Mondo - 15.10.2012

Nigeria
Strage in moschea: almeno 20 morti
di Redazione

Un’altra strage, non si sa se figlia dell’odio religioso o tragica vendetta personale, si è consumata ieri mattina in Nigeria: un gruppo armato è entrato in una moschea a Kaduna, nella parte settentrionale del Paese, ha aperto il fuoco uccidendo almeno venti persone e ferendone altrettante. L’attacco è avvenuto nello sperduto villaggio di Dogo Dawa, come hanno riferito le autorità locali. La polizia ha confermato l’attentato ma non ha fornito un bilancio esatto delle vittime.
Dubbi sugli autori
Non vi sono state finora rivendicazioni al sanguinoso attacco: secondo le autorità, a compiere la strage sarebbe stata una banda di rapinatori e banditi che non erano riusciti, nei giorni scorsi, a depredare il villaggio a causa della forte reazione degli abitanti e di un gruppo di auto-difesa appositamente costituito. Ma sono in molti a credere che dietro possano esserci i fanatisti islamici della setta terroristica di Boko Haram, che da mesi terrorizzano i villaggi sia cristiani sia musulmani predicando un islam violento. Nello Stato di Kaduna, come in tutto il Nord della Nigeria sono frequenti gli attacchi dei radicali islamisti di Boko Haram. Il loro bersaglio abituale è costituito da cristiani o funzionari del Governo; tuttavia, nel passato ci sono stati anche attacchi contro le moschee, soprattutto verso quelle che non seguono alla lettera i fondamenti dell’Islam. Ma non è la sola ipotesi per il folle gesto di ieri.
Una vendetta?
Un portavoce militare, colonnello Sani Usman, ha detto che «i banditi erano stati cacciati dagli abitanti e oggi sono tornati in città e si sono vendicati». Un funzionario locale, Abdullahi Muhammad, ha spiegato che «gli abitanti del villaggio venivano terrorizzati da un gruppo di ladri che, armati, arrivavano da accampamenti nella foresta per depredarli. Ma si sono difesi e i banditi hanno perso alcuni uomini. Ora si sono vendicati».