Sport - 02.10.2012
Ci eravamo lasciati con il Chiasso qualche giorno or sono, dopo la sconfitta casalinga con il Vaduz, parlando di “coperta corta”. Ebbene, anche ieri a Winterthur, Livio Bordoli si è dovuto inventare un modo tutto nuovo per coprirsi: dentro Adeshina sin dall’inizio; la mossa della disperazione. Il nigeriano, con pochissimi allenamenti veri e propri nelle (fragili) gambe, sempre alle prese con i soliti problemi, ha dato un turno (o parte di esso) di riposo a Pimenta, altro acciaccato eccellente. Ancora in infermeria Maggetti, Decarli e Felitti. Appunto, coperta cortissima.
Proprio Adeshina però ha dato in fretta una dimostrazione di cosa potrebbe essere il Chiasso con una vera prima (e sana) punta. È stato l’ex attaccante del Bellinzona a sbloccare l’incontro al 26’, sfruttando di testa, sul secondo palo, un calcio d’angolo al bacio di Facchinetti. È stato Adeshina a trasformare a tratti la manovra dei rossoblù, rendendola più profonda e mettendo a disposizione della prima linea centimetri e sponde. Finché ce l’ha fatta. Già, perché dopo il gol la sua benzina è finita.
Il Winterthur, che tende incomprensibilmente a ingolfarsi attorno ai suoi talenti, è riuscito in fretta a pareggiare. Al 32’ infatti, sfruttando un pallone perso sulla trequarti da Gherardi, Lüscher si è involato verso l’1-1, vincendo un contrasto con Djuric e battendo Capelletti. Pareggio prevedibile. Il Chiasso ha in effetti cominciato a perdere troppi palloni a centrocampo e a non difenderli là davanti; il che ha gettato pressione sulle spalle dei difensori. I lanci dei due mediani verso l’esterno sinistro si sono mantenuti insidiosi, così come lo sono stati i calci da fermo di Facchinetti, sempre più sicuro delle sue potenzialità. Il match, dopo l’1-1, si è fatto equilibrato.
Nella ripresa, soprattutto Winterthur, ma senza picchi di eccellenza. La squadra di Bordoli ha proseguito a difendersi con discreto ordine, preferendo sviluppare i suoi contrattacchi sulle ripartenze. Pimenta per Adeshina: un cambio logico e già scritto, un cambio che descrive comunque anche il cambiamento di mentalità sul terreno da gioco. Oltre al nigeriano, Bordoli ha sostituito pure Yerly e Gherardi – entrambi poco in vista ieri –, altri due giocatori da preservare dai rispettivi acciacchi. Di vere occasioni non ve ne sono più state, ad eccezione di un bel cross su cui Exouzidis ha anticipato Pimenta.
Partita dai contenuti assai modesti e dall’andamento lento, comunque ben gestita dal giovane arbitro Schnyder – che ha sbagliato soltanto sul giallo inesistente attribuito a Reclari – Il Winterthur, più propositivo e più attivo, offensivamente parlando, non è riuscito ad approfittare della mole di gioco generata, rivelandosi anzi piuttosto sterile. Buon per il Chiasso, che torna così dalla Schützenwiese con un punticino importantissimo, che lo porta sino a quota 14, alla pari con il Vaduz e a +8 rispetto al Locarno, autentico spauracchio per chi insegue la salvezza. Il Winterthur, a sua volta, affianca il Bellinzona al terzo posto (con il Wil che, battendo il Locarno alla AFG-Arena, è volato al secondo...).