Sport - 08.10.2012
Ogni tanto capita di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, ottenendo riconoscimenti oltre i propri meriti. Ogni tanto succede, che se proprio la palla buona deve finire sui piedi di qualcuno, è giusto che finisca a questi giocatori. È il caso di Yerly, ragazzo che si dà un gran da fare e che dopo aver sbagliato un gol fatto dopo 7’ ed essersi divorato il raddoppio in apertura di ripresa, ha tracciato il settimo derby della stagione grazie ad una trama di Adeshina e ad una deviazione di Monighetti che lo ha messo tutto solo davanti a Mitrovic. Detto che, facile del resto capirlo dal titolo, il Locarno non ha giocato con la mentalità necessaria ad una squadra con l’acqua alla gola, non vanno sminuiti i meriti di un Chiasso autoritario ma sprecone, che avrebbe potuto passare un pomeriggio più tranquillo se non avesse sciupato un numero esagerato di palle gol nel primo tempo.
Ecco comunque spiegati i meriti della squadra di Bordoli, scesa in campo con un classico 3-5-2, ridisegnato in un più convenzionale 4-4-2 dopo il raddoppio di Djuric, che approfittando dell’immobilità dei difensori verbanesi, ha insaccato da pochi passi un invito su palla ferma di Reclari. Uno 0-2 giunto proprio nel miglior momento dei padroni di casa, che un minuto prima avevano sfiorato il pari con una traiettoria perfetta di Pacarizi e colpo di testa a colpo sicuro di Rapp.
In verità, anche in quest’ultima uscita, a dover essere raccontato – soprattutto per il risultato finale – è l’aspetto più sofferto e spietato della realtà di un Locarno che non sembra per ora possedere caratteristiche tali per colmare il vuoto con chi sta davanti di un gradino in classifica. Se da un lato Stefano Maccoppi ha una capacità innata nel radiografare con sincerità la situazione, dall’altra vi sono precarietà e debolezze che per ora non sembrano aprire spazi di riscatto. Dopo il fuoco di paglia con i tre punti ottenuti a spese del Wohlen, il nuovo ciclo non ha confermato quella svolta cruciale che la società pretendeva. E se basta un Chiasso nulla più che “solito” per affondarne i buoni propositi, non restano proprio santi a cui voltarsi. Certo, ci sono momenti nei quali un gruppo fa quadrato mentre attorno tutto precipita, ma a volte non basta neppure questo se la meta si allontana a ritmo veloce.
Sereno e sincero, Maccoppi non nasconde i problemi: «Continuiamo a lavorare bene in settimana e ad essere irriconoscibili in partita. Il timore prevale sulle buone intenzioni. Restiamo a sei punti dal Wohlen e abbiamo due settimane di tempo per migliorare la condizione degli ultimi innesti ancora a corto di fondo». Felice a metà Livio Bordoli che guarda al futuro con la consapevolezza di dover fare a meno di Tarchini e Reclari contro l’Aarau: «Vittoria meritata ed indiscutibile. Annotiamo le quattro occasioni sciupate da Yerly e tre reti fatte. L’infortunio di Tarchini e il quarto giallo di Reclari ci priveranno di due uomini chiave contro la capolista». Proprio Tarchini, premiato dalla rete del meritato 0-3, ha dovuto lasciare il campo ad una dozzina di minuti dal termine, con i tre cambi già effettuati, vittima di un probabile stiramento che lo terrà lontano per almeno tre settimane. Casualità o meno, proprio senza “Tito” i rossoblù hanno subito nell’ultimo minuto di recupero il gol della bandiera del Locarno che ha in parte rovinato il pomeriggio di Andrea Capelletti: «È un vero peccato aver subito quella rete. Ci teniamo a restare il più a lungo possibile i meno battuti del torneo. Godiamoci comunque questa vittoria e anche se l’Aarau non è avvicinabile, pensiamo a fare più punti possibili per tenerci lontani dal fondo classifica. La parata sul tiro di Pacarizi? Sono in porta per fare quello».