Commento - 20.10.2012
<+firma_chiaro>di <+firma>GianMaria Pusterla
<+tondo_comm>Cerchiamo di dare una lettura a questa giornata che ha visto l’incontro di tre dei quattro presidenti dei partiti di Governo (Cattaneo del PLRT, Jelmini del PPD e Bignasca della Lega; Lurati del PS non ha partecipato all’incontro e quest’assenza, come vedremo, svela molte cose). Tema centrale: i conti dello Stato, con i preventivi 2013 appena sfornati dal Governo (all’unanimità) e che presentano un deficit di 200 milioni di franchi. L’unica conclusione certa dell’incontro dei tre presidenti è quella che, così come è stato studiato, il preventivo non va bene. Ci vuole un ulteriore sforzo - un pacchetto da 50 milioni di franchi - per riportare il deficit almeno a 150 milioni. È un’indicazione chiara che i tre presidenti danno ai loro quattro ministri: rimettetevi al lavoro, perché con il deficit previsto il preventivo verrebbe rispedito al mittente dal Parlamento. Registriamo dunque una divergenza tra i vertici dei tre partiti e i rispettivi consiglieri di Stato. C’è da scandalizzarsi, da gridare al golpe e alla messa sotto tutela del Governo? A noi non pare. Pare, invece, ai socialisti, che ieri non si sono neppure presentati all’incontro. Ma guardiamo le cose più da vicino. Non sarebbe bastato, in fondo, che il Consiglio di Stato, avesse impostato con i partiti una discussione seria e con il giusto anticipo, onde evitare la reazione di ieri di PLR, PPD e Lega? Reazione legittima per chi vorrebbe un contenimento della spesa ben più incisivo di quanto proposto sin qui dal Governo (e non solo con quest’ultimo preventivo). Reazione che, a ben guardare, ci si poteva pure aspettare dal neo-presidente del PLR Rocco Cattaneo che, appena eletto, aveva subito indicato di non poter tollerare un deficit troppo elevato nel preventivo (già si parlava di 200 milioni).
Ma torniamo sull’assenza del presidente socialista all’incontro. Lurati, ben cosciente che i suoi omologhi avrebbero richiesto un intervento più deciso per contenere la spesa pubblica, si è chiamato fuori. Ciò che suona, nei fatti, più un avallo al preventivo che una sua sconfessione, come quella contenuta nelle parole di un comunicato emesso a posteriori (sarebbero i socialisti -vi si legge- a dover criticare un preventivo che chiede sacrifici al personale statale).
È un’interessante fase politica quella che si apre in questo Cantone. Molto serrata e impegnativa e durante la quale fioccheranno polemiche. All’interno degli stessi partiti, in primis nel PLR, dove non tutti hanno la stessa visione del neo presidente Cattaneo. Ma è una fase in cui si potrebbe - oltre che trovare qualche buona soluzione al preventivo 2013 - veder nascere nuove intese, che non debbono per forza prefigurare - come paventa il PS - addirittura “la fine del nostro sistema proporzionale”.