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Consultori per le donne a rischio chiusura

27.06.2016 - aggiornato: 27.06.2016 - 11:06

Dal 2019 niente più aiuti finanziari dalla Confederazione, anche per i due sportelli di Massagno. Chiara Simoneschi Cortesi: «È un passo indietro».

di Martina Salvini

 

A vent’anni dalla Legge federale sulla parità dei sessi in campo lavorativo e nella vita famigliare, ecco una doccia fredda. Lo scorso 16 marzo il Consiglio federale ha deciso di cambiare l’ordine di priorità per la concessione degli aiuti finanziari ai consultori. In questo modo, a partire dall’anno prossimo, i fondi destinati agli sportelli che offrono consulenza alle donne verranno dapprima ridotti per i prossimi due anni – prima del 25% e poi della metà – fino a una sospensione totale dei finanziamenti nel 2019. 

A beneficiare dei finanziamenti sono 11 consultori attivi in tutto il Paese, tra cui due realtà ticinesi: il consultorio giuridico Donna e lavoro e lo Sportello Donna dell’associazione Dialogare-Incontri. Questa decisione rischia di mettere in serio pericolo l’esistenza di una radicata e importante rete di servizi che opera in favore delle donne, attraverso una serie di consulenze giuridiche per il riorientamento professionale e per la loro tutela sul posto di lavoro. 

 

Ma procediamo con ordine. Il sussidio finanziario ai consultori è vincolato all’articolo 15 della Legge federale sulla parità dei sessi che recita: “La Confederazione può accordare aiuti finanziari a istituzioni private per la consulenza e l’informazione della donna nella vita professionale e il promovimento del reinserimento professionale di donne e uomini che hanno interrotto l’attività professionale per dedicarsi a compiti familiari”. Una legge, questa, nata a seguito della constatazione che in ambito lavorativo la parità tra uomo e donna era ancora lontana dall’essere raggiunta. Da qui la nascita di diverse associazioni e sportelli che aiutano il gentil sesso nel reinserimento professionale, nel mantenimento del posto di lavoro e nella conciliabilità tra famiglia e impiego. 

 

Nel 2015 in tutta la Svizzera sono state oltre 3.200 le persone aiutate dai consultori. A Massagno ci sono il Consultorio giuridico Donna e lavoro e lo Sportello Donna dell’associazione Dialogare-Incontri. Il primo è stato istituito nel 1997 dalla Federazione associazioni femminili Ticino e si occupa di offrire consulenza alle donne attive professionalmente che riscontrano problemi sul posto di lavoro come mobbing, molestie sessuali, licenziamento discriminatorio e disparità di condizioni. Lo Sportello donna, invece, si rivolge a donne o ragazze che desiderano inserirsi o reinserirsi nel mercato lavorativo offrendo loro la possibilità di preparare un curriculum vitae, mettendo a fuoco le diverse competenze e vagliando le possibili offerte di lavoro 
per cui candidarsi. Tutto questo, come detto, ora rischia di venire annullato. 

 

Come ci racconta Chiara Simoneschi Cortesi, presidente della Federazione associazioni femminili Ticino (nella foto) «non si può semplicemente smettere di applicare un articolo di Legge, senza neppure informare gli attori interessati. Con questa decisione, è come se il consigliere federale Berset non applicasse più di punto in bianco l’articolo 15 della Legge sulla parità dei sessi. Avrebbe almeno dovuto presentare un messaggio e, dopo la discussione parlamentare, stralciare l’articolo di legge e in seguito riorientare i 4 o 5 milioni che vengono utilizzati per tutti i progetti che promuovono la parità ».

 

Lettera aperta al Consiglio Federale 

Una volta conosciuta la decisione del Consiglio federale, ecco la decisione di intervenire. «Abbiamo partecipato alla riunione annuale dei consultori, radunati in un’associazione a livello federale che si chiama PlusPlus e abbiamo deciso di chiedere che venga emessa una decisione formale al Dipartimento federale dell’interno, in modo da poter fare ricorso. Il giurista del Dipartimento ha risposto picche, avvisandoci però che è possibile contestare la decisione dopo che sarà attuata la prima decurtazione (che dovrebbe arrivare, come detto, nel 2017). Con tutti gli enti promotori e con gli altri consultori abbiamo quindi deciso di preparare una lettera aperta e in tre lingue, inviata al Consiglio federale l’8 giugno scorso». 
Se per ora da Palazzo federale tutto tace, la scorsa settimana la missiva è stata pubblicata anche sul sito PlusPlus.ch e chiunque può decidere di sottoscriverla. E ad oggi sono già 2.559 le persone che hanno deciso di firmare

Secondo Simoneschi Cortesi, le ripercussioni dello stop ai finanziamenti si faranno particolarmente sentire in Ticino.
«Nel nostro Cantone – spiega– la situazione è più grave che nel resto del Paese. Molti hanno un apposito ufficio per la parità dei sessi, in Ticino c’è una sola persona che si occupa di questo tema all’interno dell’amministrazione cantonale, l’avv. Marilena Fontaine, delegata per le pari opportunità. Molto spesso, quindi, entriamo in gioco anche noi con i nostri sportelli. Con questa decisione viene ribaltato l’onere esclusivamente sui Cantoni anche se, appunto, non sempre esiste un’offerta simile».

Inoltre, in quasi 20 anni di lavoro sul territorio, si è accumulata una certa esperienza. «C’è tutto un know-how costruito con anni di impegno e andrebbe a perdersi uno strumento che ha dato diversi esiti positivi nel corso della sua storia», sottolinea. 

 

Trend in aumento

A dare qualche numero dell’operato dei due consultori di Massagno ci pensa l’avvocato Nora Jardini Croci Torti. «In Svizzera 3mila donne all’anno subiscono discriminazioni di vario genere o hanno necessità di poter ricevere una consulenza dal punto di vista lavorativo - aggiunge l’avvocato -.  Le persone che si rivolgono al nostro consultorio giuridico sono circa 400 ogni anno. Di queste, 210 vengono seguite con una consulenza più ampia (1 ora e più), mentre sono 180 coloro che effettuano solo brevi incontri (di tipo telefonico o presso lo sportello di Massagno per non più di mezzora)». Ma il trend è in aumento. «Dall’inizio dell’anno a oggi sono già 120 le donne che si sono rivolte a noi - ci racconta - soprattutto per problematiche legate al licenziamento dopo la maternità». 
Per quando riguarda invece lo Sportello Donna dell’associazione Dialogare-Incontri, sono 130 le donne che vengono seguite attraverso una consulenza più individuale. «Un percorso di accompagnamento che le aiuta, ad esempio, a scrivere il proprio CV e a immettersi nel mondo del lavoro».

 

 

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