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La clinica Sant'Anna denuncia "Il Caffè"

15.09.2016 - aggiornato: 15.09.2016 - 21:27

La struttura di Sorengo parla di "una campagna denigratoria" del domenicale in merito all'errore commesso da Piercarlo Rey che amputò i seni alla donna sbagliata.

© Foto GdP

(FOTO FIORENZO MAFFI)

La Clinica Sant’Anna ha annunciato questa mattina, nella conferenza stampa convocata domenica, di avere denunciato penalmente "Il Caffè" per quella che è stata definita "una campagna denigratoria" in merito all'errore medico commesso nel luglio del 2014 alla clinica, quando il medico Piercarlo Rey asportò per errore entrambi i seni alla donna sbagliata.

"A tutto c’è un limite", hanno affermato il presidente del Consiglio d’Amministrazione di GSMN Ticino SA, Fulvio Pelli, e i legali della Clinica, sottolineando che il domenicale, pubblicando regolarmente articoli con dettagli sul caso citato, si è basato - citiamo - "su informazioni raccolte da fonti discutibili e non sufficientemente verificate. A tutela della sua immagine e del buon nome dei suoi collaboratori e dei medici accreditati, la Clinica ha sporto a inizio agosto una prima querela penale per diffamazione e violazione della Legge sulla concorrenza sleale contro il settimanale". La Clinica oggi ha fatto anche sapere che ha l'intenzione di sporgere una seconda denuncia per furto e sottrazione di documenti riservati e che in futuro ad ogni scorrettezza del domenicale seguirà una ulteriore denuncia.

Nel corso di una conferenza stampa convocata a Sorengo, Pelli ha difeso la qualità dei servizi sanitari della Clinica e dato precise informazioni sul finanziamento del risarcimento pagato dal dottor Rey alla paziente oggetto di un errore di identificazione l’8 luglio 2014. Pelli ha confermato la notizia di alcuni mezzi di stampa circa il non luogo a procedere pronunciato dal PP Generale John Noseda con riferimento alla trasmissione da parte del deputato Matteo Pronzini al Ministero pubblico di una sua interrogazione/denuncia contro la Clinica Sant’Anna. 

I legali hanno spiegato questa mattina che nel suo decreto, il Procuratore Generale evidenzia in particolare che l’interrogazione inoltrata dal deputato al Consiglio di Stato, che riprende i contenuti di diversi articoli pubblicati da “Il Caffè”, non può essere presa in considerazione visto che non sussistono elementi oggettivi di possibili reati patrimoniali. "La prassi adottata dalla Clinica è conforme a quanto attualmente fatto nelle sale operatorie in generale e quindi non viola le norme di fatturazione né tantomeno rappresenta una messa in pericolo della vita e della salute dei pazienti", ha sottolineato la Clinica, in riferimento a quanto rilevato dal PG in riferimento all’assenza in sala operatoria di medici assistenti e alla presenza di infermieri specializzati in occasione di taluni interventi chirurgici. “Si tratta del riconoscimento della bontà del nostro operato, che non viola alcuna regola sanitaria”, ha aggiunto l’avvocato Pelli, stigmatizzando l’inaffidabilità delle azioni del deputato Pronzini, che - a suo avviso - "approfitta della sua posizione di deputato per gettare fango sulle attività sanitarie del settore privato". 

Prendendo lo spunto dalle ultime accuse del domenicale “Il Caffè”, relative all’indennizzo della vittima dell’errore di identificazione, l'avvocato ha ricostruito l’accaduto, spiegando l’intervento di cofinanziamento assicurativo della RC della Clinica, su sollecitazione dei difensori del medico, ad accordo ormai già intervenuto fra il medico stesso e la paziente, senza partecipazione o coinvolgimento della Clinica. Pelli si è rammaricato che il domenicale - citiamo - "sposi una tesi manifestamente diffamante per la Clinica senza verificare l’informazione ricavata dalla lettura di un ricorso del medico. Non verificare una informazione è giornalisticamente scorretto ed ancor più lo è quando l’informazione è dedotta da un documento ricorsuale, quindi da un documento di parte che per definizione contesta accertamenti giudiziari risultanti da una sentenza, nel caso sia di prima che di seconda istanza".

Gli avvocati della Clinica Roberto Macconi e Edy Salmina hanno indicato da una parte il non coinvolgimento dei dirigenti e del personale della Clinica nell’inchiesta penale (se non quali persone informate sui fatti e fatto riferimento a tutta una serie di documenti e prove a supporto) e dall’altra le azioni di denuncia intraprese e previste per indurre il domenicale a cessare la sua "ingiustificata compagna di diffamazione e identificare gli autori delle fughe di documenti riservati".

"Una campagna denigratoria di questo tipo che si protrae per mesi e mesi, con l’utilizzo di informazioni non verificate o manifestamente inaffidabili danneggia non solo la Clinica Sant’Anna ma anche tutti i medici, il personale di cura, e più in generale il settore sanitario privato", ha concluso la Clinica Sant'Anna, aggiungendo che reagirà fermamente ad ogni ulteriore attacco ingiustificato.

 

(Red)

 

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