Cronaca - 20.10.2012

La A2 del futuro
Nuovo tunnel tra Bissone e Maroggia?

In futuro, tra Lugano e Mendrisio, non si viaggerà sempre sottoterra, ma potrebbe esserci un nuovo tunnel a tre corsie tra Maroggia e Bissone. Siamo ancora in una fase embrionale. Ma è appunto in questi momenti che avvengono le decisioni più importanti e che avranno ripercussioni nei decenni successivi. Il Cantone ha presentato le varianti in consultazione a livello federale sul potenziamento dell’infrastruttura autostradale tra Lugano e Mendrisio. Un progetto quindi a lungo termine (si pensa al 2030), ma sul quale bisogna decidere a breve.
In effetti – lo ha spiegato bene il responsabile del DT Marco Borradori – «in aprile avevamo risposto a Berna proponendo una nostra variante, alternativa a quelle che l’USTRA ci ha presentato. Una soluzione che teneva conto sia del problema della mobilità, sia di quello paesaggistico e territoriale». Per il Cantone infatti le tre varianti presentate a suo tempo da Berna non avevano convinto. Da parte sua l’USTRA ha valutato la soluzione ticinese inferiore alle sue. «Noi – risponde Borradori – crediamo invece che i vantaggi della nostra proposta siano stati sottostimati».
Entrando nel merito il direttore della Divisione dello sviluppo territoriale <+nero>Riccardo De Gottardi <+tondo>ha spiegato che la Confederazione ha a disposizione 5,5 miliardi per sistemare la rete autostradale nei prossimi anni (su un fabbisogno totale di 17,6 miliardi). Finora è già stato consumato un pacchetto da 1,5 miliardi. E oggi siamo nella fase preparatoria per il secondo pacchetto.
Le tre varianti proposte dall’USTRA sono le seguenti: la prima (1-2) “disegna” due gallerie sotto il San Salvatore e tra Bissone e Maroggia allargando la strada con una nuova corsia e l’ampliando della strada sul Ponte diga. La seconda (2B) prevede di realizzare un nuovo Ponte diga 500 metri a Nord dell’attuale con la costruzione di due gallerie. Infine la terza variante (2M) propone di scavare un tunnel sotto il lago.
Tutte soluzioni che non soddisfano il Cantone per diverse ragioni. Vuoi per i costi (la 2M è valutata 2,3 miliardi), vuoi per motivi di sicurezza (la 1-2) o ancora per ragioni legate al profilo paesaggistico (la 2B).
Invece la variante ticinese – illustrata da Mauro Carobbio (presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto) – presenta diversi vantaggi. «Si migliora la viabilità allargando da due a tre le corsie esistenti. Vi è una riqualifica del Ponte diga con la creazione di un nuovo passaggio a fronte golfo di Lugano, la ricostruzione dell’habitat ittico, un percorso fruibile a lago, una nuova offerta turistica e la possibilità di creare nuove infrastrutture (pontili, ormeggi, ecc). In sostanza si propone di scavare una nuova galleria (più lunga di quella proposta dall’USTRA) a 3 corsie, allargare l’attuale tracciato e usare l’attuale carreggiata quale strada cantonale di circonvallazione al paese. Gli effetti saranno: un dimezzamento del transito a cielo aperto, una valorizzazione del paese di Bissone e una riqualifica dell’attuale strada cantonale in favore della mobilità lenta. I costi sono leggermente superiori (1.094 milioni rispetto ai 1.005 milioni della variante “1-2”) e l’USTRA critica anche un certo “localismo” della variante ticinese.
I prossimi passi? L’USTRA elaborerà un messaggio che finirà sui tavoli del Parlamento federale nel 2014. «Nel frattempo il nostro compito sarà quello di convincere Berna della bontà della nostra soluzione», ha concluso Borradori.