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Si apre il processo per il massacro

13.03.2018 - aggiornato: 13.03.2018 - 17:05

Alla sbarra il 34enne che assassinò a Rupperswil una madre di famiglia 48enne, i suoi due figli di 13 e 19 anni, nonché l'amica 21enne del primogenito nel dicembre 2015.

© KEYSTONE/Walter Bieri
© KEYSTONE/Walter Bieri

Il processo per il quadruplo assassinio di Rupperswil si è aperto alle 8.15 con l'arrivo in aula dell'imputato. Lo svizzero di 34 anni ha preso posto a fianco del tavolo del giudice e un agente di polizia gli ha tolto le manette. L'uomo, vicino di casa della famiglia vittima degli efferati crimini commessi il 21 dicembre 2015, ha risposto alle prime domande del giudice con voce calma.

Un quarto d'ora prima dell'inizio del processo hanno preso posto in aula anche i famigliari delle quattro persone uccise: si sono seduti, assieme ai loro legali, nelle prime file dell'aula, davanti al tavolo del giudice.

Per motivi di spazio e di sicurezza il processo si terrà nei locali della polizia mobile di Schafisheim (AG). Durante i quattro giorni di dibattimenti tutti gli spettatori - 35 persone autorizzate e 65 giornalisti accreditati - dovranno passare un controllo.

Alto rischio di recidiva

Pur denotando un alto rischio di recidiva, lo svizzero di 34 anni processato in Argovia per il quadruplo assassinio di Rupperswil è disposto a sottoporsi ad una terapia.
Per lo psichiatra Elmar Habermeyer, autore della prima perizia presentata oggi in apertura del processo, esistono i presupposti sia per una terapia ambulatoriale da assolvere durante l'esecuzione della pena, sia per una terapia stazionaria in una struttura chiusa.

L'esperto, direttore dell'Istituto di psichiatria forense dell'Università di Zurigo, ha parlato di un caso "eccezionale", da inserire fra le "Top 10" delle circa 1000 perizie realizzate dal suo istituto.

Habermeyer raccomanda di sottoporre l'imputato in un primo momento a cure ambulatoriali. In vista di un eventuale rilascio, il 34enne andrebbe inoltre sottoposto a cure stazionarie. Non ci si può tuttavia aspettare che una terapia possa "cancellare" le sue tendenze pedofile, ha sottolineato lo psichiatra.

 

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L'imputato è reo confesso ed è detenuto dal dicembre del 2016 in regime di espiazione anticipata della pena. Il 34enne deve rispondere di assassinio plurimo, ripetuta estorsione, sequestri di persona, atti sessuali con un fanciullo, ripetuta coazione sessuale, incendio intenzionale e possesso di materiale pornografico proibito.

Ieri è stato pubblicato l'atto d'accusa. Secondo il documento, il 34enne svizzero aveva pianificato minuziosamente il suo atto criminale. Non solo: ne aveva previsti due altri con le medesime modalità nei cantoni di Soletta e Berna. Il procuratore intende rendere nota la richiesta di pena durante il dibattimento.

L'uomo era incensurato e abitava a poche centinaia di metri dal luogo del massacro. Ha sgozzato una madre di famiglia 48enne, i suoi due figli di 13 e 19 anni, nonché l'amica 21enne del primogenito. I cadaveri parzialmente carbonizzati furono rinvenuti la sera del 21 dicembre 2015 nella casa di Rupperswil in cui era stato segnalato un incendio.

 

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Secondo gli inquirenti l'uomo aveva pianificato di uccidere le quattro persone e di incendiare l'abitazione, e tutto fa pensare che abbia agito da solo. Nessun indizio permette invece di dire che prima del giorno del massacro l'accusato si sia avvicinato a bambini con l'intento di commettere abusi sessuali. L'accusa di pornografia si riferisce ai numerosi video con scene di sesso con minori ritrovati negli apparecchi elettronici sequestrati nel suo appartamento.

(Ats)

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