Cronaca - 05.10.2012

Castione
Ecco il salotto buono del calcio ticinese
Svelato il progetto stadio del Bellinzona
di Mauro Giacometti

Alla fine il calcio nel nuovo stadio del Bellinzona a Castione sarà un complemento del tempo libero. La futura “bombonera” granata da 12.000 spettatori e circa 60 milioni di costo, disegnata dall’architetto Michele Arnaboldi, con copertura mobile e campo in erba sintetica che dovrebbe sorgere extra-muros cittadine, ha sì il calcio come elemento trainante. Ma il presidente dell’ACB Gabriele Giulini, che da quando è alla testa della società granata ha immaginato e promesso un nuovo stadio per la sua squadra, ieri sera a ad Arbedo-Castione, davanti ad una platea attenta e alla fine entusiasta del suo intervento, l’ha definito una “matrioska”. E in effetti a vederla sulla carta sembra una sorta di “magic box” capace di contenere al suo interno naturalmente lo sport, ma anche concerti, fiere, manifestazioni culturali, shopping e tanto altro, compresa una cappella per la preghiera e il raccoglimento spirituale, un albergo da 100 camere e quattro suites, di cui una con spettacolare vista direttamente sul campo di gioco.

Era l’inverno del 2008 quando il presidente granata annunciò che si sarebbe impegnato a far giocare l’ACB in un nuovo salotto calcistico. Da allora è stato un saliscendi di progetti, arrocchi e ripartenze. A cominciare proprio dalle anticipazioni del GdP sulla scelta di Arbedo-Castione come nuova sede dello stadio bellinzonese, per continuare con il “Patto per Bellarena” tra Città di Bellinzona, patriziato di Carasso e presidente Giulini per un “Comunale” in via Tatti. Quindi il no del Cantone, la cordata Bellarca-Policentro che ripropone Castione con annessa Città Mercato e l’opposizione della Coop a trasferirsi nella zona industriale oltre la ferrovia che affossa il progetto Bellarca. Non è mancata l’azione di disturbo di una holding immobiliare a Sant’Antonino, quindi il ritorno a Castione con la prima domanda di costruzione, un anno fa, “congelata” dal Municipio in attesa dell’esame e dell’approvazione da parte del Cantone della variante di PR per il comparto della zona industriale (che sarà presto presentata in Consiglio comunale e sulla quale s’annuncia il ricorso dell’Associazione per il miglioramento ambientale di Castione, l’AMICA. «Adesso ci siamo, questa è la casa dello sport, della cultura e del tempo libero che immaginavo per il Bellinzona – ha precisato Giulini –. Una struttura polifunzionale, in linea con le moderne concezioni di uno stadio ma con dei contenuti inediti, originali, culturali e di aggregazione sociale ai quali tengo molto. Un progetto per il quale lotterò affinché venga realizzato anche con chi non è d’accordo». E se c’era qualche opposizione ieri in sala è stata sommersa dall’ovazione che ha salutato il suo intervento, concluso con un’altra promessa: l’amichevole d’inaugurazione tra Bellinzona e Barcellona.