Svizzera - 22.10.2012
In futuro, i Paesi d’origine degli studenti stranieri iscritti negli atenei svizzeri potrebbero essere chiamati a sostenere finanziariamente parte dei costi causati dai loro universitari sul modello di quanto avviene già tra Cantoni. È quanto chiede la Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS) in un documento che verrà divulgato questa settimana e i cui contenuti sono stati anticipati ieri dal domenicale “NZZ am Sonntag”.
Frattanto, i «primi colloqui esplorativi» sono stati avviati con la Germania, lo ha dichiarato al giornale il Segretario di Stato per l’educazione e la ricerca Mauro dell’Ambrogio, precisando tuttavia che Berlino non sembra aver fretta di concludere.
L’accordo intercantonale
Le università svizzere con una forte quota di iscritti stranieri sono finanziariamente svantaggiate. Per questo motivo, secondo la CRUS, nei confronti dei Paesi d’origine degli studenti bisognerebbe applicare una soluzione simile a quella esistente a livello elvetico suggellata nell’Accordo intercantonale sulle università.
In base a tale intesa, i Cantoni versano una somma forfettaria per ogni loro studente iscritto in una scuola di livello universitario ubicata in un altro Cantone. Si parla di somme che vanno dai 10mila franchi l’anno per uno studente di scienze sociali ai 49mila franchi per un aspirante medico. Questi introiti vengono meno nel caso in cui gli studenti vengano dall’estero, si stima che i stranieri che frequentano atenei svizzeri siano tra i 20 e i 30mila ogni anno.
L’esempio di Zurigo
Il problema del forte afflusso di stranieri, specie cittadini germanici, tocca in particolare l’università di Zurigo, le cui strutture faticano a tenere il ritmo con la crescita degli iscritti. Dalle colonne del foglio zurighese, il rettore di questo ateneo, Antonio Loprieno, esorta il Consiglio federale ad avviare senza indugio negoziati con i Paesi di provenienza degli studenti – Germania in primis – per tentare di alleviare l’università di parte del fardello causato da questi giovani.
Ideale sarebbero i bilaterali
Loprieno vedrebbe di buon occhio l’avvio di colloqui bilaterali, più veloci rispetto a una soluzioni a livello europeo, via quest’ultima giudicata poco realista dal rettore. Una richiesta accolta a braccia aperte dal Segretario di Stato Mauro Dell’Ambrogio, secondo cui, indica il domenicale, il sistema applicato in Svizzera dei forfait può funzionare anche a livello internazionale.
Dei colloqui esplorativi con la Germania sono già stati avviati l’anno scorso a Berlino, ha precisato l’alto funzionario ticinese al domenicale. Tuttavia, la Germania non sembra avere interesse ad una soluzione rapida del problema anche perché è un Paese che esporta parecchi studenti.
La Svizzera non è il solo Paese confrontato col forte afflusso di studenti, soprattutto quelli tedeschi: anche l’Austria sta riflettendo sulla possibilità di negoziare con Berlino un trattato che regoli il problema dei costi causati da studenti provenienti dall’estero.