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Coppie sposate, «basta discriminazioni fiscali»

18.01.2016 - aggiornato: 18.01.2016 - 16:35

Le ragioni del comitato a favore dell'iniziativa. Marco Romano (PPD): «La critica alla formulazione del testo è strumentale: l'iniziativa è di natura prettamente fiscale».

(KEYSTONE/Gaetan Bally)

Non è giusto che diverse migliaia di coppie sposate paghino più imposte e ricevano una pensione inferiore ai concubini. A 32 anni da una sentenza del Tribunale federale (TF) che condannava questa prassi, è giunto il momento di correggere il tiro, ha sostenuto oggi il Comitato interpartitico (PPD, UDC, PEV) "Basta svantaggi fiscali per le coppie sposate", raccomandando di sostenere l'iniziativa lanciata dal PPD in votazione il prossimo 28 di febbraio.

 

Dopo la sentenza del TF risalente al 1984, il problema della discriminazione fiscale delle coppie sposate - specie quelle con redditi elevate, comprese anche le coppie che vivono in partenariato registrato equiparate fiscalmente alle prime - è stato risolto a livello cantonale con modi e sistemi diversi, ma non a quello federale, ha fatto notare il comitato.

 

Per le coppie sposate, infatti, i redditi - da lavoro e patrimonio - vengono sommati, e quindi tassati di più. Non va dimenticata, ha affermato la consigliera nazionale bernese del Partito evangelico (PEV), Marianne Streiff, la forte progressione delle aliquote per l'imposta federale diretta. Non è il caso dei concubini, tassati individualmente. Quest'ultimi, insomma, a parità di reddito pagano meno tasse.

Tuttavia, nonostante le riforme degli ultimi anni decise a livello cantonale, circa 80 mila coppie sposate formate da coniugi che lavorano e con un reddito totale elevato devono all'erario federale una somma maggiore rispetto ai concubini in una situazione simile, ha rincarato il presidente del PPD, Christophe Darbellay, secondo cui è giunto il momento di correggere questa "ingiustizia fondamentale" che si perpetua ormai da troppo tempo.
"Per questo - ha aggiunto l'ex consigliere nazionale vallesano - il nostro partito, vista la scarsa volontà politica dimostrata finora nonostante tutti riconoscano la necessità di correggere questa penalizzazione, ha deciso di lanciare la sua seconda iniziativa popolare - 120 mila adesioni - della sua storia centenaria".

 

No alla tassazione individuale

Per la consigliera nazionale Nadja Pieren (UDC/BE), solo "l'amore" dovrebbe dettare la decisione di sposarsi o meno. Non è quindi accettabile che una coppia decida di rinunciarvi perché svantaggiata fiscalmente.

Seguendo l'esempio dei cantoni, il testo dell'iniziativa definisce il matrimonio quale comunione economica che non deve essere svantaggiato rispetto ad altri modi di vita, segnatamente sotto il profilo fiscale e delle assicurazioni sociali.

Mediante questa precisazione, ha precisato la Pieren, vogliamo evitare la tassazione individuale, un "mostro" burocratico che causerebbe maggiori costi del 30-50%. Non è un caso che nessun cantone applichi simile soluzione.

Aumentare le rendite AVS

Il comitato si pone anche come obiettivo di eliminare le discriminazione a livello pensionistico: le coppie sposate hanno infatti diritto a una rendita non superiore al 150%, mentre i concubini ricevono una rendita intera ciascuno (totale: 200%).

L'idea del comitato, in particolare difesa dal PPD, è lavorare affinché questa "enorme differenza", come indicato da Darbellay, venga colmata, o almeno attenuata. La riforma della previdenza 2020 attualmente sui banchi del Parlamento rappresenta una buona occasione per ottenere miglioramenti, ha aggiunto.
Quanto ai maggiori costi, sia Darbellay che il consigliere nazionale ticinese Marco Romano hanno fatto notare che per decenni la Confederazione ha incassato indebitamente più del dovuto a causa delle storture a livello di imposizione che l'iniziativa intende correggere.

Ai futuri pensionati verrebbe versato semplicemente quanto pagato "illegalmente" in più al fisco negli ultimi decenni, hanno sostenuto.

 

Coppie omosessuali non discriminate

Il Parlamento ha bocciato l'iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate", nonostante il Consiglio federale ne raccomandasse la sua accettazione, preferendo il sistema della tassazione individuale a livello federale - come visto ancora tutto a livello di mera enunciazione, n.d.r. - e perché il testo del PPD, così come formulato, impedirebbe l'estensione del matrimonio alle coppie omosessuali.

Il nuovo capoverso all'articolo 14 della carta fondamentale proposto dall'iniziativa definisce infatti il matrimonio quale durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna. Per gli avversari dell'iniziativa, simile definizione precluderebbe tale istituzione alle coppie dello stesso sesso.

Secondo gli avversari della modifica costituzionale in votazione, simile definizione obbligherebbe di fatto i fautori del matrimonio per tutti a lanciare un'altra iniziativa popolare per modificare nel senso voluto la Costituzione federale qualora l'iniziativa PPD venisse accolta alle urne.

 

Per Marco Romano, invece, si tratta di timori infondati, giacché dal punto di vista giuridico il passaggio incriminato "non cambia niente nel diritto e nella giurisprudenza vigenti".

La definizione inclusa nell'iniziativa, ha precisato, è stata accettata in votazione nel 1999 al momento del rinnovo della Costituzione federale, mentre nel 2007 è riconosciuta l'unione registrata alle coppie dello stesso sesso, istituzione che garantisce gli stessi diritti e le stesse protezioni riconosciute dal matrimonio.

 

Critiche strumentali e assurde

La critica alla formulazione del testo è strumentale, secondo Romano, "poiché l'iniziativa è di natura prettamente fiscale e va a beneficio anche delle coppie in unione domestica registrata".

Per il deputato ticinese, è "fuorviante combattere l'iniziativa con questo argomento: se in futuro la popolazione vorrà introdurre il matrimonio per tutti sarà in in ogni caso obbligata a modificare la Costituzione federale e quindi anche il nostro testo.

 

Stando a Christophe Darbellay, le critiche degli avversari dell'iniziativa sono uno "specchietto per le allodole". Si vorrebbe impedire una presunta discriminazione futura, impedendo di eliminarne un'altra come stabilito trent'anni fa dal Tribunale federale: "è semplicemente assurdo".

 

 

(Ats)

 

 

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