Sport - 31.10.2012
Ad indispettire non sono tanto le due serie positive che il Lugano ieri sera s’è visto cancellare in un colpo solo dal solido leader Ginevra (quella cioè delle 7 vittorie casalinghe consecutive e quell’altra delle ultime 7 partite mai perse nei 60 minuti), quanto il modo in tutto e per tutto catastrofico in cui i bianconeri hanno gestito il finale di una partita che erano riusciti a “recuperare” a due riprese e che ormai sembravano avere saldamente in mano.
Dopo un primo periodo durante il quale il Lugano ha faticato – due power-play compresi – a trovare il suo gioco al cospetto di un avversario come sempre attivissimo nel disturbare e “ceccare” tutto quanto si muove sul ghiaccio, e che oltretutto è andato in vantaggio grazie ad una conclusione sott’asta dell’ex bianconero Romy (peraltro convalidata dall’arbitro solo dopo averla rivista in video mezzo minuto più tardi), nel tempo centrale la squadra di Larry Huras è rientrata quasi subito in partita grazie all’1-1 di Morant. Partita che in seguito s’è vieppiù infiammata ed incarognita per una raffica di episodi negativi: dall’incomprensibile doppia espulsione fischiata al Lugano e costata l’1-2, al gestaccio rivolto da Couture alla Curva Nord dopo il suo gol segnato appunto a cinque contro tre; dall’insicurezza dell’arbitro Popovic (che al 32’ s’è pure beccato in faccia l’asta di una bandierina, e questo fattaccio l’HCL potrebbe ora pagarlo molto caro!) alla bagarre che alla seconda sirena ha coinvolto persino i due portieri Manzato e Stephan, anzi proprio loro i più attivi nel farsela fuori a pugni...
In tutto questo bailamme che ha evidentemente condizionato la fase centrale della partita, il Lugano ha però avuto il merito di non perdere la testa, e di uscirne anzi con un parziale di 3-1 addirittura clamoroso se pensiamo che per andare a bersaglio appunto tre volte, ai bianconeri sono bastati appena 5 tiri. Il 2-2 lo ha firmato di persona il rientrante Bergeron (ribadiamo: semplicemente fortissimo, e a tutta pista!) sfruttando con classe e freddezza una parata sul primo tentativo di Reuille, poi il 3-2 del primo ed unico vantaggio luganese lo ha trovato Sbisa con una fucilata dalla blu a 23” dalla seconda pausa.
Proprio Sbisa, però, è risultato poi il protagonista negativo di un finale di partita in tutto e per tutto incredibile, tanto più che nel corso del terzo tempo è stato proprio il Lugano a fare le cose migliori, ed a tratti pure spettacolari. Ma non han più segnato, i padroni di casa, e l’hanno pagata carissima. Ma soprattutto hanno pagato carissimi due svarioni difensivi. Il 3-3 lo hanno in effetti incassato dopo appena 8 secondi di una... superiorità numerica che sembrava giunta al momento giusto per chiudere il confronto, o comunque per gestirne l’epilogo, con Sbisa e soprattutto Heikkinen a farsi “saltare” come due pivelli dal pur ottimo Romy. E il 3-4 del clamoroso KO lo hanno concesso quando alla fine mancavano appena 43”, e con di nuovo Sbisa a farsi lasciare sul posto stavolta da Simek. Un disastro. Anzi due.