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EOC, attività in crescita e risultati equilibrati

18.05.2017 - aggiornato: 18.05.2017 - 13:33

Il rapporto 2016 mostra che i ricavi d’esercizio sono aumentati del 4,1% e ammontano a 688,2 mio. È inoltre diminuito il numero di collaboratori frontalieri.

(Foto archivio CdT)

L’esercizio 2016 dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) è complessivamente positivo e in linea con l’andamento degli esercizi precedenti. I ricavi d’esercizio sono aumentati del 4,1% e ammontano a 688,2 mio (2015: 660,8 mio). Di questa somma, 638 mio sono generati essenzialmente da pazienti residenti in Ticino. Per quanto riguarda l'utile, esso - dopo l’impiego dei fondi propri - è stato di 5,1 mio (contro i 6,4 mio dell'anno precedente).

Il valore ridistribuito dall’EOC sul territorio ammonta a 510 mio: ciò rappresenta il 74,2% del valore economico generato globalmente, contro il 74,1% nel 2014 e il 74,4 nel 2015. Il valore distribuito in Ticino è destinato principalmente ai salari del personale impiegato e domiciliato nel Cantone (86.5% dei salari) e ai fornitori locali. 

Lo scorso anno, inoltre, l’EOC ha versato al Cantone, per il quarto anno consecutivo, un contributo di solidarietà di 3 mio.  

Curare i pazienti ticinesi in Ticino

"L’EOC ha continuato a impegnarsi con determinazione per consentire ai pazienti ticinesi di usufruire di cure di livello universitario in Ticino", si legge nel comunicato diramato questa mattina. In questo senso, viene precisato, l'Ente Ospedaliero Cantonale ha operato per confermare le certificazioni di cui dispone per la Medicina altamente specializzata (MAS) negli ambiti del politrauma, della chirurgia viscerale, di quella vascolare e dello stroke.

Altre certificazioni importanti detenute dall’EOC anche nel 2016, che gli consentono di fare la differenza e di posizionarsi quale leader del settore sanitario in Ticino, riguardano, ad esempio, il Centro di Senologia della Svizzera Italiana, il Centro di endometriosi, le Cure palliative o il riconoscimento UNICEF quale “Ospedale amico dei bambini” assegnato alle sue quattro maternità.

Qualità e sicurezza delle cure

Anche nel 2016 l’EOC ha messo l’accento sulla qualità e la sicurezza delle cure. Ad esempio, ha partecipato con l’Ospedale Regionale di Mendrisio, insieme ad altri sette ospedali svizzeri e sotto l’egida della fondazione sicurezza dei pazienti svizzera, a uno studio nazionale sulla farmacoterapia dei pazienti. L’EOC ha poi incaricato il proprio Istituto di scienze farmacologiche di considerare l’applicazione a tutti i suoi ospedali delle raccomandazioni emerse.

Un altro esempio dell’impegno in favore della qualità delle cure riguarda la pediatria, dove la chirurgia elettiva per i pazienti da 0 a 16 anni è stata ulteriormente centralizzata all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona. Questo consente un ulteriore miglioramento della presa in carico dei piccoli pazienti.

Ulteriori miglioramenti sono stati realizzati anche per la radiologia: i relativi servizi degli Ospedali Regionali di Lugano e di Mendrisio si sono uniti in un unico Servizio di radiologia del Sottoceneri. Ciò ha permesso, tra l’altro, di estendere l’attività del Servizio di neuroradiologia del Neurocentro della Svizzera Italiana anche all’Ospedale Regionale di Mendrisio.

Per illustrare la qualità della sua offerta in quanto maggiore operatore sanitario del Cantone, anche nel 2016 l’EOC ha cercato il contatto con la popolazione. L’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana, l’Ospedale Regionale di Locarno e la Clinica di Riabilitazione di Novaggio hanno infatti invitato la popolazione a visitare le strutture in occasione di giornate di porte aperte che hanno riscontrato un notevole successo.

L’EOC, un datore di lavoro attrattivo

Nel 2016 l’EOC e i partner sociali hanno sottoscritto due nuovi contratti collettivi di lavoro, per i collaboratori non medici e per i medici assistenti e i capiclinica. Tenuto conto che i tre quarti del personale non medico dell’EOC è composto di collaboratrici, il nuovo contratto collettivo prevede, ad esempio, l’allungamento da 16 a 18 settimane del congedo maternità retribuito e l’estensione del successivo congedo non pagato fino a 18 mesi.

"I miglioramenti contrattuali raggiunti pongono l’EOC tra le aziende più sensibili alla ricerca di un equilibrio fra vita professionale e privata", viene sottolineato nella nota stampa. L’attrattività dell’EOC in quanto datore di lavoro è poi confermata dall’attenzione prestata alla formazione. Anche nel 2016, ad esempio, ha ottenuto il riconoscimento cantonale di “azienda formatrice”. Nella sua decina di sedi ospedaliere e amministrative, l’EOC forma attualmente 77 giovani iscritti in 13 tirocini diversi.

L’EOC prosegue inoltre il suo impegno formativo sia per il personale curante che per i medici e i quadri, per i quali ha inaugurato una nuova offerta di formazioni.

La priorità ai collaboratori residenti

Per quanto riguarda i collaboratori frontalieri attivi all’EOC, la loro percentuale è scesa dal 13% nel 2013 all’11,8% nel 2016. In cifre, il loro numero è passato da 637 a 649 e, per quanto riguarda il settore della sanità in Ticino, rimane contenuto. Nella sua politica di assunzione, l’EOC è attento, a parità di qualifica, a privilegiare i residenti, ma in alcuni casi relativi a profili molto specialistici non è possibile fare a meno del contributo di personale proveniente dall’estero.

L’EOC sottolinea l’importanza e la qualità del contributo professionale fornito dal personale frontaliero, "senza il quale non sarebbe possibile garantire una presenza dell’offerta ospedaliera pubblica così capillare su tutto il territorio".

Il 2016 è stato segnato dall’appuntamento con le urne del 5 giugno. La bocciatura popolare della revisione della Legge sull’EOC ha congelato quei progetti di collaborazione strutturata pubblicoprivata nell’ambito di precisi mandati di prestazione. Questo frena indiscutibilmente lo slancio del nostro Ospedale multisito, che le previste collaborazioni avrebbero potuto rafforzare a beneficio di tutti i pazienti ticinesi.

Sempre nel 2016 si è svolto un processo che ha visto l’EOC nella veste di imputato per un contagio di quattro pazienti con il virus dell’epatite C avvenuto nel 2013 all’Ospedale Civico. L’EOC ha riconosciuto subito le proprie responsabilità sul piano civile. Né l’EOC né le autorità inquirenti sono però riusciti a identificare all’interno del team l’autore dell’errata manipolazione all’origine del contagio. Questa situazione ha condotto il Ministero pubblico ad accusare l’EOC di carenza organizzativa interna, sulla base dell’articolo 102 del Codice penale, e la sentenza del giudice rappresenta un punto di svolta preoccupante per l’intero sistema sanitario nazionale; per questo motivo l’EOC ha deciso di ricorrere all’istanza superiore. 

 

(Red)

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