dichiarato che il Lugano tornerà sul mercato degli stranieri solo se dovessero esserci problemi di salute per quelli già ingaggiati, oltre agli acciacchi di Nummelin. Da parte nostra, possiamo solo annotare che Bednar non appare per nulla in forma…


 


Riecco il “vecchio” Ambrì, incapace di segnare...


L’Ambrì lavoratore non è certo e non è più una novità, e ci mancherebbe altro. L’Ambrì che fa fore-checking e che prende delle iniziative a tutta pista potrebbe per contro diventare la bella novità di questa stagione. Ma ripeto e sottolineo: potrebbe. E mi fermo per ora qui, perché siamo solo alla seconda di campionato, e su questo come sull’altro fronte dell’hockey cantonticinese in questi ultimi sei anni abbiamo preso, tutti assieme, un milione di cantonate. Ma soprattutto perché anche ieri sera quella ch’era stata l’impressione avuta in un generoso primo periodo contro il Ginevra primissimo leader solitario della stagione per quanto ancora privo degli NHL Weber e Couture, quell’impressione è svanita lì. Ed è svanita in un nulla di fatto che per i biancoblù s’è rivelato l’inizio della fine, complice in particolare un power-play inesistente, tant’è vero che già nei primi 12 minuti di partita i leventinesi ne hanno giocati la metà a cinque contro quattro senza riuscire a tirare una sola volta nello specchio della porta di Stephan!!!


Fatto sta che dopo aver nuovamente sfiorato il gol d’apertura con una bella combinazione tra Williams e Park al 25’, negli otto minuti centrali dell’incontro la squadra di Kevin Constantine è affondata. Come se alla Valascia si fosse improvvisamente tornati indietro ai peggiori (o quasi...) momenti della passata stagione. Già, perché nella fase che ha deciso il destino della partita l’Ambrì offensivamente anemico ha pure accusato un prolungato passaggio a vuoto sul fronte difensivo, pagandolo con un pesantissimo 0-3 frutto della copertura di botto inesistente dello slot. Prima Miéville ha “ciccato” il tentativo... volante di fermare il puck indirizzato a Fata liberissimo sotto porta; poi Simek ha a sua volta anticipato Schulthess sotto il naso di Schaefer; ed infine Rivera è andato a correggere davanti al portiere biancoblù il tiro di Bezina: 0-3 in otto minuti, e partita persa.
Qualche occasione per riaccendere le speranze l’Ambrì, per la verità, se l’è poi ancora costruita, e il gol l’ha pure – finalmente! – trovato in avvio di terzo tempo con una conclusione da sotto misura di Trunz, al suo primo centro in maglia biancoblù. Ma la verità è che non è stata serata né davanti né dietro, e che l’addirittura esaltante 5-2 rifilato appena sei giorni prima allo Zugo su questo stesso ghiaccio, è parso lontano un secolo. Ha continuato a lottare e a lavorare, questo Ambrì, ma stavolta non è stato capace di andare oltre la generosità. O meglio: non è stato capace di capitalizzarla, sprecando oltretutto il suo quinto power-play in un momento di fondamentale importanza, ovvero al 52’ e appunto sull’1-3 ed a partita quindi ancora riapribile.


Detto e raccontato tutto questo, rimane da aggiungere – ma neanche questa è, ovviamente, una novità – che le possibilità di questo... nuovo-vecchio Ambrì di fare un vero salto di qualità e di alzare concretamente la mira, passano e passeranno sempre e comunque da quella che sarà o meno la produzione offensiva del tandem Williams-Park, uscito tutt’altro che rodato dalle cosiddette amichevoli. E difatti andato pure ieri sera in bianco. Staremo insomma a vedere. Perché il potenziale indubbiamente c’è, ma è per ora solo una teoria. Un po’ come (di conseguenza, peraltro) il power-play.