Cronaca - 18.10.2012

Linee ferroviarie regionali a rischio
Berna tutt’altro che chiara e il Ticino scalpita

Lo scalpore per la notizia dello scorso fine settimana del rischio di vedere soppresse 175 linee di treni in Svizzera – di cui cinque in Ticino–, non ha di certo lasciato indifferenti. Anzi, quella che doveva essere una pensata da parte dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha avuto l’effetto di una miccia che ha fatto esplodere Autorità, politici e addetti ai lavori locali toccati dai possibili tagli.


Un progetto di ordinanza federale che prevede un esame di redditività per le linee che non raggiungono un tasso di copertura dei costi superiore al 50%. Ciò significa che, prima di effettuare investimenti, questi collegamenti verrebbero sottoposti a un severo esame di redditività per verificare se non sia più conveniente trasferire l’esercizio su autobus. Ordinanza nel frattempo già inviata in consultazione a Cantoni e direzioni delle società ferroviarie per quella che è definita “Riforma delle ferrovie 2”.


In Ticino, ricordiamo, sono sotto la lente dell’UFT le linee Locarno-Camedo, Lugano-Ponte Tresa (S60), Bellinzona-Pino (S30), Castione-Arbedo-Bellinzona (S20) e Airolo-Bellinzona-Lugano-Chiasso (S10).


«Il progetto è poco realistico e andrebbe contro la politica che il Cantone porta avanti da alcuni anni in favore dei mezzi pubblici. Ci esprimeremo in merito», aveva detto sulle nostre pagine Moreno Storni copoufficio dei trasporti pubblici (v. GdP del 16.10.2012). Se la presa di posizione di Storni è chiara, un po’ meno è quella del direttore dell’UFT Peter Füglistaler.


Sollecitato dal quotidiano romando Le Matin il numero uno dell’UFT ha cercato di spiegare i motivi e le intenzioni dell’Ufficio da lui diretto: «La nostra finalità non è di smantellare il traffico regionale. Esaminare l’opportunità, in determinati casi, di una soluzione alternativa non significa necessariamente sopprimere la situazione esistente», ha sostenuto il direttore dell’UFT. Quest’ultimo ha poi messo le mani avanti precisando che «anche altri criteri diversi dalla redditività devono essere presi in considerazione». Attenzione però: lo stesso Füglistaler non esclude, in futuro, la soppressione di linee ferroviarie. «Se ciò avverrà, il numero di collegamenti soppressi sarà però ridotto a causa dei differenti elementi che bisogna tenere in considerazione».


Il tutto e il niente dunque. Con queste dichiarazioni l’UFT rende ancor più nebulose le reali intenzioni di questi possibili tagli delle 175 linee indagate (di 300 di tutta la Svizzera). Ancora fermo al palo – per il momento – il Consiglio di Stato che dovrà esprimersi assieme alla direzione del Dipartimento del territorio, due dei diversi mittenti della consultazione dell’Ordinanza sulla Riforma delle ferrovie 2. Intanto però il gremio governativo inizia ad essere sollecitato. Se da una parte il Municipio di Ligornetto ha inviato una lettera al Consiglio di Stato (v. pagina 7), dall’altra sono i Verdi ad esprimere la propria amarezza. In un comunicato intitolato “Ferrovie regionali: l’autobus non è un’alternativa” il movimento coordinato da Sergio Savoia punta il dito contro l’ordinanza e la «politica miope e controproducente. Per il Ticino, eliminare queste linee regionali significherebbe, di fatto, vanificare la politica dei trasporti portata avanti in questi anni dal Cantone». Parallelamente il deputato verde Francesco Maggi interroga il Consiglio di Stato chiedendo cosa pensa di questa proposta, come intende intervenire, cosa intende fare di concreto, come intende attivarsi tramite la deputazione ticinese alle camere federali per far sentire la voce del Ticino.


Anche l’ASTUTI (Associazione ticinese utenti trasporto pubblico) non sta con le mani in mano esprimendo il disappunto invitando le Autorità federali «ad affrontare con più serietà i piani per la mobilità del futuro». L’Associazione sollecita le Autorità cantonali affinché difendano con vigore il traffico regionale ticinese «ormai una realtà consolidata e cardine della mobilità».


Si attende ora il parere del Consiglio di Stato e del Dipartimento del Territorio. La direzione di quest’ultimo, da noi contattata, ci ha confermato che a breve risposte e... linee da seguire saranno rese note.