Commento - 19.09.2012

Ultimo treno per l'Onsernone
di Teresio Valsesia

Siamo alla vigilia di un voto storico per l’Onsernone. Eppure quanti ticinesi sanno che in questo weekend si vota per l’aggregazione di tutta la valle? Evidentemente altri temi di attualità richiamano l’attenzione. E poi, come scriveva già il Franscini un secolo e mezzo fa, «questa valle è pochissimo nota agli stessi ticinesi». Del resto un tempo veniva citata soprattutto per la storica “fame d’Onsernone” che – per dirla ancora col Franscini – «l’afflisse nel 1816 e ’17, sino a trar uomini e donne a pascersi delle erbe destinate solo alle bestie».
È un’aggregazione “silenziosa” quella che andrà ora in consultazione, animata – si fa per dire – dal rumore di una serata informativa con le due parti che si sono confrontate in modo peraltro civilissimo. La tornata fusionistica non è assolutamente paragonabile a quella di trent’anni fa – regnante Carlo Speziali – che sollevò un gran polverone mediatico con radio e televisione a scorribandare per la valle. Gli onsernonesi però voltarono le spalle al loro illustre convallerano, e, benché per un solo voto, seppellirono quella anticipatrice proposta fusionistica. Forse si trattò soltanto di una naturale reazione proprio all’effimero clamore.
Seguirono due aggregazioni “minori”. E sono nati i Comuni di Onsernone (con Comologno, Russo e Crana) e di Isorno (con Loco, Berzona e Auressio). È stata una soluzione intermedia poiché i fusionisti hanno sempre puntato caparbiamente a un unico organo amministrativo, per ritornare all’antico “Comun Grande”, nato nel Medioevo e squagliatosi verso la metà dell’Ottocento.
La proposta attuale, formulata un paio di anni fa dal Cantone, ha avuto una lunga gestazione ed è stata appoggiata dai cinque Municipi, unanimi sul Comune nuovo, ma un po’ “obtorto collo” sugli aiuti finanziari concessi da un Governo, nella fattispecie piuttosto avaro. A questo handicap si aggrappa almeno qualcuno degli oppositori. «Ma– rispondono i favorevoli – i vantaggi dell’operazione sono comunque nettamente superiori agli svantaggi». E da Bellinzona aggiungono: «Sviluppate la vostra progettualità e vi aiuteremo!».
Può quindi essere l’occasione per mettersi concretamente al lavoro e diventare attori del proprio futuro, magari inserendosi nel progetto del Parco Nazionale del Locarnese che le autorità onsernonesi appoggiano con decisione.
«Domenica 23 settembre sarà un grande giorno per l’Onsernone», ha titolato Roberto Carazzetti, sindaco di Loco e redattore de “La Voce”, il periodico vallerano che ha tagliato l’importante traguardo dei 40 anni e dei 200 numeri. Un semplice invito a votare «sì», un auspicio, o una chiara anticipazione di quello che sarà il risultato? I cinque Municipi non hanno dubbi: questo è l’ultimo treno per risalire la china.