Svizzera - 29.09.2012

Strategia energetica
L'energia più cara e i consumi ridotti
Come usciremo dal nucleare?

«Non si tratta di una rivoluzione, bensì di sfruttare maggiormente ciò che già esiste». È quanto ha dichiarato Doris Leuthard, illustrando la strategia energetica 2050 del Consiglio federale. In una prima fase – fino al 2035 – il Governo si propone di ridurre del 35% il consumo medio pro capite di energia (elettrica e fossile). Per combustibili e carburanti il taglio previsto è del 50%. Nessuna decisione, invece, è ancora stata presa in merito alla riforma fiscale ecologica, seconda fase – fino al 2050 – di questo progetto ambizioso.
La strategia energetica 2050 dovrebbe far rincarare del 20-30% il costo dell’energia per le famiglie, secondo stime del Consiglio federale. Tuttavia, ha puntualizzato la Leuthard, «la costruzione di tre nuove centrali atomiche costerebbe anche 30 miliardi, più o meno il costo del nostro progetto».
Il primo pacchetto include misure volte al rafforzamento della produzione idroelettrica, più mezzi finanziari per il risanamento degli edifici, un inasprimento delle regole riguardanti le emissioni di CO2 da parte delle automobili e un maggior ricorso alle energie rinnovabili. In sintonia con la volontà governativa di abbandonare a tappe il nucleare, non verranno rilasciate concessioni per la costruzione di nuovi impianti dopo il 2035, quando l’ultima centrale dovrebbe essere chiusa, ha puntualizzato Doris Leuthard.
Per l’attuazione della prima fase, ha ricordato la consigliera federale, sarà necessaria una revisione totale delle legge sull’energia e altre modifiche legislative. Al fine di tagliare il consumo di energie fossili, e sostituire l’elettricità prodotta dalle centrali atomiche, il Governo punta su un incremento della forza idrica annua di almeno 37.400 GWh entro il 2035, sul miglioramento dell’efficienza energetica, e su una maggiore produzione da fonti rinnovabili, la cui quota dovrà aumentare fino a 11.940 GWh.
L’aumento dell’efficienza energetica rappresenta un tassello importante della strategia governativa. In particolare, s’intendono innalzare i mezzi – fino a 600 milioni di franchi l’anno – destinati all’ammodernamento degli edifici. «Rimane aperto il problema del finanziamento», ha dichiarato la ministra dell’energia, precisando che tale somma potrebbe essere versata per metà dai Cantoni e per l’altra metà dalla Confederazione.
Il Governo vuole anche spingere le industrie ad ottimizzare il rispettivo consumo energetico. «Le aziende – ha detto la ministra dell’energia – verranno invitate a fissare con le autorità obiettivi vincolanti di riduzione».
Per quanto riguarda le energie rinnovabili ci si muoverà in due direzioni: la promozione e le procedure. Nel primo caso, si pensa di abolire il tetto di spesa massimo per garantire una sufficiente disponibilità di mezzi finanziari. Si prevede inoltre uno snellimento delle procedure di autorizzazione per la costruzione degli impianti ecologici.
Il piano governativo prevede anche un capitolo sull’uso delle energie fossili e delle importazioni di elettricità. Per la Leuthard è chiaro: finché il fabbisogno energetico non verrà totalmente soddisfatto mediante le energie rinnovabili, sarà necessario importare energia elettrica e far capo a fonti fossili, come le centrali a gas o ad impianti di altro tipo.