Svizzera - 27.09.2012
Senza il nucleare il futuro energetico svizzero diventa più complesso e oneroso. È un dato di fatto. Ecco perché, a livello nazionale, si stanno disegnando le strategia che si potranno seguire per garantire un approvvigionamento energetico a lungo termine (e cioè guardando al 2050). Ieri a Bellinzona si è tenuta una conferenza, organizzata da Energia della Svizzera italiana (ESI), nella quale si sono illustrati i tre scenari elaborati da un gruppo di 50 esperti del settore. È stato Giorgio Tognola (responsabile dell’area commercio dell’AET) a illustrarli.
Il primo scenario, che Tognola ha paragonato a un’escursione in montagna (non una passeggiata ma fattibile), prevede in particolare l’uso di 7 centrali a gas a ciclo combinato (che sostituiscono la perdita provocata dall’uscita dal nucleare) da abbinare, dove è opportuno, alla cogenerazione forza-calore. Senza dimenticare sforzi importanti e una normativa più rigida in fatto di efficienza energetica. Il tutto per un costo di 118 miliardi di franchi.
Il secondo scenario, che Tognola vede come un sentiero alpino (e cioè un percorso faticoso e che richiede una ferma volontà), presuppone una forte spinta al risparmio energetico, controllata anche da elevate imposte sul consumo. In questo caso gli esperti prevedono che il 70% dell’energia provenga dalle rinnovabili grazie a un migliaio di centrali eoliche, 8 centrali idroelettriche in più rispetto alle attuali e 7.000 impianti fotovoltaici della grandezza di uno stadio. Ma servirebbero anche 4 centrali a gas a ciclo combinato. L’investimento complessivo si aggirerebbe sui 135 miliardi di franchi.
Il terzo scenario, paragonato a una difficile scalata (molto difficile, solo possibile con guida decisa e spirito di rinuncia), prevede una svolta radicale. Si chiede di pilotare la domanda e un calo del consumo del 7% rispetto a oggi grazie a un consistente programma di incentivazione. L’investimento nelle rinnovabili è massiccio: per esempio costruendo 1.250 centrali eoliche, 10 centrali idroelettriche e impianti fotovoltaici grandi come 11.500 stadi. I costi complessivi sarebbero di 150 miliardi di franchi.
E per realizzare uno dei 3 scenari illustrati, Giorgio Tognola ha evidenziato gli aspetti necessari. Occorre anzitutto un’ampia accettazione per la costruzione di reti e impianti di produzione; l’individuazione e la risoluzione di conflitti e obiettivi; condizioni quadro stabili per gli investimenti e l’inclusione nei mercati europei per esempio con centrali di pompaggio, ecc. Il tutto costerà dai 118 ai 150 miliardi di franchi. E fino al 2035 gli investimenti necessari sono di 70 miliardi.