Cronaca - 18.10.2012

Ticino, a novembre l’ARE ritirerà il ricorso
Nove mila rustici avranno l’OK da Berna
di Nicola Mazzi

 


E i rustici? Non dovevano essere “liberati” a inizio mese? Queste erano almeno le promesse del Dipartimento del territorio quando, a metà settembre, presentò il nuovo Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (PUC-PEIP). 


Da noi contattato il direttore della Divisione dell’ambiente Moreno Celio ci conferma che «il Cantone ha fatto la sua parte (per esempio mettendo online un formulario standard per chi volesse riattare un rustico), e ha mantenuto contatti regolari con i funzionari dell’ARE (Ufficio federale dello sviluppo territoriale) i quali ci hanno rassicurato che lo sblocco del loro ricorso è imminente. Ma un documento ufficiale non l’abbiamo ancora ricevuto». 


Il vicedirettore dell’ARE Francis Matthey ci conferma che si sta lavorando per sbloccare la problematica. «Stiamo preparando il ritiro del ricorso. L’iter burocratico ha seguito la giusta direzione, ma la soluzione si è rivelata più complicata del previsto. Abbiamo perciò dovuto prolungare i tempi per sbloccare il ricorso. Mi spiego: la nostra opposizione toccava due tipi di rustici: quelli inseriti nelle zone blu (situati in regioni meritevoli di conservazione) e quelli situati nelle zone rosse (vicino a infrastrutture come autostrade o in zone poco pregiate dal punto di vista paesaggistico). Per i primi, come confermato più volte non ci sono problemi. Per questi edifici ritireremo il ricorso e potranno quindi essere subito ristrutturati». Si tratta in totale di circa 7mila rustici. Invece, per quanto riguarda le zone rosse (nelle quali sono inseriti circa 3.500, 4.000 rustici), la questione è più complessa. «Abbiamo infatti discusso con il Tribunale amministrativo cantonale e per una questione pratica e giuridica abbiamo deciso di risolvere nello stesso tempo, i problemi relativi alle zone blu e a quelle rosse. Quindi stiamo preparando un doppio ritiro che vale per i rustici delle due zone». 


Sulla quantità di rustici, appartenenti alla zona rossa, che saranno scongelati Matthey precisa «sono più o meno la metà (circa 2.000) gli edifici che hanno ricevuto il nostro “sì”. Mentre il restante (gli altri 2.000) non potrà essere ristrutturato». 


Il tutto dovrebbe sbloccarsi tra qualche settimana. «Credo che nel mese di novembre riusciremo a ritirare il nostro ricorso». 


Vedremo se questa sarà la volta buona o l’ennesima promessa disattesa.