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Attratti da un fascino che riempie la vita

23.09.2016 - aggiornato: 23.09.2016 - 11:27

Presentato, nell’aula magna dell’USI, il nuovo libro di Julián Carrón “La bellezza disarmata”. Centinaia di persone all’incontro con l'autore, mons. Lazzeri e Canetta. 

Da sin Maurizio Canetta, mons. Valerio Lazzeri, Claudio Mésoniat  e Julian Carron.

© FOTO REGUZZI

Come rispondere oggi alle domande più profonde del cuore dell’uomo, specialmente in un’Europa che - più che essere in difficoltà per la crisi economica, la minaccia terroristica e la sfida migratoria - è totalmente allo sbando per aver perso il rapporto con ciò che nei secoli l’ha fatta grande? E che compito ha in questa sfida il cristianesimo? Se n’è parlato mercoledì sera a Lugano, in un’affollatissima aula magna dell’USI. L’occasione è stata la presentazione del libro di Julián Carrón (responsabile internazionale di Comunione e Liberazione) “La bellezza disarmata”, alla quale sono intervenuti - oltre all’autore - il vescovo di Lugano mons. Valerio Lazzeri e il direttore della RSI Maurizio Canetta.

«Don Julian Carrón - ha detto l’ex direttore del GdP Claudio Mésoniat introducendo la serata - ha ben chiara la crisi che questa nostra Europa sta attraversando. E la affronta «con lo stesso cruccio e con lo stesso impeto che 60 anni fa mosse don Luigi Giussani, il quale non poteva accettare che il cristianesimo, che tutti credevano - e forse credono - di conoscere, non interessasse quasi più nessuno, soprattutto i giovani, non fosse più avvertito come una risposta al desiderio più profondo di ogni uomo, al desiderio di felicità». La proposta cristiana, per Carron, è quella di una bellezza, incarnata nelle persone toccate dalla fede; una bellezza disarmata, che non costringe nessuno, che lascia a ognuno la libertà di aderire.

«Tutti noi abbiamo qualche difficoltà quando dobbiamo parlare di verità o di bontà – ha detto mons. Lazzeri nel suo primo intervento -. Ma se parliamo di bellezza, invece, nessuno di noi è in grado di resistere. Anche se, però, nella mentalità comune la bellezza è tutt’altro che disarmata. Solitamente pensiamo che ci soggioghi, che ci tolga qualcosa della nostra libertà. Per Carrón invece no. Qui la bellezza è ciò che ci porta ad andare a fondo dei nostri desideri tenendo però sempre fisso il parametro della nostra libertà. Proporre oggi il cristianesimo in questi termini è audace».

Anche Canetta è stato colpito da questa “audacia”. «Ho colto nel testo di Carrón la volontà di andare oltre il senso comune, le abitudini consolidate, il mainstream. Questo non può che provocare, non può che muovere l’anima. Io non ho mai nascosto la mia posizione nei confronti della fede, non sono credente. Ma quando sono interrogato in questo modo sull’io, sui desideri come motore dell’umano, allora sento che qualcosa in me si muove. E a tutte queste domande, lo riconosco, qui c’è una risposta. Poi io mi sento libero di darne magari un’altra. Ma qui entra in gioco tutta la mia libertà».

La libertà, una parola chiave nel pensiero di Carrón. Libertà che nel mondo di oggi viene vista prima di tutto come un’assenza di limiti. Ma che questa assenza di limiti porti poi alla nostra piena felicità è tutt’altro che scontato, anzi. Ancora Canetta ha voluto riportare un esempio presente nel libro: quello di una donna che aveva il grande desiderio di organizzare una mostra. Ce l’ha fatta, puntando tutto su questo, e ha ottenuto risultati ben al di là delle sue aspettative. Ebbene, una volta raggiunto l’obiettivo ancora sentiva che le mancava qualcosa. Cosa? Non aveva realizzato se stessa? Probabilmente no, ha sottolineato Canetta, perché in tutta la vita c’è sempre una nota di sottofondo, che a volte può sparire ma che comunque torna sempre, come in un famoso preludio di Chopin (“La goccia d’acqua”, appunto). Questa nota è il nostro desiderio di felicità.

È proprio qui, è proprio a questo livello, è proprio nel rispondere a questo desiderio che il cristianesimo oggi più che mai ha un compito fondamentale - ha spiegato quindi Julian Carrón -. «Con l’illuminismo si è cercato di salvare i valori più importanti dell’Europa creando come una sorta di “nuova religione” che andasse bene per tutti. Si pensava che valori così importanti (come appunto la libertà, l’uguaglianza, la vita) fossero ormai evidenze che non si sarebbero più perse. Eppure – come ha sottolineato spesso Benedetto XVI – queste evidenze sono crollate. Senza più alcun riferimento alle loro radici sono crollate. E oggi ci troviamo ad affrontare tutte le difficoltà (la crisi migratoria, quella economica, la minaccia terroristica,…) senza essere più attrezzati, senza più punti di riferimento».
Ma - come diceva Hannah Arendt - una crisi ci costringe a tornare alle domande. E allora eccoci al punto. Chi può rispondere a queste domande? «Solo uno sguardo - ha risposto Carrón - che sappia cogliere la profondità del mio io. In tutte le sue sfaccettature, senza tralasciare nulla di me, dei miei desideri. Come è avvenuto a quei carcerati in Brasile che - guardati in questo modo - vivono la loro situazione di prigionieri senza nemmeno bisogno delle guardie. Perché si sono sentiti uomini amati (e hanno compreso le ragioni della loro pena). Oppure come quelle donne ugandesi malate di AIDS, sole e disperate al punto da abbandonare ogni cura, che - accolte e abbracciate in quello che le definisce realmente, cioè la loro bellezza di persone, non la loro malattia - hanno deciso di ricominciare a prendere le medicine per curarsi».

È questa la bellezza che propone il cristianesimo. È questo il modo che ha oggi il cristianesimo di comunicarsi. «Non tanto - ha concluso Carrón - come una cristallizzazione di regole, di morali o di cose che non si devono fare. E nemmeno come qualcosa di sentimentale. Ma piuttosto come un incontro». Un incontro con qualcuno che ti affascina. Per la bellezza di ciò che vive. Per la libertà (e la responsabilità) con cui vive. Una libertà che non costringe, ma che è totalmente disarmata. Come è accaduto ai primi discepoli, che il giorno dopo aver incontrato Cristo non potevano resistere dall’andare a cercarlo di nuovo. Attratti da un fascino che è in grado di riempire la vita.

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