Cronaca - 13.10.2012
Il messaggio della Camera di commercio dell’industria, dell’artigianato e dei servizi (Ccia-Ti) che ieri ha tenuto la sua 95esima assemblea a Bellinzona è chiaro: il sistema economico-liberale è messo in pericolo dall’intervento regolatore dello Stato. Che negli ultimi mesi sta agendo in modo consistente – attraverso l’introduzione di contratti normali di lavoro – per mettere dei paletti in diversi settori economici.
Difficili le trattative con i partner – Il presidente della Ccia-Ti Franco Ambrosetti e il direttore Luca Albertoni hanno espresso le loro perplessità sulla collaborazione con i partner sociali. «Quella odierna è una situazione difficile che non viviamo solo in Ticino. Occorre al più presto recuperare i rapporti. Ne va del buon andamento di tutta l’economia». Ma soprattutto hanno evidenziato come l’aumento “dell’interventismo statale” è una sconfitta delle commissioni tripartite costruite ad hoc per trovare le giuste soluzioni. Una sconfitta dovuta certo a posizioni troppo rigide dei sindacati, ma causate anche dal comportamento di alcune aziende. «Il problema – ha detto Ambrosetti – è che sono molti diminuiti gli imprenditori a scapito dei manager ai quali poco importa il futuro dell’azienda». L’accorato appello della Ccia-Ti va dunque ai sindacati, ma non solo: «torniamo tutti attorno a un tavolo e discutiamo».
In pericolo il sistema liberale – Albertoni ha quindi rilevato come siano diverse le iniziative in corso, a livello nazionale, «che tendono a introdurre elementi di regolamentazione eccessiva nel sistema liberale svizzero. Basti pensare all’iniziativa Minder, a quella socialista che vuole introdurre un limite dei salario ai manager o alla revisione della legge federale sulla pianificazione del territorio che prevede limitazioni alla proprietà privata».
Collaborazione con la Romandia – Lo stesso direttore ha quindi rivelato che la Camera ticinese sta trattando con le “sorelle” romande per creare una piattaforma comune nei trasporti. L’idea è quella di un’alleanza per difendere interessi reciproci. Per la Romandia la circonvallazione di Losanna e per il Ticino il tunnel del san Gottardo. «Sarebbe un accordo storico che poi verrebbe ampliato anche alla Svizzera tedesca» ha affermato Albertoni.
Il cambio stabile è stato positivo – I risultati, seppur parziali, dell’annuale indagine congiunturale della Ccia-Ti evidenziano una conferma dei noti problemi legati al cambio franco-euro. Gli effetti negativi dell’eccessiva forza del franco continuano ad assillare circa i due terzi delle aziende, anche se la decisione della BNS di fissare un tasso fisso ha permesso di limitare i danni. «Notiamo sicuramente diverse difficoltà, ma minori rispetto allo scorso anno». Comunque le aziende restano sotto pressione perché, oltre a questo aspetto, sono confrontate con molti Paesi della zona euro in affanno. Gli affari stanno subendo un rallentamento che ha effetti soprattutto sulle nostre esportazioni. Senza contare che negli ultimi giorni dalla Germania (il principale partner economico elvetico) stanno arrivando segnali preoccupanti su un possibile rallentamento dell’economia nel 2013.